INVENTARIA 2017: FOLLOWER, quando il social si fa reale

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INVENTARIA 2017: FOLLOWER, quando il social si fa reale

La febbre da visibilità social assume nella nostra contemporaneità almeno due forme complementari: da una parte la necessità di condividere quanto più possibile di una vita privata che ormai vede i propri spazi ridotti al minimo, dall’altra la deriva voyeuristica per la quale si sente la necessità di guardare qualsiasi post, qualsiasi aggiornamento, qualsiasi scheggia di vita dell’oggetto del proprio interesse, come a cercare in qualche modo di esserne partecipe. Nello spettacolo che da esso prende il nome, Follower è un nuovo social network, che permette di seguire o essere seguiti, fisicamente, da un’altra persona per una giornata, mandando o ricevendo like o dislike a commento di quello che vediamo fare o viceversa facciamo.
Nina è una ragazza timida e insicura, che non si è ancora ripresa dalla fine della propria relazione con Pietro, medico con il quale ha vissuto 4 anni. Ad un colloquio di lavoro le viene richiesto di iscriversi al social network come condizione per poter completare la sua valutazione. Lo spettacolo racconta la giornata di Nina alle prese con il proprio Follower, di cui non può sapere nulla… È possibile che sia proprio Pietro la persona che la sta seguendo?
Follower è un testo interessante e attuale, scritto e diretto da Pietro Dattola, che si giova fortemente, nella messa in scena, delle qualità di una straordinaria Flavia Germana De Lipsis. Unica attrice sul palco, la De Lipsis interpreta con grande versatilità tutti i personaggi: la protagonista Nina, l’amato Pietro, la trendissima App, il datore di lavoro… Lo spunto social, già di per sé ricco di riflessioni interessanti espresse dalla stessa voce dell’app, è un modo per dare rilievo alla crisi della ragazza, incapace di uscire dalle conseguenze di un amore che non c’è più, alla cui fine non si vuole rassegnare. L’utilizzo dell’app accelera in qualche modo il processo finale della caduta nel baratro che prelude alla rinascita, al superamento della vicenda amorosa e dolorosa che spesso avviene in modo repentino. È una richiesta di attenzione reciproca fra persone quella che Nina esprime, arrivando a rompere la quarta parete e coinvolgendo il pubblico in sala con una catena di mani unite.
L’impossibilità di andare oltre la storia con Pietro sembra anche espressa come sovrastruttura mentale cui il corpo di Nina cerca di ribellarsi, trovando una vera e propria liberazione fisica nel momento in cui la ragazza riesce finalmente a superare il proprio blocco. Le buone intuizioni e riflessioni, come detto sorrette da un’ottima interpretazione, sono i punti di forza di uno spettacolo che ha come debolezze una certa ridondanza e conseguente lunghezza: probabilmente asciugandolo leggermente, ed evitando quel paio di reiterazioni di troppo che sembrano in certi frangenti farlo girare in tondo, Follower diventerebbe ancora più potente ed efficace di quanto non sia già oggi.
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Roberto Semprebene
Roberto Semprebene
Appassionato di Cinema e Videogiochi, ha fatto delle sue passioni il proprio lavoro. Ci tiene tantissimo a precisare di essere nato in un giorno palindromo, cosa che probabilmente affascina e stupisce solo lui!

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