Siamo stati alla presentazione del nuovo disco delle SORELLE MARINETTI

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Siamo stati alla presentazione del nuovo disco delle SORELLE MARINETTI

Sorelle Marinetti

articolo di Alessandro Giuliano

Uscito il 7 aprile, si intitola La famiglia canterina e contiene 18 tracce di cui 3 strumentali. Insieme alle tre Sorelle Marinetti, anche Francesca Nerozzi e Jacopo Bruno, alcuni musicisti dell’Orchestra Maniscalchi e la direzione musicale del M° Schmitz.

L’opera

Un disco che nasce da uno spettacolo teatral-musicale che mette in scena l’Italia degli anni ‘30 e ‘40 del secolo scorso. Un percorso che si compone di canzoni – canzonette, come si chiamavano allora – ma che non nasconde un intento divulgativo, teso a riportare in luce personaggi altrimenti dimenticati e che hanno segnato un pezzo della storia dello spettacolo nel nostro Paese: da Odoardo Spadaro ad Alberto Rabagliati, Silvana Fioresi e Maria Jottini; e come non citare Enzo Aita e Il trio Lescano, dal quale l’intero progetto delle Sorelle Marinetti trae ispirazione.

E allora ecco i titoli che hanno segnato un’epoca ‘Appuntamento con la luna’, ‘La-dà-dà’, ‘Vieni in riva al mare’, ‘ti aspetterò al caffè’ e che le Sorelle Marinetti interpretano magistralmente.

Le Sorelle

Elica, Scintilla e Turbina Marinetti, all’anagrafe – e in ordine sparso – Nicola Olivieri, Marco Lugli e Matteo Minerva, sono tre uomini vestiti da donna che cantano nello stile del canto armonizzato (ogni voce canta una nota che insieme alle altre compone un accordo) interpretando i gesti e le movenze tipiche delle cantanti dell’epoca. Ad alzare il coefficiente di difficoltà è poi il ritmo serrato che impone il genere swing, con ulteriori sforzi nell’impostazione vocale.

Il tutto è offerto allo spettatore con grande naturalezza. Il talento dei tre emerge ad ogni nota, ma il segreto – ci spiegano – è nello studio, nelle ore trascorse al pianoforte, ancora oggi, a dieci anni dalla prima prova, a cercare di trovare la giusta sintonia. I risultati si vedono e sono notevoli.

L’idea

Che sia un progetto di grande cura lo si capisce anche dalle parole del padre-famiglia, il produttore e autore Giorgio Bozzo che ne spiega la genesi e le intenzioni. Un lavoro certosino di ricerche bibliografiche, analisi e studi filologici sui testi e sulle storie di quei personaggi.

Questo disco è un’opera artistica di rilievo perché raccoglie in sé tutti questi elementi. E’ un disco di canzonette colmo di riferimenti artistici e culturali, che rimanda a un mondo che non c’è più ma che continua a esistere.

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