“SPIRIT” dei Depeche Mode: Lo spirito della perfezione musicale – RECENSIONE

Amoroso
ALESSANDRA AMOROSO, domani su FoxLife un docufilm interamente dedicato a lei
21 Marzo 2017
inge
#4Emergenti presenta RICCARDO INGE e il suo primo EP con il featuring di Cranio Randagio
23 Marzo 2017

“SPIRIT” dei Depeche Mode: Lo spirito della perfezione musicale – RECENSIONE

Depeche Mode

Il ritorno dei signori dell’elettronica è trionfale, i Depeche Mode hanno atteso quattro anni dal successo di “Delta Machine” per stupirci con “Spirit”. Nel mentre non si sono fermati un attimo (fra tour e l’uscita dell’album “Live in Berlin” con annesso film-concerto) e non sembrano certo volerlo fare adesso. Dave Gahan e soci hanno trovato la fonte dell’eterna giovinezza e dell’ispirazione illimitata, questo è certo, perché alla quattordicesima fatica discografica sono riusciti a stupire ancora. Quando si è fermamente convinti che abbia sperimentato praticamente tutto, il gruppo di Basildon riesce ad andare ancora oltre, con una fusione perfetta fra le sonorità esplorate nei 37 anni di carriera ed uno sguardo costantemente orientato al futuro.

L’album è massiccio, con sonorità solide, piacevolmente acide, capaci di smuovere qualcosa. I riflessi ‘80s sono evidenti, come in tutte le produzioni dei Depeche Mode, ma la modernità con cui rielaborano la musica è incomprensibile a noi comuni mortali. Con “Spirit” il gruppo inglese è riuscito a mescolare alla perfezione la doppia natura che l’ha contraddistinto sin dagli albori. L’anima rock e quella elettronica, dopo tanti anni di “battaglie” nel susseguirsi degli album, sembrano aver finalmente trovato la serenità del matrimonio perfetto grazie ad un regime di semi-separazione. L’album si apre (“Going Backwards”) con un forte sentore di chitarra e batteria, a dare sfogo alle radici rock del gruppo, pronto a ricomparire (“Poison Heart”) a più riprese nel corpo di “Spirit”, amabilmente affiancata dai suoni digitali e più elettronici. Per gli amanti di questa seconda versione di Gahan e soci spicca senza dubbio “Cover me” vera e propria perla, un pezzo a due facce, quasi spezzato in due fra la dolcezza cantata all’inizio ed il loop ipnotico della seconda parte, contraddistinto da una cassa in controtempo che aspetta solo le giuste mani per essere remixata e far letteralmente esplodere i dancefloor di mezzo mondo. A seguire “So Much Love” si presente cattiva, espressione dei Depeche Mode vecchia maniera, un vero e proprio urlo di liberazione del gruppo inglese che lascia correre tutta l’energia che l’ha reso unico nel panorama musicale. L’album scorre nelle orecchie come un treno-proiettile, colpisce, stordisce e regala emozioni, sa diventare intimo (“Poorman”) e regalare ballate in salsa elettronica dal sapore agrodolce (“No More” e “Fail”). La collaborazione con James Ford (per la prima volta coinvolto in un progetto con i Depeche Mode, ci viene da dire che sia un peccato non sia accaduto prima) sembra essere un esperimento molto più che riuscito, perché non abbiamo paura a dire che “Spirit” sia uno degli album più interessanti del gruppo che ci ha regalato vere e proprie pietre miliari della musica.

“Spirit” esce oggi, in una versione standard di dodici brani (quella che abbiamo ascoltato) ed una deluxe che comprende 5 remix (realizzati dagli stessi Depeche Mode, Matrixxman e Kurt Uenala) chiamata “Jungle Spirit Mixes” (che non vediamo l’ora di ascoltare). Oggi i Depeche Mode scrivono un’altra splendida pagina della Musica (non a caso la maiuscola) mondiale, ci hanno regalato l’ennesima esibizione di perfezione musicale, nell’attesa ormai spasmodica di rivederli sul palco a recitarci le loro poesie elettroniche. Nel corso della prima parte del Global Spirit Tour (i cui biglietti sono già in vendita), la band si esibirà per più di 1,5 milioni di spettatori a 34 concerti in 21 paesi europei. La tournée inizierà il 5 maggio a Stoccolma e proseguirà negli stadi europei prima di arrivare in Nord America e Sud America dopo l’estate.

Per il calendario europeo e per ricevere aggiornamenti sui prossimi concerti:www.depechemode.com.

Emiliano Cuppone

Comments on Facebook

Comments are closed.