“I muri di Berlino” il secondo album di MALDESTRO che tocca le corde del cuore – RECENSIONE

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“I muri di Berlino” il secondo album di MALDESTRO che tocca le corde del cuore – RECENSIONE

Maldestro

La sua vita personale ha fatto il giro del mondo arrivando sino alla BBC, nel 2015 il suo primo disco, “Non trovo le parole” (Marocco Music/Arealive), gli ha fatto guadagnare la fama di artista rivelazione dell’anno, nel 2016 è stato tra gli interpreti più attesi sul palco del Primo Maggio romano, a febbraio 2017 ha fatto incetta di riconoscimenti a Sanremo Giovani (Premio della critica “Mia Martini”, Premio Lunezia, Premio Enzo Jannacci e Premio Assomusica) tornando a casa anche con un bel secondo piazzamento – nonostante i rumors e gli addetti ai lavori lo dessero per favorito – mentre, lo scorso 24 marzo, è uscito il suo secondo album “I muri di Berlino” (Arealive/Warner). Sono queste le tappe più salienti della carriera in ascesa di Antonio Prestieri in arte Maldestro.Maldestro

Gli sono bastati due soli anni per ottenere un successo col botto che ha quasi dell’incredibile. Dopo premesse del genere ci si aspetterebbe un passo falso o semplicemente quel “ma” che le contraddica. Invece, nessun “ma” per Maldestro che, con “I muri di Berlino”, dimostra nuovamente che, se c’è la stoffa, non c’è “fuoco di paglia” che possa mettere in discussione la carriera di un artista. Di talento, Prestieri, ne ha da vendere. Di parole, ne ha ancora tante da regalare.

“I muri di Berlino” sono la definitiva conferma del suo valore come interprete e autore, troppo spesso passato in ombra rispetto al suo privato. I dieci brani che costituiscono l’ossatura dell’album assumono le sembianze di sonetti d’amore in cui trovano spazio sogni, notti buie, viaggi e speranze. Tra le tracce presenti nel disco, anche “Canzone per Federica”, portata in gara a Sanremo – e inserita nell’album con un nuovo arrangiamento che non dispiace affatto – e “Abbi cura di te”, il singolo entrato a far parte della colonna sonora dell’ultimo film di Massimiliano Bruno “Beata ignoranza”.

Ma quali sono questi “muri di Berlino” a cui allude il titolo del disco? Non c’è alcuna title track a spiegarlo ma fanno capolino, qua e là, in diversi brani. Sono ora muri su cui si accumulano foglie, ora muri da cui staccare foto, ora muri da scavalcare, ma anche muri “caduti sotto la mano del tempo”.

“I muri di Berlino” è un disco complesso e che parla al cuore. La singolare sensibilità a cui ci ha abituati Maldestro torna ad esplorare anche tematiche d’impatto sociale, come nell’inedito “Sporco clandestino” con un attacco da accapponare la pelle. La vita è un viaggio – ci ricorda il cantautore – e a volte, per raggiungere la meta, ci si può trovare a fare i conti con i capricci del mare, ma anche con treni mai partiti, strade accumulate e tram fermi.

Rappresentativa la cover del disco, con i tasti bianchi e neri del fidato pianoforte del cantautore che si trasformano in gradini. Al loro fianco una matassa – come quei legami di cui tanto ci raccontano i brani di Maldestro – che insieme al cappello “feticcio” del cantautore riesce a formare una mongolfiera pronta a spiccare il volo. È questo l’augurio che ci sentiamo di fare all’artista: continuare a coltivare il suo talento per raggiungere vette ancora più alte.

Di seguito la tracklist de “I muri di Berlino”: Abbi cura di te, Tutto quello che ci resta, Canzone per Federica, Che ora è, Io non ne posso più, Prenditi quello che vuoi, Sporco clandestino, Arrivederci allora, Tu non passi mai, Lucì (In un solo minuto)

Tappe del tour: 12 aprile a Bologna (Teatro San Leonardo), 13 aprile a Roma (Auditorium Parco della Musica), 20 aprile a Milano (Salumeria della Musica), 26 aprile a Napoli (Teatro Bellini), 5 maggio a Recanati (Teatro Persiani), 27 maggio a Vicenza (Festival), 25 giugno a Montesano sulla Marcellina (P.za F. Gagliardi), 29 giugno a Salina (Salina Doc Fest), 15 luglio a Odolo (Festival D-Skarika), 28 luglio a Sant’Anna di Centobuchi (Piazza).

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