La TEDESCHI TRUCKS BAND incanta l’Alcatraz di Milano – RECENSIONE

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La TEDESCHI TRUCKS BAND incanta l’Alcatraz di Milano – RECENSIONE

Tedeschi Trucks Band

di Leonardo Parisi

Tedeschi Trucks Band sarà probabilmente un nome sconosciuto alla maggior parte dei nostri lettori, ma, per gli appassionati di generi come blues e southern rock, questa formazione americana rappresenta una delle punte di diamante della scena a livello mondiale; una band di 12 elementi l’eredità dei grandi bluesman del passato ormai scomparsi come B. B. King e ne mantiene vivo lo spirito.Tedeschi Trucks Band

Guidata dalla cantante-chitarrista Susan Tedeschi e dal chitarrista Derek Trucks, la band nasce nel 2010, quando entrambi i bandleader decidono di sospendere i rispettivi progetti artistici precedenti (Susan vanta 4 nomination ai Grammy, Derek ha militato fino al 2004 nella storica Allman Brothers Band) per dar vita ad un progetto cooperativo. I due formano una coppia sia sul palco che nella vita: sono infatti sposati dal 2001.

Pur non appartenendo ad uno stile musicale che di norma ha un grosso riscontro mediatico-commerciale, la T.T.B. ieri sera, domenica 19 marzo, si è esibita all’Alcatraz di Milano (un’area eventi non propriamente piccola) per l’unica data italiana del “Let Me Get By” Tour, che porta lo stesso nome del terzo e ultimo album pubblicato dalla band nel 2016. Due ore esatte di show di grande impatto sonoro, partito in maniera leggermente fredda, ma una volta superate le prime canzoni sia la band sia il pubblico si sono scaldati creando uno scambio empatico; persino Trucks, notoriamente rigido e inespressivo, nel finale si è concesso a qualche sorriso verso i suoi fan. Una nota negativa, l’acustica non ottimale dell’Alcatraz, specialmente se ci si avvicina al palco (la posizione ideale è quasi sempre quella della postazione dei tecnici del suono, che governando il mixer aggiustano la resa sonora nell’ambiente).

La voce di Susan è caratterizzata da un timbro scuro e leggermente graffiato, adattissimo al country/blues; il suono della chitarra solista di Derek, una Gibson SG suonata esclusivamente con le dita e senza effettistica, è il principale oggetto dell’attenzione del pubblico (è probabile che la metà dei presenti al concerto fossero chitarristi in cerca di segreti da carpire). Derek è infatti un apprezzatissimo virtuoso dotato di ottima tecnica maturata in 25 anni di carriera, ma ciò per cui è così amato dal suo pubblico è senza dubbio il suo gusto musicale sopraffino, grazie al quale sa che è meglio usare la sua tecnica non per dimostrare di essere bravo o veloce, ma al servizio della musica e delle emozioni che il blues sa trasmettere.

 

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