FABRI FIBRA “FENOMENO” DI NOME E DI FATTO.

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FABRI FIBRA “FENOMENO” DI NOME E DI FATTO.

Il rapper più discusso della scena italiana (ci scuserà il signor Federico Leonardo Lucia) è tornato sulla scena, tre anni dopo l’ultima fatica discografica. Si è preso il tempo per mettere sul piatto l’album più equilibrato e “sconvolgente” mai realizzato dal ragazzo da Senigallia. Le virgolette sono d’obbligo, perché per tutta la sua carriera Fabri Fibra non ha fatto altro che sconvolgere, in un’escalation di rime al vetriolo su temi che nessuno ha il coraggio di toccare. Di sconvolgente in “Fenomeno” (questo il titolo del nuovo album, come l’omonimo primo singolo estratto, irreverente biglietto da visita che ascoltiamo ormai da un po’) c’è il “garbo” (anche qui le virgolette sono d’obbligo, parliamo sempre di Fibra) dei testi.

Il pioniere del Rap duro e puro made in Italy sembra aver dato una ripulita al linguaggio, a distanza di 11 anni da “Tradimento” (primo lavoro prodotto da una Major) Fabri Fibra ci mostra tutte le sue capacità senza le solite sfide verbali. Il ragazzo s’è fatto uomo (è lo stesso artista a sottolineare la sua età nell’intro dell’album) e questa maturità artistica ci piace al punto da ritenere questo lavoro qualitativamente alla pari (se non addirittura migliore) delle prime uscite indipendenti. In un contesto Rap sempre più sintetico e votato alle influenze dance, Fabri Fibra va in retromarcia e trova la modernità nel ritorno alle origini (unica licenza per “Pamplona” con i TheGiornalisti), ad una musicalità fortemente old style che permea tutto l’album (su tutte “Money for Dope 2017”, “Equilibrio” e “Cronico”). Le basi sono più asciutte, pulite, senza troppi artefizi, il flow è la solita arma vincente di quello che resta l’MC più convincente dell’intera scena italiana.

Come da copione l’album è una critica aspra alla scena musicale ed alla società italiana in genere, Fibra continua a lodarsi pur nella sua condizione di “disadattato” del jet-set (“Red Carpet”, “Lascia Stare” e “Ogni giorno”), rimarcando la superiorità alle critiche che ne hanno accompagnato l’intera carriera. Il lavoro è la sintesi di una maturazione personale ancor prima che artistica. Dopo anni a dare in pasto al pubblico ed alla critica il personaggio Fibra, in questo album s’intravede nuovamente Fabrizio Tarducci, capace di tornare a parlare di amore e rapporti di coppia senza le solite provocazioni, ma con le sensazioni dell’uomo che prevalgono su quelle del rapper (“Stavo Pensando a Te” e “Invece No”).

Fabri Fibra chiude l’album mettendosi completamente a nudo. Prima affronta i dissidi umani ed artistici con il fratello Nesli in “Nessun Aiuto”, lo fa con una sorta di anti-dissing, a scongiurare ancora una volta la guerra verbale, in una lettera d’affetto se non d’amore. Infine con “Ringrazio” spiattella in maniera vera, pura, aspra, ma non cattiva il rapporto con sua madre, in quello che è un vero e proprio pugno allo stomaco, capace di lasciar intuire il perché di tutto quel veleno sputato nelle rime del passato. Fenomeno è un titolo perfetto, rappresenta l’artista più di ogni altra parola, questo album ne è la testimonianza, la prova della cifra artistica di Fabri Fibra, rapper con tanto da dire e praticamente più nulla da dimostrare.

Emiliano Cuppone

 

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