ELIO E LE STORIE TESE, vibra il Viteculture Festival tra rockandroll e panta rei – LIVE

Nina Zilli
Si chiude il FESTIVAL GABER: appuntamento domani con NINA ZILLI
29 luglio 2017
Live for Syria
DANIELE SILVESTRI, EMMA, FRANKIE HI-NRG e tanti altri, tutti insieme in concerto per LIVE FOR SYRIA
31 luglio 2017

ELIO E LE STORIE TESE, vibra il Viteculture Festival tra rockandroll e panta rei – LIVE

Elio e le Storie Tese

foto di Adalberto Piccolo

Ho sempre avuto delle difficoltà nel definire gli Elio e le Storie Tese e il loro genere musicale, fin da quando da bimbo cantavo le gesta del vitello dai piedi di balsa. Loro mi hanno dato una mano e dal palco dell’Ex Dogana di Roma, durante il concerto di ieri per il Viteculture Festival si sono autoproclamati gli “ultimi e unici difensori e rappresentanti del Rock & Roll” (anzi del roauckeenroooull, per dirlo alla Elio): hanno ragione diamine!  e uno se ne rende conto mentre Cesareo (il Frank Zappa italiano, come l’ha definito qualcuno che aveva bevuto troppo) affonda pesante il plettro sulla sua chitarra ed Elio grida “la techno è una merda, la fusion è complicata, ma il rock and roll sì che mi piace!“).

E’ Il Rock and Roll baby, ed è la festa-concerto di Elio e Le Storie Tese, all’ultimo concerto a Roma come proclamano spesso dal palco (chissà cosa vorranno mai dire..).

Un concerto di Elio è sempre qualcosa di strano da spiegare, ed il perché lo possiamo tutti immaginare: mica è facile lasciarsi rapire dai mastodontici giri di basso di Faso quando il cuore e la mente sono concentrati nel dramma di Catoblepa ucciso dal governo bastardo!

La qualità musicale eccelsa della storica band (tra le più longeve del panorama italiano) è fuori discussione, e la serata di ieri ne è una gradita quanto pleonastica conferma. Gli EELST non scontano l’assenza live di Sergio Conforti AKA Rocco Tanica, “impegnato da tempo con la zia” ma sostituito degnamente da Carmelo, alias Vittorio Cosma, un passato alla PFM ed un ironia da storia tesa onoraria.

Sul palco anche la bravissima Paola Folli, da anni collaboratrice del gruppo, che non fa neanche rimpiangere la voce di Giorgia in T.V.U.M.D.B.

Un concerto condotto sempre tra musica e provocazione, un paio di stoccate a Roma e alla Raggi, un saluto alla tangenziale, e una scaletta molto vintage, con brani datati sì, ma meravigliosi: Mio Cuggino, Pippero, Uomini col Borsello, Born to Be Abramo, e bis da lacrimoni con La Terra dei Cachi e Tapparella.

E potrei continuare per ore a narrare le gesta di Mangoni (anche lui vittima del Rock&Roll), i meravigliosi assoli di Christian Mayer o la sapienza musicale di Jantoman. Ma non posso, perché devo andare a casa sua per vedere le diapositive del mare, delle sue ferie poi subito dopo devo accompagnare i suoi genitori che devono prendere il treno perché sono rimasti senza macchina,
l’hanno distrutta, era mia.

Comments on Facebook
Adalberto Piccolo
Adalberto Piccolo
Responsabile editoriale, responsabile della comunicazione, responsabile social media. Ma comunque poco responsabile. "Il Mondo non è perfetto: in un mondo perfetto Mark Chapman avrebbe sparato a Yoko Ono".

Comments are closed.