Il Viteculture Festival si colora di indie con il concerto di CANOVA e GAZZELLE – LIVE

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Il Viteculture Festival si colora di indie con il concerto di CANOVA e GAZZELLE – LIVE

Canova e Gazzelle

E’ un momento particolare per la musica italiana, non c’è dubbio, e per parlarne probabilmente non basterebbe un saggio accademico di duecento pagine. Quello che è certo è che negli ultimi anni ci sono alcuni generi che tirano innegabilmente più degli altri, come il rap e l’indie, qualsiasi cosa voglia dire indie come categoria come categoria musicale.

E se nel recente passato il successo indie era relegato ai (bei) numeri di visualizzazioni e streaming sui canali web e social, oggi tale successo si tocca con mano anche ai live, proprio come è successo ieri sera.

Sì perché ieri sera il palco dell’Ex Dogana ha ospitato due dei nomi più rilevanti dell’emergente scena indipendente italiana: i Canova, band milanese uscita nel mercato discografico l’anno scorso con l’album “Avete ragione tutti” (trainato dal singolo “Vita Sociale“), e Gazzelle, astro nascente del cantautorato romano salito agli onori delle cronache con il suo primo album “Superbattito“, uscito solo pochi mesi fa ma apprezzatissimo fin da subito da pubblico e critica.

Aprono i Canova, e si sente che hanno voglia di spaccare il mondo. Una dietro l’altra tutte o quasi le canzoni dell’album: Expo, Brexit, Vita Sociale, non manca neanche l’ultimo singolo Threesome con il quale i giovani milanesi concludono la propria esibizione.

Mezzora di pausa (il tempo di prendere una birra, vista la fila enorme che si era riversata nei banchetti dei bar) e riparte Gazzelle. La sensazione è che sia molto emozionato, qualche sbavatura, ma obiettivamente, chi non la mostrerebbe ai primi live?

Tutto il concerto ha quel sapore di “già sentito”, familiare: l’influenza della scena indie romana primordiale, quella di Contessa per intenderci, c’è tutta, ma rimane comunque una qualità a livello di produzione e autoriale che è innegabile. Tutte le hit aspettate dai fan vengono cantate con un deciso retrogusto elettro-pop: Quella te, Nmrpm, Non sei Tu, Zucchero Filato, oltre a qualche gradito ed inatteso omaggio al passato più recente della musica italiana (gli 883 e Gigi D’Agostino per la precisione).

Dicevo, è in queste occasioni che ci si rende conto di quanto l’indie, qualsiasi cosa sia, sta funzionando. Una decina di anni fa un concerto del genere avrebbe avuto un centinaio di spettatori, e sarebbe stato organizzato in qualche sottoscala buio. Oggi riempie un piazzale di una vecchia dogana ferroviaria, che può suonare strano ma è tra i locali più cool della capitale: no, non è decisamente più un fenomeno da social network.

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Adalberto Piccolo
Adalberto Piccolo
Responsabile editoriale, responsabile della comunicazione, responsabile social media. Ma comunque poco responsabile. "Il Mondo non è perfetto: in un mondo perfetto Mark Chapman avrebbe sparato a Yoko Ono".

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