GIORGIA, una fra tanti: come canti tu adesso nessuno al mondo potrà mai – LIVE

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GIORGIA, una fra tanti: come canti tu adesso nessuno al mondo potrà mai – LIVE

giorgia

La prima cosa da chiarire è che quando hai una voce come quella di Giorgia hai vinto in partenza e non c’è nulla che con la musica tu non possa fare. Tranne l’opera, scherza lei, raccontando un aneddoto: Una volta ho chiesto al mio maestro di canto se avrei mai potuto dedicarmi all’opera, alla lirica… lui mi ha guardato e ha detto che no, non c’è la sostanza (facendo riferimento al suo corpo esile, perché di sostanza, sia chiaro, ce n’è e come).

Dicevamo: quando hai una voce come quella di Giorgia non c’è nulla che con la musica tu non possa fare, ed infatti lei gioca, passeggia tra diversi generi con estrema grazia. Sì, lei passeggia tra i generi: non li insegue correndo, né ci si affaccia timidamente in punta di piedi; li attraversa e padroneggia con nonchalance. La musica è al servizio della sua voce per tutte le due ore e mezza di concerto dell’Oro Nero Tour.

La scaletta è ricca, ma nonostante questo si avrebbe voglia di vederla raddoppiata per quanto vasto è il repertorio della cantante: peccato non aver avuto l’occasione di ascoltare eseguiti dal vivo alcuni dei brani presenti nell’ultimo album, Oro Nero. Si piange con un occhio però, perché i brani che invece abbiamo la fortuna di ascoltare, sono eseguiti alla perfezione.

La serata apre con Vanità, poi Scelgo ancora te, Credo. Non una parola che non sia su musica: Giorgia, specialmente nella prima metà di concerto, parla veramente poco ed interagisce con il pubblico semplicemente ringraziandolo. Lascia che sia la musica a dire tutto, che sia lo show a dimostrare. L’Oro Nero Tour è un vero e proprio show: numerose le coreografie, assolute protagoniste grazie a splendidi giochi di luce e laser. Tra i due ballerini Patrizio, del talent show Amici, che ha del suo corpo un controllo impressionante, tanto da strappare applausi su applausi. A fare spettacolo, come anticipato, anche le incursioni dei diversi generi all’interno dei brani: Vivi davvero suona più rock che mai, E poi immersa nell’anima del blues, Il mio giorno migliore che con la sua dance prepotente fa battere le mani proprio a tutti. Fa l’ingresso sul palco, durante uno degli intermezzi, anche una banda di undici elementi che suona tamburi, strumenti realizzati con materiale riciclato.

Gli applausi più rumorosi, inutile dirlo, li strappano i grandi classici: Di sole e d’azzurro, Come saprei, Gocce di memoria, Marzo. Di quest’ultimo dice: Ho la convinzione che a volte basti un piccolo gesto, un piccolo sentire che va oltre. Cantare qui tutti insieme una canzone che dice “amami ancora, ma soprattuto amati” può fare la differenza.

A Giorgia non manca niente: non la voce sicuramente, ma nemmeno una notevole forza interpretativa, tanto meno una energia dirompente che tiene testa a una band scatenata. Il concerto è un mix di tutto questo e soprattutto di tanto, tanto talento.

Se proprio dovessi individuare un punto debole dello show, per dimostrare l’oggettività di quanto detto fino ad ora, sarebbe sicuramente la parte finale, quando Giorgia fa il suo rientro sul palco dopo la classica finta uscita. La cantante si cimenta in piccole cover di successi del passato come Primavera e Laura non c’è e si dilunga in una serie di ringraziamenti che sembra infinita. Se per due ore il ritmo si è mantenuto costante, senza mai dare modo allo spettatore di distrarsi, forse quest’ultima parte pecca un po’ in questo: semplicemente perché abbiamo voglia di sentire le belle canzoni di Giorgia, non quelle degli altri.

Oltre ai lacrimoni su canzoni come Quando una stella muore, si fanno anche una buona dose di risate: quando Giorgia si scioglie e si dilunga a parlare un po’ di più, emerge il suo lato comico, che per lo più va a scherzare sui suoi anni che avanzano e che la privano del fiato per reggere alcuni brani (e vi giuro che questa è solo una sua convinzione, perché noi del pubblico non ce ne rendiamo conto. Anzi).

Il gran finale è affidato a Io fra tanti. Sì Giorgia, una cosa l’abbiamo capita: come canti tu adesso nessuno al mondo così potrà mai (semicit).

 

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Manuel Malavenda
Manuel Malavenda
A furia di raccontare le sue storie, un uomo diventa quelle storie. Ecco perché scrivo da sempre: per confondermi con le parole, immaginare cose che non si possono vedere e raccontare cose che si possono solo sentire. Come la musica. Ho una pagina Facebook dove parlo della bellezza, perché è di questo che dovremmo riempire le nostre vite: di bellezza.

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