Addio a CHESTER BENNINGTON: i ricordi, la rabbia e l’eredità

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Addio a CHESTER BENNINGTON: i ricordi, la rabbia e l’eredità

Chester Bennington

Nella prima parte del 2003 vado in prima media; non so cosa sia il metal, e men che meno il nu-metal, quello che diventerà poi il mio filone preferito. La cosa più “pesante” che ascolto sono i Red Hot di “By The Way”. Guardo Mtv, che è ancora un faro da seguire, dove la cultura del videoclip accompagna una divulgazione musicale multigenere. Proprio in quel periodo comincia a girare “Somewhere I Belong”, che mi dicono sia il primo singolo estratto dall’album “Meteora”, di questo giovane e numeroso gruppo anglofono, i Linkin Park, già famosi all’estero. Video fighissimo, il letto che si incendia, le monache, quegli strani mammut…ma ancora più di questo, la musica. Molto prima di scoprire e amare i Rage Against the Machine, rimango estasiato da questo loro nuovo stile, con chitarre droppate e iper-distorte insieme a rap e scratch. Quando passa il video di “Somewhere”, non posso alzare a tutto volume, perchè le pareti di casa sono di carta velina e la mamma mi guarderebbe male, quindi attacco direttamente le cuffie alla tv. Il cantante dei Linkin Park è uno smilzo con occhiali e camicetta, però a dispetto del look sembra cattivissimo; ruggisce come un leone, ha una capacità polmonare che non ti aspetti e la usa per contagiarti con la sua rabbia distruttiva e purificatrice.

Sono sicuro che moltissimi della mia generazione hanno un aneddoto simile da raccontare, un episodio dell’ adolescenza a cui Chester Bennington e soci rimarranno eternamente legati. Non molte band possono fregiarsi dei risultati sia di riconoscimenti sia di vendite raggiunti dai Linkin Park; ancora meno band possono vantarsi di essere amati da una fetta di pubblico così ampia, che abbraccia target molti diversi fra loro. Ai Linkin il merito di aver aiutato grandemente a diffondere il nu-metal (o come vi va di chiamarlo) nelle classifiche mainstream, diventando poi una delle band rock crossover più importanti di tutti i tempi. Dopo una necessaria svolta verso l’elettronica in “A Thousand Suns”, i Linkin sono andati verso uno stile sempre più morbido e poppettaro, ma pochi giorni fa agli I-Days di Monza hanno dimostrato di avere ancora energia da vendere. Inutile speculare sul futuro della band, ma è ovvio che i Linkin per come li conosciamo noi sono finiti nell’istante stesso della dipartita del loro frontman.

C’è una citazione attribuita a Chester che recita: “se hai paura della vita, allora non vivrai mai”. Difficile rileggerla allo stato attuale delle cose. Allo stesso modo adesso ogni testo dei Linkin suonerà come una lettera di addio. Comunque grazie, per aver dato così tanto a così tanti fra noi.

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Francesca Daccico
Francesca Daccico
Appassionata di Musica e di tutto quello che si chiama arte, imparerei a suonare qualsiasi tipo di strumento se ne avessi il tempo. Lavoro come Communication Manager presso la Paco Cinematografica, attualmente delegata alla produzione di concerti, rappresentazioni teatrali.

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