La danza di TORI AMOS tra pianoforte e tastiere al Teatro Arcimboldi di Milano – LIVE

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La danza di TORI AMOS tra pianoforte e tastiere al Teatro Arcimboldi di Milano – LIVE

Tori Amos

Foto di Scott Gries/Getty Images

Tori Amos approda nel bel paese con il suo nuovo tour che promuove la sua ultima fatica discografica, Native Invader, pubblicata solamente pochi giorni fa. Iniziamo con il dire che per fare quello che fa lei, e cioè affrontare il palco e il pubblico senza alcuna band di sostegno, ci vuole coraggio e carisma da vendere.

Lo show è costruito su pochi fondamentali pillar: una scenografia costruita unicamente da luci proiettate sul pavimento, sullo sfondo, e a volte sul soffitto; pianoforte e tastiere che si alternano continuamente; una voce avvolgente. I punti di forza dello show finiscono però per nasconderne anche le inevitabili debolezze: l’assenza di altri suoni e strumenti, se non in pochi contati brani, danno una sensazione di ripetitività dopo un paio di brani, probabilmente anche perché le cartucce vincenti sono riservate per il finale del concerto. Mentre la scaletta snocciola brani per guidare il pubblico verso la conclusione, si ha un po’ la sensazione di sentire lo stesso brano iniziare e finire.

Come già accennato, Tori Amos si destreggia tra un pianoforte e tastiere con una destrezza impressionante: un secondo le sue dita danzano sull’uno, il secondo dopo sulle altre, senza mai perdere la concentrazione. Convincente anche la performance vocale, con i momenti di maggiore tensione che, per assurdo, si traducono in parole accennate e sussurri. Spesso la cantante fa ricorso a questa tecnica durante il live: guida verso l’alto gli ascoltatori con un intreccio intenso di note e voce e crea una tensione che poi scioglie con un sussurro, facendo precipitare quegli ascoltatori verso il basso, sul pavimento. Il genio compositivo della cantautrice è concentrato negli ultimi brani, durante il bis richiesto a gran voce dal pubblico, in cui Tori Amos rivela, oltre al lato malinconico e riflessivo per cui può essere nota ai più, anche una divertente sfumatura sensuale. L’interpretazione vocale tiene invece sempre alta l’attenzione, perché imprevista e con giochi e variazioni che spezzano il ritmo, per concedergli nuova vitalità.

Un concerto consigliato agli amanti del pianoforte e delle voci inaspettate, che hanno voglia di concentrarsi per abbandonarsi completamente alla musica.

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Manuel Malavenda
Manuel Malavenda
A furia di raccontare le sue storie, un uomo diventa quelle storie. Ecco perché scrivo da sempre: per confondermi con le parole, immaginare cose che non si possono vedere e raccontare cose che si possono solo sentire. Come la musica. Ho una pagina Facebook dove parlo della bellezza, perché è di questo che dovremmo riempire le nostre vite: di bellezza.

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