JIMMY EAT WORLD: “Come esseri umani siamo in continuo cambiamento” – INTERVISTA

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JIMMY EAT WORLD: “Come esseri umani siamo in continuo cambiamento” – INTERVISTA

Jimmy Eat World

Il 21 Giugno i Jimmy Eat World sono tornati in Italia dopo nove lunghi anni, in occasione del Milano Summer Festival, per accompagnare sul palco grandi artisti come gli Editors e i Kings of Leon. Per quelli di voi che credono di non conoscerli, seguite il mio consiglio: digitate The Middle su Youtube e premete play. Scoprirete (probabilmente) di conoscere almeno una loro canzone. Prima della loro scoppiettante esibizione ho avuto l’onore di incontrarli nel loro tour bus per scambiare quattro chiacchiere con loro riguardo al loro ultimo album, Integrity Blues, pubblicato lo scorso anno. Per lo più abbiamo parlato del cambiamento e della voglia di esserci ancora e non rimanere solo il ricordo di The Middle. Il clima che si respira nel loro piccolo ambiente è sereno e mette da subito a proprio agio, motivo per cui durante l’intervista non sono mancati momenti di ironia, tra battute e risate. Ecco quello che ci siamo detti:

Prima della pubblicazione del vostro ultimo album avete deciso di prendervi una pausa di un anno. In che modo questo ha cambiato il vostro approccio alla musica, se effettivamente lo ha cambiato?

Sì è vero, lo ha cambiato. Prenderci questa pausa ci ha permesso di fare esperienze diverse, esperienze che non avessero a che vedere con l’avere una band. Era una cosa che non avevamo mai fatto da quando abbiamo iniziato a fare musica insieme. È sempre stato un susseguirsi di tour e registrazioni per gli album. Abbiamo deciso di prenderci una pausa ed è stato molto appagante e rigenerante. Quando siamo tornati in studio per lavorare di nuovo insieme, abbiamo sul tavolo un nuovo tipo di mindset: facendo cose diverse, ottieni risultati diversi. Eravamo interessati ad avere un nuovo sound per il nostro album e per riuscirci avere un mindset completamente nuovo è stato fondamentale.

A proposito di questo, il vostro nuovo sound ha cambiato il vostro modo di esprimervi, il vostro modo di scrivere canzoni e soprattutto i temi affrontati nell’album?

È difficile da dire: penso che il motivo per cui l’album sia così diverso dai precedenti dipenda principalmente dal fatto che è la vita ad essere stata diversa. Come esseri umani siamo in continuo cambiamento. Sono passati tre anni dal nostro ultimo album e in un tempo così lungo cambiano molte cose. E credo che il modo in cui l’album suona, le cose di cui abbiamo parlato, sono state il prodotto – o almeno spero che sia così – della crescita, di essere diventati più ricchi come persone, di esserci trasformati.

Integrity Blues è stato rilasciato lo scorso anno. C’è qualcosa che vi piacerebbe dire a riguardo – un episodio divertente nella realizzazione, un aneddoto, una qualsiasi cosa – ma che nessuno vi ha ancora chiesto?

È difficile. Una cosa divertente è stata questa: gli ultimi album erano, in un certo senso, fatti in casa. Li facevamo nel nostro studio a Phoenix, o a casa del produttore. Lavorando su questo nuovo album, invece, abbiamo recuperato un modo più tradizionale di lavorare su. Abbiamo lavorato in veri studi di registrazione e per farlo ci siamo spostati a Los Angeles per un paio di mesi. È stato differente, è stato vivere completamente immersi nella realizzazione dell’album. Prima era diverso, registravamo un po’ qui e un po’ lì, che non è come stare chiusi in uno studio per tre mesi, vivere a Los Angeles con il solo scopo di realizzare un album. Stavamo facendo quello 100% e siamo veramente fortunati a potercelo permettere. Il nostro pensiero era: Stiamo realizzando un disco, non faremo altro fino a quando non lo avremo completamente finito.

Quindi avete passato un anno completamente senza band, e poi tre mesi unicamente con la band…

(Risate). Sì, esattamente. È stato un periodo lungo.

Siete una band da moltissimi anni. Qual è il vostro ricordo più bello?

(Questa intervista, scherza inizialmente). Ci sono moltissimi momenti, è praticamente impossibile scegliere. Uno dei migliori è sicuramente aver avuto l’onore di esibirci al Saturday Night Live a New York. Ma anche suonare insieme ai Green Day, c’erano veramente tantissime persone. Ecco, se dovessimo scegliere, sarebbe condividere il palco con tutte queste band che ammiriamo. Condividere il palco con loro è veramente cool.

È passato un po’ di tempo, quasi nove anni, dall’ultima volta che siete stati in Italia. C’è qualcosa che amate particolarmente di questo paese?

Sicuramente i fan italiani. Sono veramente positivi e sanno come divertirsi. È difficile da spiegare, ma si vede che voi italiani siete veramente fan della musica, la amate, e questo è il motivo per cui è così piacevole suonare per voi. Siamo sempre stati solo a Milano e una cosa che ci piacerebbe fare è suonare anche in altri posti in Italia: ce ne sono così tanti!

 

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Manuel Malavenda
Manuel Malavenda
A furia di raccontare le sue storie, un uomo diventa quelle storie. Ecco perché scrivo da sempre: per confondermi con le parole, immaginare cose che non si possono vedere e raccontare cose che si possono solo sentire. Come la musica. Ho una pagina Facebook dove parlo della bellezza, perché è di questo che dovremmo riempire le nostre vite: di bellezza.

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