Tornano gli APRÈS LA CLASSE con il loro Circo Manicomio – RECENSIONE

Filippo Graziani
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Tornano gli APRÈS LA CLASSE con il loro Circo Manicomio – RECENSIONE

Après la Classe

Esce venerdì 9 giugno “Circo Manicomio”, 6° album in studio degli Après la Classe. Dopo più di vent’anni di carriera, il quintetto salentino non si sente per niente stanco, ma anzi ha vissuto un periodo di continua ricerca di nuove destinazioni, stimoli, nuove rotte.

La ricerca rende i musicisti dei nomadi, dei gitani, e da qui nasce l’idea del concept visivo dei costumi come una compagnia circense d’altri tempi, con incantatori e saltimbanchi.Après la Classe

Dagli esordi ad oggi, l’intento e l’attitudine della band sono rimasti sempre gli stessi: comunicare al proprio pubblico non solo le emozioni positive e l’atmosfera di festa, ma anche critica, problematiche riguardanti la società, mantenendo sempre una certa leggerezza.

Questa formula dualistica è stata ampiamente rodata, in unione con un altrettanto rodato sfruttamento di ritmi dinamici e danzerecci come lo ska-punk e il raggamuffin: il sound degli Apres la Classe è da sempre ciò che ha contraddistinto e identificato questo gruppo, decretandone il successo.

Era volontà della band che questo album segnasse un ritorno alle origini, una chiusura del cerchio; “Circo Manicomio” è coerente e abbastanza ben fatto, ma purtroppo questa volontà nei fatti si è tramutata in una pecca consistente, ossia quella di dare una costante sensazione di già sentito. Senza infamia né lode, i 13 brani (più una track introduttiva affidata al loro grande amico e conterraneo Caparezza) sono in linea di massima delle canzoncine semplici e orecchiabili che non offrono niente di nuovo o di diverso dai precedenti album. Se la linea guida era comunuque un ritorno alle origini, dopo 21 anni di carriera, l’esperimento è riuscito solo a metà.

Quattro le lingue presenti nel disco – italiano, dialetto salentino, francese e spagnolo – per un sound internazionale e molto esotico. Questo particolare sfruttamento della mescolanza di più lingue viene poi accostato ad un accompagnamento musicale che integra una molteplicità di generi (rock, folk, raggamuffin, ska, punk) e una particolare esuberanza sul palcoscenico. Messi insieme, questi tre caratteri tradiscono una precisa appartenenza, una coerente similitudine, un neanche tanto velato tributo allo stile di un grande artista degli anni ’90: Manu Chao.

Circo Manicomio” ha al suo interno una mescolanza di lingue e generi che ad oggi si possono riconoscere facilmente sotto l’etichetta di patchanka. Questo genere prende il nome dal titolo del 1° album della Mano Negra, la band con cui Manu Chao si è affermato, che riassume proprio lo “stile ibrido” per antonomasia.

L’album della band francese conteneva una tale variegatura di sonorità diverse che “patchanka” venne assimilato dalla critica musicale dell’epoca e usato per identificare un genere talmente contaminato da venire definito, per paradosso, un “non-genere”, di cui lo stesso album è il primo e più rappresentativo esempio.

È innegabile che gli Apres abbiano sviluppato il loro stile sotto l’influenza di Manu Chao; la patchanka continua ad aleggiare tra le tracce di “Circo Manicomio” anche a quasi trent’anni di distanza dall’uscita dell’album della Mano Negra.
Consiglio comunque l’ascolto dell’album per intero, per l’ insolito fatto che le canzoni più belle e interessanti si trovino sul concludersi della tracklist.

Come sempre, accompagna l’uscita del disco un tour di presentazione e promozione, già iniziato il 2 Giugno con una data al Lido Dum Dum Republic di Paestum (SA).

Le altre tappe saranno:
14 Giugno – Bergamo, Lazzaretto, Stadio Happening Cooperative
17 Giugno – Serramonacesca (PE), Festa di piazza
25 Giugno – Palo del colle (BA). Festival dell’Unità
30 Giugno – Bologna, Botanique
1 Luglio – Sesto San Giovanni (MI), Carroponte
7 Luglio – Montecastrilli (TE), Da Boe Music Festival
12 Luglio – Moncalieri (TO) – Ritmika my Summer
13 Luglio – Vicenza, Ferrock Festival
29 Luglio – San Barbato (AV), Festa Patronale
4 Agosto – Roma, Villa Ada

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Leonardo Parisi
Leonardo Parisi
Nato a Sesto San Giovanni, acido come più non si può. Appassionato di cinema e sushi (ma non mischiati insieme), suono il basso elettrico e cado spesso vittima della "regola dell'amico" di Pezzali.

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