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Venezia 74: grande cinema e grandi discussioni

La 74ma Edizione della Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia si chiude con un bilancio positivo rispetto alla qualità dei film presentati nelle varie sezioni, sancendo con i premi assegnati dei verdetti che lasceranno il segno e hanno suscitato ampie discussioni.

  • Premio Mastroianni Charlie Plummer di Lean on Pete di Andrew Haigh
  • Riconoscimento Speciale della Giuria per Sweet Country di Warwick Thornton
  • Miglior sceneggiatura per Martin McDonaugh di Three Billboards outside Ebbing, Missouri
  • Coppa Volpi Maschile a Kamel El Basha per The Insult
  • Coppa Volpi Femminile a Charlotte Rampling per Hannah
  • Leone d’Argento Migliore Regia a Xavier Legrand per Jusqu’à la Garde
  • Leone d’Argento Gran Premio della Giuria a Foxtrot di Samuel Maoz
  • Leone d’Oro 74 a The Shape of Water di Guillermo del Toro

Vince The Shape of Water di Guillermo Del Toro e il focus dei ragionamenti sentiti nel post premiazione si lega fondamentalmente al ruolo che un festival cinematografico dovrebbe avere nella promozione di una forma d’arte: deve vincere il film più bello? Il film più denso? Quello più impegnato? Quello senza alcuna velleità commerciale?

È un dato di fatto il Leone d’Oro è un premio che non si riferisce ad aspetti specifici ma al film che riesce a mettere d’accordo tutti i membri della Giuria. Quest’anno, pur tra molti film di ampio merito, il più ampio consenso dei giurati è andato ad un’opera dalle grandi potenzialità commerciali, realizzata da un autore che ha nel tempo saputo dimostrare le proprie capacità, ma anche proporsi come regista di veri e propri blockbuster hollywoodiani. È un male?

Questa doppia anima del regista, come anche dell’opera, fa storcere un po’ il naso a chi ritiene che i festival dovrebbero premiare soprattutto gli autori capaci di spostare l’asticella, proponendo opere che sfruttino il linguaggio cinematografico trovando per esso letture nuove, immagini più fertili di significati, innovative visioni del mondo. Se questo indirizzo sia corretto o meno non sta a noi dirlo, di fatto la regola potrebbe essere implicita ma certamente non è codificata. E del resto, per quanto indubbiamente altre opere in concorso avessero maggiori meriti in aspetti specifici, The Shape of Water è un film che nei fatti è piaciuto davvero un po’ a tutti, anche a chi non ne avrebbe voluto la vittoria.

Diverso potrebbe essere il discorso per il Leone d’Argento per la Miglior Regia: l’esordiente Xavier Legrand, dopo il Leone del Futuro, porta a casa un premio, che è invece tecnico oltre che artistico, con un film di qualità, ma inferiore alle prove di buona parte degli altri concorrenti, sulla base di valutazioni che non sono solamente di gusto personale.

Non ci sono evidenze per ritenere che Venezia 74 rimarrà nella storia come spartiacque per qualcosa, in particolare per il rischio che il testimone delle opere vincenti sia passato dai film d’autore ai blockbuster. Tutte le edizioni portano con loro il proprio strascico di polemiche e si legano in ultima istanza al fatto che i premi sono assegnati da una Giuria, e quindi da persone, le cui diverse sensibilità devono essere armonizzate e i cui compromessi a volte impediscono scelte di rottura, o semplicemente da tutti condivise.

Il valore per l’arte un festival lo dà nel suo insieme, e in tal senso le opere presentate a Venezia74 rendono l’edizione una di quelle che potrà essere ricordata come di qualità e capace, con l’introduzione della sezione VR, di tenere conto degli innovativi indirizzi che le nuove tecnologie stanno dando alle capacità espressive dell’essere umano.

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Roberto Semprebene
Roberto Semprebene
Appassionato di Cinema e Videogiochi, ha fatto delle sue passioni il proprio lavoro. Ci tiene tantissimo a precisare di essere nato in un giorno palindromo, cosa che probabilmente affascina e stupisce solo lui!

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