SAMUEL, “Il Codice della Bellezza Tour” live sold-out all’Alcatraz

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SAMUEL, “Il Codice della Bellezza Tour” live sold-out all’Alcatraz

Samuel

Per capire se sai realmente fare una cosa, devi farla da solo. Lo ha detto Samuel stesso, durante il concerto che ha tenuto ieri 18 maggio all’Alcatraz di Milano. Cimentarsi in un progetto solista è un desiderio sacrosanto e una sfida interessante per un artista già affermatosi ai massimi livelli con un gruppo alle spalle, i Subsonica, band che festeggia in questi giorni i vent’anni esatti dal debutto discografico. Ora però, nonostante l’esperienza professionale accumulata, Samuel si trova a sostenere in toto la responsabilità del progetto artistico, non la si divide più in cinque: il cantante torinese adesso cammina da solo, e all’Alcatraz se l’è cavata più che bene.

Pur non essendo più un ragazzino, Samuel dal vivo tira fuori l’energia di un ventenne, muovendosi continuamente da un lato all’altro del palco e inzuppando rapidamente la camicetta azzurra di sudore (apro una parentesi: la temperatura dell’Alcatraz con tremila persone dentro diventa veramente infernale, tenetene sempre conto quando partecipate a eventi del genere). Sono solo tre i musicisti presenti in formazione: oltre al buon Samuel, offrono grande valore aggiunto all’impatto musicale due suoi amici di vecchia data, anch’essi torinesi, il batterista Christian “Tozzo” Montanarella dei Linea77 e il tastierista Alessandro Bavo degli LNRipley.

Del concerto sono state fatte delle riprese video, perciò molti fan si sono legittimamente chiesti se la registrazione verrà pubblicata, o se verrà addirittura pubblicato un dvd.

Samuel riesce a creare empatia da subito, anche senza sorridere. Ad una partenza “elettrizzante” (i fotografi sotto il palco sono saltati in aria per lo spavento) è seguita una scaletta con molti dei brani del nuovo album solista, che in linea generale peccano di monotonìa nelle strofe ma diventano molto catchy nei ritornelli, guadagnandosi alla fine un giudizio complessivo positivo. In scaletta non sono mancate ovviamente le hit “La statua della mia libertà”, “La risposta”, “Rabbia”, “Vedrai”. Samuel oltre al microfono si è destreggiato con altri strumenti: pianoforte, chitarra acustica e ukulele. Ad un palco relativamente scarno facevano da scenografia delle proiezioni animate.

L’attingere al repertorio Subsonica è arrivato solo nel bis, e in modo inaspettato: Samuel propone in acustico una breve selezione di brani meno noti, al quale però lui è affezionato: “Lasciati”, dall’album “Microchip Emozionale” (con un accenno di “Black Hole Sun” in omaggio a Chris Cornell), e “Dormi”, da “Terrestre”. Momento intimista apprezzatissimo da pubblico, poi si riaccende l’energia con “Momenti di noia”. Come chiusura in pompa magna, l’energica “Il codice della bellezza”, dedicata alla compagna, l’attrice Isabella Ragonese, presente al lato del palco e a cui Samuel lanciava fugaci occhiate, e il reprise de “La statua della mia libertà”.

Una nota di merito va anche all’opening della serata, affidato al rapper Mudimbi; un mattacchione, tanto talentuoso quanto irriverente. Nonostante il pubblico accorso per Samuel sia parecchio distante dal suo target, Mudimbi è riuscito a far divertire e a farsi capire, strappando applausi spontanei. Se dicesse meno volgarità avrebbe più successo commerciale, ma se dicesse meno volgarità non sarebbe più Mudimbi.

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Leonardo Parisi
Leonardo Parisi
Nato a Sesto San Giovanni, acido come più non si può. Appassionato di cinema e sushi (ma non mischiati insieme), suono il basso elettrico e cado spesso vittima della "regola dell'amico" di Pezzali.

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