Fedez e J-Ax, Comunisti con Rolex in Tour: la recensione della prima delle quattro serate milanesi

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Fedez e J-Ax, Comunisti con Rolex in Tour: la recensione della prima delle quattro serate milanesi

Al via le quattro date della supercoppia Fedez e J-Ax al Mediolanum Forum di Assago, lunedì 10, martedì 11, giovedì 13 e venerdì 14 aprile. I due hanno unito le forze e il risultato è stato l’album “Comunisti col Rolex”, pubblicato il 20 gennaio ma largamente anticipato dal tormentone estivo “Vorrei ma non posto”.

Questo gruppetto di concerti milanesi, di cui tre sold-out, rappresenta un po’ il “cuore” del “Comunisti col Rolex Tour”, perchè si trova nella parte centrale della lista delle tappe fino ad oggi programmate e perchè, come è noto, Milano è la città d’origine dei due rapper. Di norma giocare in casa è una lama a doppio taglio: al calore del pubblico di concittadini si accompagna, per colui che deve dimostrare di meritarselo, un’ansia da prestazione direttamente proporzionale. Fedez e Ax, in questo caso, hanno superato brillantemente la prova, dimostrando di essere dei performer solidi, efficaci, a modo loro eleganti, coinvolgenti, e di meritarsi appieno l’amore dei fan. In circa due ore e un quarto di concerto, i due sovrani-alla-pari del palcoscenico hanno dato vita ad uno show ricco di emozioni e sorpresa, con una scenografia triangolare colorata e moderna in stile Daft Punk e con esplosioni di coriandoli, fumate di ghiaccio secco, laser, gonfiabili e fuochi alti parecchi metri.

Una scaletta ben strutturata ha mantenuto alta l’attenzione del pubblico: ci sono stati i brani dell’ultimo album, i duetti, le visite a sorpresa di Loredana Bertè e di Nek (per il quale il pubblico è letteralmente esploso), la gag con il finto hater, i momenti in cui J-Ax ha acquistato il ruolo centrale, quelli in cui invece è stato Fedez a farlo, qualche successo del passato (“Cigno Nero”) e qualcuno del passato remoto (“Domani Smetto”).

Anche tra gli stessi rapper la complementarietà è grande. Insieme, i due coprono un target di pubblico che va dagli amanti del rap anni ’90, oggi trentenni, fino alla pre-adolescenza. Inoltre, lo stile di J-Ax è più rock e chiassoso, mentre quello di Fedez predilige la melodia e i tempi lenti. Unica, solita pecca, l’acustica della struttura e il mixaggio (cioè il bilanciamento sonoro): dal parterre gli strumenti e i cori erano poco intelligibili (eccetto per la cassa della batteria, tenuta ad un volume scandalosamente alto, forse nella convinzione che questo basti a dare un impatto fisico ed emozionale sugli spettatori), e l’impressione generale era che le frequenze si impastassero tra loro. Peccato, perchè una parte del successo della serata si deve anche alla band, ai due hype men e alle due coriste. Il tour si concluderà in bellezza il 6 maggio all’Arena di Verona, ma non pensate che sia finita qui: gli appuntamenti dal vivo, sebbene più sporadici, ricominciano il 19 giugno a Torino, e nulla ci impedisce di pensare che nuove date autunnali possano venir fuori più avanti. Da milanese, non posso che concludere con questo giudizio: “top”.

Leonardo Parisi

 

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