PATTI SMITH – HIGHER LEARNING E THE NEW YORK SCENE ’70-’80 DALL’8 APRILE AL 16 LUGLIO AL PALAZZO DEL GOVERNATORE DI PARMA

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PATTI SMITH – HIGHER LEARNING E THE NEW YORK SCENE ’70-’80 DALL’8 APRILE AL 16 LUGLIO AL PALAZZO DEL GOVERNATORE DI PARMA

Dall’otto di aprile Parma spalanca le porte dell’arte e della fotografia, ospitando due mostre dedicate alle opere fotografiche della poliedrica icona del Rock (e molto altro) Patti Smith, da un lato, ed alla scena della Pop Art newyorkese degli anni ’70 e ’80, dall’altro. I due percorsi fotografici sono il risultato dell’ammirevole lavoro di cooperazione svolto dal Comune e dall’Università degli Studi di Parma, enti attentissimi alla scena artistica della città, che hanno unito gli sforzi per far combaciare le date di due mostre che sembrano essere nate in un abbraccio ideale.

Fourzine ha avuto l’opportunità di visitare in anteprima ambedue le esposizioni e potervele raccontare.

Aperta dall’otto aprile fino al sedici luglio, nella splendida cornice del Palazzo del Governatore di Parma (unica tappa italiana), “Higher Learning” (come l’omonima canzone dell’album “Land” del 2002) è un percorso fotografico nell’anima di Patti Smith (fotografa, pittrice, scrittrice, scultrice, poeta e perfomer che non ha bisogno di alcuna presentazione biografica), evoluzione di “Eighteen Stations” (presentata a New York ed esposta a Stoccolma).

La mostra espone 120 opere tutte scattate in bianco e nero con una “Land 250 Polaroid” (macchina di fine anni ’60 con la quale ama esprimersi l’artista), munita di un telemetro Zeiss Ikon, impresse su gelatina d’argento, con la voglia di Patti Smith di combattere l’epoca degli scatti digitali e la manipolazione delle immagini. L’intera mostra è un percorso fatto di attimi (come d’infinito) che segnano lo scorrere del tempo (concetto fondamentale per l’autrice, che con esso sembra combattere immortalando il bello), scatti rubati all’eternità, in un’intima rappresentazione del percorso artistico. Dalle stampelle di Frida Kahlo, al bastone di Virginia Woolf, passando per la casa di Arthur Rimbaud (oggi acquistata dalla rocker statutinetense per salvarne le sorti), al letto di D’Annunzio, partendo dall’amato Cafè ‘Ino di Bedford Street. Patti Smith cristallizza nel tempo ciò che gli è più caro: l’arte in ogni sua forma, immortalata negli oggetti e gli strumenti artistici di personaggi che hanno contribuito a formare la cultura dell’umanità.

Questo diario visivo (reale e realistico, con alcune foto sfocate, a rimarcare i difetti di vista della stessa Smith, la quale ci vuole mostrare le realtà a suo modo, senza filtri) si sofferma sui letti come le lapidi, con la tomba che per l’artista rappresenta il letto eterno, oggetto che, pur rattristando, ha il potere immenso di rimembrare nell’eternità.

La mostra scorre i ricordi dell’artista sino a terminare nella “Patti Smith’s Library”, installazione che sembra ricostruire un caffè letterario, contenente 120 opere, fra libri e Dvd, che hanno segnato la crescita umana ed artistica della Smith. L’artista regala uno spazio dedicato ai visitatori (con l’affaccio sulla splendida Piazza Garibaldi) dove poter consultare le opere esposte, con il sottofondo della musica di sua maestà Patti.

Patti Smith sarà presente a Parma il 3 maggio per ricevere la laurea Honoris Causa in Lettere classiche e moderne, poi il 4 terrà un concerto al Teatro Regio della città ducale, infine il 5 maggio sarà presente alla mostra.

Apre sempre l’otto di aprile e resterà fruibile sino al sedici luglio “The New York Scene – Arte, Cultura e nuove avanguardie anni ’70-‘80”, mostra dedicata alla centralità della Grande Mela nella nascita dell’arte contemporanea e nell’esplosione della Pop Art. Il percorso si divide in due. Da un lato la West Side si apre con le opere di Andy Warhol, una serie di Polaroid del signore della Pop Art, che dimostra tutto il suo amore per la fotografia istantanea, mediante una serie di ritratti di amici. La mostra confluisce nelle opere di Christopher Makos intento ad immortalare lo stesso Warhol con le sue parrucche, nell’installazione “Altered Images”, deviando in una carrellata a confronto delle Polaroid dei due artisti.

Esposte in “The New York Scene” anche le opere del più importante e controverso paparazzo della storia, Ron Galella, intento a “ricercare la verità per la strada” negli anni della Disco Music, in una serie di scatti che spaziano dai volti arcinoti di Mick Jagger, Frank Sinatra ed un accigliato Sean Penn, sino a diversi scatti di drag queen e gente comune che impersonano nella sua essenza più profonda il periodo.

Nell’east side troviamo gli scatti di Allen Ginsberg, con la poetica ritrovata nei volti comuni, Nan Goldin che ricerca il nodo dei problemi delle relazioni sentimentali (ritrovandolo nelle definizioni di genere), perfetta con un scatto della propria stanza da letto a sintetizzare gli anni descritti dalla mostra.

A chiudere, le opere di Gianfranco Gorgoni (presente all’anteprima della mostra) che sintetizzano il cambiamento della scena artistica newyorkese, intravedendolo nei volti degli artisti immortalati nell’epoca d’oro della Pop Art mondiale.

Un percorso intrigante e capace di rapire gli occhi ed il cuore, due mostre che imprimono su celluloide e gelatina l’arte nella sua forma più elevata, capaci di sintetizzare i momenti, le epoche e l’eternità stessa in un susseguirsi di emozioni che arricchiscono l’anima del visitatore.

 

Booking: www.midaticket.it   www.unipr.it/pattismith

Infoweb: www.unipr.it/pattismith   www.comune.parma.it

Emiliano Cuppone

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