“Growth”: la crescita degli IMAGINE DRAGONS

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“Growth”: la crescita degli IMAGINE DRAGONS

imagine dragons

di Andrea Migliorini

Growth”. Crescita. Crescere. Lo ripete spesso Dan Reynolds, frontman degli Imagine Dragons, una delle band più amate degli ultimi anni che si è presentata nella sede milanese della Universal per parlare del nuovo album e del tour italiano (con tappe a Verona e a Lucca, rispettivamente il 3 e il 4 di Luglio) . “Growth”. Emerge, infatti, una sorta di processo evolutivo ascoltando le canzoni ma soprattutto le parole, senza musica, che accompagnano i componenti del gruppo. Troppo spesso ci si dimentica che dietro al musicista sta la persona, e dietro ogni persona si nasconde una storia.imagine dragons

Da Night Visions, il primo album contente il singolo “Radioactive”, uscito nel 2012, la carriera dei quattro giovani americani ha subito una svolta sempre più aperta a nuovi ascoltatori, anche e sopratutto a livello internazionale. Ben Mckee, bassista solitamente taciturno, si stupisce di quanto sia reale quello che sta vivendo. Racconta dei suoi sogni quando incideva da ragazzo: “il musicista”  spiega “vive fondamentalmente del consenso, e quando questo si allarga anche a chi non conosce la lingua delle sue canzoni, allora le soddisfazioni si fanno immense”. Oggi si parla del singolo appena uscito su tutte le piattaforme digitali: Believer.

Il nuovo album si pone a metà fra le caratteristiche dei precedenti e nuovi climi. Le linee guida, le caratteristiche base e le “features” di questo gruppo rimangono sempre riconoscibili, soprattutto per la voce inconfondibile del cantante e le tonalità.

Eppure la ricerca del sound è l’unico elemento che spinge un artista a non rilassarsi, a non credere mai di essere arrivato. Gli Imagine Dragons, anche al di fuori degli Stati Uniti, vogliono che il loro sia un genere “ad personam”, vogliono essere riconosciuti per quello che sono, anche sulla suggestioni dei gruppi esterni e delle influenze che hanno segnato il loro modo di fare musica.

“Growth”, “Innovation” Come capita con i cellulari di ultima generazione, dove spesso poco muta dal punto di vista estetico ma molto migliorano le parti interne e la funzionalità, così se a livello esteriore il nuovo prodotto non si distacca di molto dal precedente, mentre a livello di ricerca introspettiva qualcosa si distanzia dalle orme già calcate. Night Visions, ma soprattutto Smoke+Mirrors sono delle esperienze mimetiche di sofferenza, dove i temi centrali si rivelano essere la ricerca di irraggiungibili pienezze, il vuoto avvertito come mancanza, la malinconia come leitmotiv wagneriano. Da apodosi fungono brani quali Warriors, dove lo slancio esistenziale non si affievolisce di fronte alla consapevolezza delle cose. In questo nuovo album è sottolineato come cui sia “gratitudine after pain”: la gratitudine dopo il dolore.

“Growth”. Forse crescere significa questo: superare la dicotomia che distacca inevitabilmente la felicità dal dolore, sapersi accettare e scavare in profondità. Gli Imagine Dragons ci tengono a mostrare il lato concettuale che si cela sotto le parole e sotto le variazioni musicali, la loro ricerca bivalente di un senso da esprimere in suoni e parole. Ci tengono a mostrare di essere cresciuti e di aver raggiunto una consapevolezza artistica che non limita la creatività. “Growh” e la strada è ancora lunga.

 

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