A VILLA ADA l’imprevedibile OY, il fenomeno DUB FX, DJ RALF e PETRELLA: l’ultima settimana fino al 17 settembre

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A VILLA ADA l’imprevedibile OY, il fenomeno DUB FX, DJ RALF e PETRELLA: l’ultima settimana fino al 17 settembre

Villa Ada

Ultima settimana con la musica e il teatro d’autore targati Villa Ada Roma Incontra il Mondo – Villaggi Possibili, cento per cento a firma Arci Roma, che continuerà ad animare le sponde del laghetto fino a domenica 17 settembre. Ben due i palchi che vedranno susseguirsi artisti dal calibro internazionale: il palco principale, a partire dalle 21,30  e fin dal tramonto i concerti gratuiti di D’Ada Live dalle 20,30.

Effervescente, imprevedibile, onnivora, la vocalist svizzero-ghanese Joy Frempong (all’attivo anche un duetto con Lucio Dalla) è ormai una star internazionale e arriva mercoledì 13 settembre a Villa Ada affiancata dal produttore e batterista Lleluja-Ha, i cui vistosi travestimenti sono diventati leggendari. Gli OY, questo il nome del duo, esplorano le tradizioni africane, trasportando con levità e freschezza quelle radici nell’universo dell’elettronica e delle sonorità  contemporanee. Classe 1978, residente a Berlino, Frempong – “una delle creature musicali più fresche e intriganti del momento”: per Il Manifesto – deve il suo successo alle sue narrazioni creative realizzate con una scrittura al contempo leggerissima, coinvolgente e densa. Il loro ultimo lavoro, Space Diaspora, è un caleidoscopio di suoni clubbing, samples, digressioni umoristiche e vorticosi tamburi. Uno spettacolo live davvero unico, definito dalla critica “Una bomba musicale, fresca, vitale, sorprendente, extra-ordinaria”.

Il concerto costa 10 euro e l’apertura è affidata dalle ore 21,30 a NicoNote, l’artista italo-austriaca che unisce musica e teatro; mentre sul palco gratuito di D’Ada Live si esibisce la cantautrice Sara Jane Ceccarelli con la chiusura di Dj Mangoo.

Dopo il successo riscontrato all’inizio dell’estate, torna un’altra serata all’insegna del rap, la SUMMER IN THE CITYgiovedì 14 settembre (prezzo al botteghino 10 euro). Una vera e propria festa in cui a partire dalle 21,30 sul palco grande si esibiranno live: Sace; Romanderground; Rak; Gente de borgata + Suarez. Dalla mezzanotte, finiti i live, sul palco grande si passerà all’after-party di Welcome 2 the jungle con ospite speciale Iceone, pronti a far ballare il pubblico fino a notte inoltrata.

Venerdì 15 settembre inizia il weekend il live di Dub Fx,  Benjamin Stanford all’anagrafe, il beatboxer di alta classe australiano, in bilico tra sonorità reggae, dub e drum and bass. Lasciata Melbourne nel 2006 per l’Europa, il piano era semplice: vivere in un furgone, viaggiare nel mondo e fare strada. Durante il viaggio, ne ha fatta di strada: Dub FX ha suonato nei principali festival in tutto il mondo e stregato YouTube  a colpi di milioni di visualizzazioni.
“Mi piace mescolare tutti i generi insieme – dice della sua musica –  jazz, reggae, hip-hop, samba, drum ‘n bass, dubstep. qualunque cosa mi sento al momento, questa è la bellezza del mio setup”.
Aprono il concerto (costo 15 euro) i Toot dalle ore 21,30: un trio in cui la passione per gli anni novanta ha avuto il sopravvento ottenendo il perfetto connubio tra Prodigy, Queens of the stone age, Rage Againts the Machine. Sono Flux (dj,produzione, basso elettrico, voce), Luca (chitarra, voce), e Michele (batteria, produzione).
L’appuntamento con il concerto gratuito di D’Ada live è con Tahnee Soree.

Sabato 16 settembre si cambia registro e Villa Ada ospita nel main stage dalle ore 23 le ricerche sonore dell’elettro-jazzIl progetto è R.Ha.R.F. (acronimo di Rhythm, Harmony, Repetition of Forms) ovvero gioco, capacità di giocare, e mettersi in gioco. In campo: uno dei più virtuosi trombonisti jazz della scena contemporanea, Gianluca Petrella; uno scienziato delle percussioni, Leonardo Ramadori; il carisma fiammeggiante di Dj Ralf e la sua enorme conoscenza degli alfabeti techno e house; le affilatissime abilità da ingegnere del suono di Fresco. Costo del biglietto 10 euro.

Occhi e orecchie aperte nell’attesa. Dalle ore 20 al via la serata a ritmo di blues targata Mojo Station Blues Festival,  tra i Festival più longevi di Roma e storico programma di Radio Città Futura. Si parte con la sesta semifinale dell’Italian Blues Challenge 2018, evento gratuito. Sul palco dalla Sardegna Don Leone, progetto nato dall’unione tra Donato Cherchi, rapper e cantante blues e Matteo Leone, chitarrista e polistrumentista. Dall’Umbria il talentuoso artista umbro Little Blue Slim, aka Mauro Magrini, con un autentico One Man Band show: un viaggio suggestivo e coinvolgente dalle radici del Blues e del Ragtime fino alle evoluzioni più moderne. Dal Lazio arriva Mastro, una musica che affonda le sue radici nel blues “roots” e nel folk americano con venature che prendono spunto dal rock anni 70; e dalle Marche Mike Coacci, chitarrista e cantante, songwriter e session man, all’attivo due album e collaborazioni prestigiose come quella con Vasco Rossi e Thomas Silver.

Dalle ore 22, sempre accesso gratuito, riflettori puntati su The Blues Against Youth. Si fa chiamare Gianni Tbay e arriva da Roma, con una formula classica, quella della one man band (canta e suona contemporaneamente chitarra, cassa e molto altro) e un risultato unico. “Un approccio al blues, garagioso e country’n’rolldivertito oltre che divertente, come ascoltare gli Oblivians e Jon Spencer che rifanno Robert Johnson al matrimonio di un caro amico”: scrive di lui il mensile Rumore.

Chiude il ricchissimo cartellone di quest’anno un gradito ritorno, quello del duo Rezza/Mastrella con lo spettacolo 7 14 21 28 (dalle 21,30; costo 15 euro).
Civiltà numeriche a confronto. La sconfitta definitiva del significato. Malesseri in doppia cifra che si moltiplicano fino a trasalire, a pochi salti di distanza dalla sottrazione che fa sparire.
Non c’è una trama, una storia certa a cui aggrapparsi, ma uno studio sfaccettato su alcuni esemplari di umanità. Rezza presta voce e corpo, Flavia Mastrella crea “l’habitat”.
L’assurdo verbale di Rezza ha il compito di dar voce ai tipi umani da lui interpretati in questo lavoro: il precario, lo sposo-sposa, il ricercatore, il politico e trova nel corpo quel prolungamento fisico che rende l’assurdo stesso irresistibile nella sua naturale comicità.
A salutare il D’Ada live al tramonto il pop graffiante dei Madiba. Aftershow djset di Zerla. ​

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