L’ironia di BRUNORI SAS conquista il pubblico di Milano – LIVE

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L’ironia di BRUNORI SAS conquista il pubblico di Milano – LIVE

Brunori Sas

Una serata intensa quella del 30 Giugno al Carroponte di Milano, introdotta dalla chitarra di Lucio Corsi che con le sue note ha raccontato un mondo onirico, con un mare al posto del cielo che fa piovere pesci e sommergibili, e ancora lepri che con un balzo arrivano sulla luna.

Poi i musicisti di Brunori SAS che lentamente prendono posto sul palco, uno ad uno, introducendo elementi in quella che è una intro musicale dai suoni distorti e disturbanti che sfociano in una delle canzoni più belle della discografia del cantautore. Il primo brano, infatti, è lo stesso che apre il suo ultimo disco A casa tutto bene e che non a caso ne è stato il primo singolo. La verità, diciamocelo subito, è un gran bel pezzo che dal vivo riesce a sprigionare tutta la sua potenza, tanto grazie all’impatto strumentale quanto alla voce che graffia e spinge fino in fondo, invitando il pubblico a imitarla e a cantare forte. Il brano si chiude con una coda strumentale dominata dalla tromba pensata ad hoc per il live. Questo è l’esordio di un concerto che promette grande emozioni. “Qualche anno fa ero qui a Milano” dice il cantautore “e c’erano sì e no dieci persone nel pubblico… tutti miei parenti! E pensate che io di parenti a Milano ne ho dodici, quindi due mi avevano anche dato buca. Vedervi adesso è una gioia immensa” e in effetti il pubblico è numeroso, e soprattutto partecipativo.

La scaletta del concerto pesca tantissimo dai brani del suo ultimo album anche se, ironizza il cantautore, “so che aspettate solo di sentire quelli vecchi”. La band è parecchio corposa: sei elementi che cambiano continuamente il loro strumento – si passa dalla tromba, al flauto, al violino, a strumenti di altro tipo – più ovviamente Brunori che, oltre a metterci la voce, suona anche le chitarre e il pianoforte. Insomma, un live fatto di tanta musica, e di tanta musica diversa. Gli arrangiamenti sono per lo più leggeri, fatti di arpeggi dolci e malinconici, sempre a servizio delle parole, ma non mancano episodi più prepotenti. Ne è un esempio Lamezia Terme, così introdotta: “È che io sono vecchio, però poi ho questa ispirazione alla ACDC. E so che a voi piace così. Se seguite Brunori SAS siete vecchi dentro e spesso anche fuori. Ora su le mani se non avete l’artrite!” e imbraccia la chitarra elettrica per regalare una performance divertente e ballerina.

Uno dei maggiori punti di forza del cantautore è la sua innata simpatia che gli permette di sdrammatizzare e di alleggerire l’atmosfera dopo brani dal grande impatto emotivo: non per niente in passato ha fatto tappa in diversi teatri italiani con uno spettacolo che era metà concerto e metà monologo comico. Si parlava di grande impatto emotivo: sì, perché i testi di Brunori a volte sono scomodi e pongono davanti a consapevolezze che è difficile mandar giù, o che per lo meno invitano a farsi delle domande. Tra i temi trattati anche tanto amore, da vero cantautore dannato quale è. Non manca però l’amore felice: introduce Lui, Lei, Firenze facendo gli auguri di buon matrimonio a una coppia di ragazzi che si sono conosciuti proprio a un suo concerto anni prima. “E pensare che ho scritto decine e decine di canzoni contro il matrimonio”, aggiunge.

Un cantautore dalla scrittura profonda, che dal vivo riesce a restituire il peso di ogni parola, anzi a lanciarle ancora più lontano e più in alto. Ne è un esempio Kurt Cobain, uno dei brani più emozionanti dell’intero concerto, in cui Brunori si siede al pianoforte e regala una performance da brividi insieme alla sua band: sul finale il musicista si accanisce come impazzito sul contrabbasso che continua a partorire note, in un vortice di suoni che piove sul pubblico con una grande forza. Un concerto consigliato alle coppiette sdolcinate, a chi ha voglia di farsi due risate, a chi ha voglia di riflettere e anche a chi ha voglia di godersi la sua birretta in santa pace e un po’ di musica suonata come si deve: tutto questo è Brunori SAS.

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Manuel Malavenda
Manuel Malavenda
A furia di raccontare le sue storie, un uomo diventa quelle storie. Ecco perché scrivo da sempre: per confondermi con le parole, immaginare cose che non si possono vedere e raccontare cose che si possono solo sentire. Come la musica. Ho una pagina Facebook dove parlo della bellezza, perché è di questo che dovremmo riempire le nostre vite: di bellezza.

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