LEVANTE all’Alcatraz canta il caos che l’ha resa una popstar di tutto rispetto.

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LEVANTE all’Alcatraz canta il caos che l’ha resa una popstar di tutto rispetto.

Levante

Una data importante quella di lunedì sera all’Alcatraz di Milano per Levante. Un po’ perché metteva un punto alla prima parte del Nel Caos Tour (a breve saranno infatti annunciate le tappe estive) e un po’ perché era l’occasione di dimostrare alla Milano in cui aveva già suonato tante volte quanto fosse cresciuta in tutti questi anni. E cavolo se lo ha dimostrato.

Un palco che non si presenta più spoglio come negli anni precedenti, ma arricchito di quattro schermi sulle cui superfici vengono proiettate immagini per l’intera durata del concerto. I visual sono studiati ad hoc per ogni canzone e sempre mirati ad amplificarne il messaggio o l’atmosfera, e non buttati sullo sfondo per riempire un vuoto come spesso accade. La band distribuita sui lati e al centro lei. Levante e il suo caos.

Di questo parla il concerto: del caos che l’ha travolta e che da artista indipendente l’ha trasformata in una popstar che nulla ha da invidiare a molte delle sue colleghe. Non a livello di scenografie, non a livello di pubblico – la data era infatti soldout – e sicuramente non a livello di musica. Ecco cosa ha dimostrato ieri Levante: che probabilmente non abbandonerà mai il suo spirito riflessivo, tormentato e assolutamente trasparente che caratterizza la maggior parte dei cosiddetti artisti indie, ma allo stesso tempo che non renderà questo spirito un suo limite. Le sue canzoni, pur essendo profondamente personali e intime, avvolgono il pubblico e lo fanno sentire parte di qualcosa. Basti pensare all’iconico momento in cui tutti cantano “che vita di merda”, o al magico momento in cui Levante si allontana dal microfono e intona Abbi cura di te, formula che è ormai diventata un mantra per i suoi fan: tutti la seguono e per tre minuti buoni l’Alcatraz è invaso solo dalla voce del pubblico.

Pur trattandosi del tour che presenta l’ultimo album, Levante inserisce in scaletta molti brani dei suoi dischi precedenti, sacrificandone altri di Nel caos di stanze stupefacenti. Curiosa la scelta di non performare il suo ultimo singolo Pezzo di me, in radio da venerdì scorso. Il live scivola via in quasi due ore di spettacolo, non sempre affrontate con una impeccabile performance vocale. Ma d’altronde non è questo che ci si aspetta da un concerto di Levante: piuttosto di esorcizzare le proprie paranoie, sfighe, delusioni, ma anche celebrare la determinazione, i sogni, l’amore. E questo, tra una batteria che detta ritmi a volte aggressivi e un pianoforte che accarezza con dolcezza, è proprio quello che succede. Musicalmente i brani rimangono per lo più fedeli alle versioni incise su disco, ma non mancano le sorprese, come la già citata versione acustica di Abbi cura di te, e nuovi arrangiamenti, come per esempio su Cuori d’artificio.

Una Levante sicura di sé, nonostante dichiari di non aver ancora imparato a ricevere gli applausi del suo pubblico, che offre al pubblico milanese il meglio di quello che la sua musica ha da offrire. Una Levante che ha deciso di osare e fare un passo in più, che l’ha messa su una strada nuova, per visione e aspettative. E se non mi credete, avete la possibilità di vedere con i vostri occhi. Qui potete trovare l’intero concerto in streaming!

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Manuel Malavenda
Manuel Malavenda
A furia di raccontare le sue storie, un uomo diventa quelle storie. Ecco perché scrivo da sempre: per confondermi con le parole, immaginare cose che non si possono vedere e raccontare cose che si possono solo sentire. Come la musica. Ho una pagina Facebook dove parlo della bellezza, perché è di questo che dovremmo riempire le nostre vite: di bellezza.

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