THE LUMINEERS conquistano Roma! Emozioni all’Auditorium Parco della Musica – RECENSIONE

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THE LUMINEERS conquistano Roma! Emozioni all’Auditorium Parco della Musica – RECENSIONE

Luminers

The Lumineers: Neyla Pekarek, Jeremiah Fraites and Wesley Schultz.

Lunedì 10 Luglio all’Auditorium Parco della Musica di Roma è arrivata la folk music di stampo americano dell’acclamata band The Lumineers. Il gruppo, che farà tappa anche in altre città italiane fra cui Villafranca di Verona e Ancona, ha portato a Roma il proprio progetto trovando un consenso di pubblico non indifferente: la Cavea gremita dell’Auditorium ha accolto con calore i musicisti, cantando con loro non solo il loro più grande successo Ho Hey ma anche tutti i pezzi più rappresentativi dei loro due album (The Lumineers e Cleopatra).

La band ha dimostrato una capacità non indifferente nel dare vita ad uno spettacolo genuino, fatto di musica “concreta”. I Lumineers a quanto pare non amano esibirsi con le amplificazioni, trovano molto più diretto far fruire la propria musica al naturale, cantare senza microfoni ed avere un contatto diretto col pubblico. Dunque, a metà del concerto, il cantante della band, Wesley Keith Schultz, e gli altri membri si sono liberati degli amplificatori e hanno iniziato a suonare i loro successi senza l’ausilio di questi strumenti. In quel momento è stato come se il pubblico si fosse avvicinato sempre di più alla band, nonostante il volume più basso e l’intimità del suono. Difficile non rimanere esterrefatti da una platea di migliaia di persone che si unisce nel silenzio per ascoltare la voce di Schultz e della sua band che intonano le note di Darleen. I Lumineers dimostrano la loro grande passione barcamenandosi tra diversi strumenti e mostrano come fare musica non sia un’attività da vivere a compartimenti stagni. La loro abilità e allegria nel suonare è ispirazione pura e diventa la forza principale della band.

Altri fra i momenti più intensi della serata sono state le esibizioni di pezzi trascinanti come Submarines e Ophelia pezzi che mettono in luce la capacità dei Lumineers di dare vita a brani folk nell’intenzione ma fortemente adatti a diventare hit radiofoniche. Durante il bis, il frontman del gruppo si è esibito in solitaria, mettendo in luce le sue capacità cantautorali e rendendo partecipe il pubblico di un pezzo mai performato prima, dedicato alla malattia affrontata dal padre. Innegabile in questo pezzo (così come in molti altri brani della band) una forte influenza del primo Bob Dylan, che ha probabilmente contribuito alla formazione di paroliere di Schultz. A questo grande artista la band ha fatto anche un riuscito omaggio con la cover di Subterranean Homesick Blues. I Lumineers si confermano dal vivo, così come nei loro progetti discografici, una band capace di emozionare il pubblico grazie ad uno stile musicale di stampo americano, folk ma pervaso da forti melodie pop, mix questo che potrebbe portare ancora una volta la band in classifica in tutto il mondo presto o tardi.

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Antonio Galota
Antonio Galota
Antonio Galota, nato in Sicilia nel 1995, trasferito a Roma per studiare Graphic Design. Oltre alle arti visive adoro la musica, che mi accompagna sempre anche nel lavoro e alla quale dedico il mio tempo libero!

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