ERMAL META, ovazione per la tappa sold-out all’Alcatraz di Milano

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ERMAL META, ovazione per la tappa sold-out all’Alcatraz di Milano

Targa Tenco

foto di Leonardo Parisi

Che spettacolo, signori! Ieri sera, domenica 7, circa tremila persone hanno preso parte alla tappa milanese, sold-out già da tempo, del “Vietato Morire Tour”; la cornice è quella dell’Alcatraz, e il protagonista Ermal Meta, cantautore tra i migliori in circolazione in questi ultimi anni.

Il percorso di Ermal ribalta completamente la solita solfa del “in Italia non c’è meritocrazia”. Sembra che il cantautore di origine albanese non abbia punti deboli: scrive canzoni ottime con testi emozionanti e melodie coinvolgenti e orecchiabili, le interpreta a dovere, sa stare sul palco…ed è pure un uomo affascinante. All’Alcatraz infatti predominava largamente la componente femminile (e noi maschietti a rosicare).

È anche vero però che a questo livello di professionalità non ci si arriva in un giorno: anche se non li dimostra Ermal ha 36 anni e scrive canzoni da prima di arrivare in Italia, quando ancora viveva a Fier. Dopo lo scioglimento della sua band “La Fame di Camilla” nel 2010, intraprende parallelamente alla carriera solista l’attività di autore per altri artisti. In poco più di un anno Ermal ha raggiunto una serie di traguardi incredibili: il 3° posto nella sezione Nuove proposte a Sanremo 2016 con “Odio le favole; il successo del primo album “Umano”;  il 3° posto tra i big a Sanremo 2017 con “Vietato Morire”, singolo certificato “disco di platino”, il cui videoclip ha raggiunto quasi 31 milioni di views su Youtube e che ha anche vinto il Premio della Critica “Mia Martini”; sempre a Sanremo 2017, la vittoria nella serata delle cover con “Amara Terra Mia” (D. Modugno); il successo ancora maggiore del secondo album “Vietato Morire”, certificato “disco d’oro”; le migliaia di fan accorsi per l’instore tour; e la partecipazione come giudice ad Amici di Maria De Filippi.

Ermal ad oggi ha finalmente raggiunto l’apice della notorietà ma anche del suo percorso di maturazione come autore e interprete. Fra lui, Tommaso Paradiso dei Thegiornalisti e Francesco Gabbani, questo periodo è un po’ “la rivincita dei trentenni”, artisti che a differenza di alcuni dilettanti allo sbaraglio usciti dai talent hanno nel mazzo una carta vincente: l’esperienza.

La tappa di domenica sera ha visto la presenza di ben tre ospiti in apertura, cosa che (purtroppo) non capita spesso ma che andrebbe invece incentivata, essendo un ottimo modo per dare visibilità agli artisti minori. Il primo guest è Carlo Bolacchi: un po’ stile “animatore del Touring Club” ma simpatico (ascoltate la sua “Paolo Fox”). Il secondo, Pierfrancesco Cordio, noto solo con il cognome, crea un momento più intimo e romantico. Il terzo e ultimo ospite è Andrea Mirò, splendida cinquantenne e compagna di “scuderia” di Ermal (l’etichetta indipendente Mescal).

Ermal offre un concerto impeccabile: nella scaletta, che comprende due brani in acustico e due del repertorio dei “La Fame di Camilla”, non c’è canzone mediocre o sottotono. Grazie anche ad una band affiatata e ad una scenografia di luci e ledwall, l’impatto sul pubblico è travolgente. Gli unici momenti in cui si è affievolita la magia sono state le parentesi strumentali prolisse e, purtroppo, la breve interruzione causa svenimento di una ragazza nel pubblico. Il carisma di Ermal, che in un momento si è pure preso il rischio di addentrarsi in mezzo al pubblico, è ciò che ha tenuto insieme tutto lo show. Da rivedere, magari già il 15 luglio al Carroponte di Sesto S. Giovanni.

Ecco la scaletta del concerto milanese:

1. Odio le favole
2. Pezzi di paradiso
3. Lettera a mio padre
4. Gravita con me
5. Piccola anima
6. Ragazza paradiso
7. Bob Marley
8. Voodoo Love
9. Volevo dirti
10. New York (Acustico)
11. Amara terra mia (Acustico)
12. Umano
13. Buio e luce
14. Come il sole a mezzanotte
15. Vietato morire
16. Rien ne va plus
17. Schegge
18. La voce del verbo

Bis:

19. La vita migliore
20. Bionda
21. Straordinario
22. Era una vita che ti aspettavo
23. A Parte te

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Leonardo Parisi
Leonardo Parisi
Nato a Sesto San Giovanni, acido come più non si può. Appassionato di cinema e sushi (ma non mischiati insieme), suono il basso elettrico e cado spesso vittima della "regola dell'amico" di Pezzali.

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