Bolshoi Babylon: Intrighi Dietro le Quinte

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Bolshoi Babylon: Intrighi Dietro le Quinte

Da ex aspirante danzatrice, ho sempre trovato i prodotti audiovisivi inerenti il mondo della danza affettati e poco realistici. Anche i migliori Center Stage (Il Ritmo del Successo il titolo italiano) del 2000 di Nicholas Hytner e The Company del 2003 diretto da Robert Altman, accennavano senza approfondimenti o reali prese di posizione le tematiche a essa connesse. É con grande giubilo e curiosità dunque, che ho assistito alla proiezione del documentario di Nick Read e Mark Franchetti, Bolshoi Babylon. 

Ecco la rivelazione: nessun genere cinematografico potrà mai raccontare la realtà di un mondo così particolare come quello del balletto, se non l’occhio indagatore del documentario.

Read e Franchetti – documentarista il primo, reporter il secondo – entrano in teatro dalla porta riservata agli artisti e letteralmente dissacrano un luogo, un simbolo, un microcosmo, come mai nessuno prima d’ora aveva osato fare.

Partendo da fatti di cronaca giunti a noi attraverso i media, in particolare l’attacco con l’acido subito nel 2013 dal controverso Direttore Artistico Sergei Filin che gli valse mesi e mesi di operazioni e dolori laceranti nel tentativo di salvargli viso e vista, diventa questa l’occasione per indagare i moti silenziosi di un’arte tanto fatata e leggiadra all’apparenza, quanto intrisa di gelosie, maldicenze e giochi di potere.

Ovviamente tutta la Compagnia – la più grande e rinomata del mondo – si stringe intorno alla vittima, ma l’arresto e l’accusa al ballerino solista del Bolshoi, Pavel Dmitrichenko, hanno reso ben chiaro ciò che gli ambienti interni del Bolshoi sanno già da tempo: vecchio e nuovo corso non vanno poi così d’accordo; tanti danzatori si schierano a favore di Dmitrichenko, il quale in passato aveva strenuamente difeso i diritti della sua categoria attraverso il sindacato.

In Russia il balletto mai è stato e forse mai sarà solo puro patrimonio artistico, i pochi metri che separano il Cremlino dal Bolshoi ne sono la prova: è così che a Settembre 2013 il governo nomina un nuovo direttore artistico, Vladimir Urin, per riportare l’ordine. É l’inizio di un profondo atto di rinnovamento volto a riportare in auge il buon nome del Teatro, a scapito di chiunque non possa essere considerato all’altezza. Filin compreso.

Bolshoi Babylon accende i riflettori su un ambiente crudele e narciso: il celebre “show must go on” si compie qui in tutta la sua accecante brutalità: non vi è stella che non possa essere offuscata e praticamente nessuna riconoscenza verso chi ha dedicato con cieca abnegazione i suoi anni migliori al Teatro.

Al racconto dell’aggressione prima e del processo poi, si alternano quindi le testimonianze di danzatrici disposte a tutto pur di riassumere il proprio ruolo in compagnia dopo un infortunio; di casting interni soggetti a favoritismi che nulla hanno a che vedere col merito; di carriere stroncate e sogni infranti a favore di giochi puramente politici.

Se l’opera ha l’indubbio merito di sollevare il sipario sulle dinamiche interne di un mondo di cui siamo abituati a godere solo l’esteriorità, l’occasione è colta solo a metà.  La causa è da ricercarsi in un montaggio discontinuo che apre numerose linee narrative senza che si arrivi a un quid unico. La camera raramente esce dal teatro, se non per sottolineare alcuni dettagli delle vite messe in luce.

Pur con qualche limite dunque, Bolshoi Babylon si attesta come un’opera audace, in grado di svelare senza cinismo e scevra da giudizi di sorta, un microcosmo di piccoli desideri ultraterreni assurti a simbolo di un paese e di un popolo.

In sala solo il 2 e il 3 Maggio. Per la lista delle sale, consultare: www.nexodigital.it

 

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Alice Ungaro
Alice Ungaro
Gravita nel mondo dello spettacolo e dell’audiovisivo sin da piccola, manifestando capacità organizzative e di leadership che la conducono velocemente dall’altro lato della camera. Fermamente convinta che lavorare con passione sia l’unico modo di lavorare, ha fatto dei suoi interessi il suo “core business” specializzandosi nell’organizzazione eventi e nella comunicazione.

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