La Terra, il Chakra e LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA. L’emozione di Vasco Brondi al Viteculture Festival -LIVE

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La Terra, il Chakra e LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA. L’emozione di Vasco Brondi al Viteculture Festival -LIVE

Le luci della centrale elettrica

La musica italiana non è solo quella dei tormentoni e dei talent, delle campionature standard e dei ritmi radiofonici, evidentemente no. E mai come in questi anni ce ne rendiamo conto con facilità, vista la ribalta mediatica che si è posata sui cantautori della nuova leva: un simpatico gruppetto di arzilli trentenni o quasi che dai club umidi e dai pagamenti a cottimo ha trovato una nuova dimensione in grado di riempire palazzetti, piazze e festival vari.

C’è chi in questa dimensione ha scoperto un animo pop e “tormentonico” (ma non facciamo nomi), c’è chi invece il pop l’ha utilizzato più come grimaldello stilistico per esplorare nuove forme espressive e, perché no, rivisitare un repertorio classico adorato dai fan della prima ora, ma magari di difficile interpretazione per un pubblico più mainstream.

E’ il caso di Vasco Brondi e della sua creatura, Le Luci della Centrale Elettrica, in concerto sabato all’Ex Dogana di Roma nell’ambito del Viteculture Festival, la rassegna diffusa che offre al pubblico della capitale un’estate di musica e cultura.

I primi passi nel mondo discografico Le Luci della Centrale Elettrica li hanno mossi una decade fa, quando Vasco Brondi apriva i concerti di altri artisti e il pubblico gli gridava “fai cagare“. Ne è passata di acqua sotto i ponti, e se oggi ad aprigli il concerto arrivano artisti del calibro di Diodato (bravissimo, ha presentato l’ultimo disco “Cosa siamo diventati” suonando un’ora tra i favori degli spettatori) è segno che al pubblico ora non fa più tanto cagare!

Quasi due ore di buona musica, con tutte le tracce dell’album “Terra” (menzione speciale per Chakra, veramente bella da sentire live, Waltz degli Scafisti e Nel Profondo Veneto, forse le migliori dell’album, ed il nuovo singolo A forma di Fulmine) disseminate nella scaletta nella scaletta ed intervallate dai cavalli di battaglia come C’eravamo abbastanza amati, Macbeth nella nebbia, Piromani e Cara Catastrofe.

Il tour continuerà il 19 luglio con la data “casalinga” di Ferrara per poi proseguire per tutta l’estate, con appuntamenti speciali come lo Sziget Festival di Budapest.

 

 

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Adalberto Piccolo
Adalberto Piccolo
Responsabile editoriale, responsabile della comunicazione, responsabile social media. Ma comunque poco responsabile. "Il Mondo non è perfetto: in un mondo perfetto Mark Chapman avrebbe sparato a Yoko Ono".

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