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LEVANTE al Carroponte: “ lascio che sia la musica a parlare di me” – LIVE

Levante

foto di Danilo D'Auria

Claudia Lagona, meglio nota come Levante, è una ragazza strana. Non in senso negativo, anzi. Ha in sé quella sana follia che tutti gli artisti hanno, che devono avere, altrimenti che artisti sarebbero. In una persona l’essere “strano” (leggi: genuino) tende a polarizzare l’idea che gli altri si fanno di lei: immediata simpatia, o altrettanto immediato sospetto. Dall’annuncio della sua partecipazione come giudice alla nuova edizione di X Factor, l’undicesima (al via il 14 settembre su Sky), Levante si è trovata al centro del solito polverone mediatico di rosiconi e leoni da tastiera che predicano l’emancipazione dell’ indie in opposizione al patinato mondo del pop commerciale attraverso una sorta di segregazione auto-imposta (un problema etico contraddittorio e senza fine che il mondo hip-hop ha già superato, con enormi benefici). Tutto questo in concomitanza con il divorzio dal marito, il dj-produttore Simone Cogo (a.k.a. Sir Bob Rifo dei The Bloody Beetroots). Insomma, la trentenne Levante è nel pieno di una fase della sua vita densissima, nel bene e nel male, di addii e nuovi inizi, ma in cui la gioia prevale sempre e comunque sullo stress. Sabato sera, nella tappa milanese del tour “Estate nel Caos”, la cantante siculo-torinese ha regalato al suo pubblico una performance più che buona, oserei dire “serena”. A fronte di un pubblico leggermente ridotto per ragioni climatiche (ma comunque numeroso), il concerto, come spesso accade, inizia senza clamore, un po’ smorzato a livello empatico, vuoi per il freddo, per il mixaggio un po’ impastato, o per i fattori sommati insieme, poco importa. Nella seconda parte, tuttavia, lo show si riscalda, arrivano i singoli estratti da “Nel Caos di Stanze Stupefacenti”, e si riscalda letteralmente anche la voce di Claudia, tirando fuori controllo e potenza pari alla qualità dello studio di registrazione. L’audience, composto principalmente da coetanee di Claudia ma comunque variegato, partecipa con attenzione nonostante la scelta da parte della cantante di evitare quasi del tutto di parlare tra una canzone e l’altra. Poi però, anticipando i nostri dubbi, spiega: “Negli ultimi tempi sono di poche parole, vorrei che fosse la musica a parlare di me”.

Levante ha anche dimostrato una discreta sicurezza sul palco e un’ aumentata presenza scenica in tutti quei brani in cui non era vincolata dal suonare la chitarra. Il traffico di energia bilaterale che si può creare fra il pubblico e l’artista senza il filtro dello strumento è immenso: consiglio a Claudia di vendere le chitarre e comprarsi un radiomicrofono, così da essere libera di muoversi e di esprimersi con il corpo senza avere cavi in mezzo ai piedi.

All’apice della serata, una cosa inaudita: Levante canta un brano a cappella, cioè senza alcun tipo di amplificazione, sfruttando appieno la sua potenza vocale. Il pubblico ammutolisce e apprezza grandemente. Qualche altro brano viene eseguito in acustico, tra cui “Ciao per sempre”, dove afferma, perfettamente seria, che quello presente è per lei un “momento di gioia”. Immancabile il singolone “Alfonso” all’inizio del bis.

Le prossime date del tour porteranno l’artista a Roma (il 9), Modena (il 15) e San Vito lo Capo (il 16).

Crediti Foto: Danilo Dauria

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Leonardo Parisi
Leonardo Parisi
Nato a Sesto San Giovanni, acido come più non si può. Appassionato di cinema e sushi (ma non mischiati insieme), suono il basso elettrico e cado spesso vittima della "regola dell'amico" di Pezzali.

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