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Italia, il Musical! Intervista al regista Giuseppe Cardaci

Giuseppe Cardaci, giovane regista catanese, ha un grande obiettivo: portare il musical cinematografico in Italia con le canzoni iconiche dall’età d’oro della musica italiana: gli anni ‘60 e ‘70.

ITALIA, il musical è il primo cortometraggio musical italiano. Il progetto vuole percorrere la strada di un genere cinematografico ancora sconosciuto da noi ed è proprio per questa sua unicità che ha già raccolto l’adesione e il sostegno di numerosi musicisti, attori, cantanti e performer del panorama musical nazionale.

Noi di Fourzine, l’abbiamo incontrato, ecco quello che ci ha raccontato…

Giuseppe, raccontaci un po’ di te. Da dove nasce l’esigenza di raccontare storie attraverso il mezzo filmico?

Non sono mai stato uno di quei bambini prodigio nati con la videocamera in mano. La mia esigenza di raccontare storie è arrivata attraverso numerose esperienze: dalla scrittura al disegno di fumetti, dal suonare la chitarra allo scrivere canzoni, dal realizzare alle elementari piccoli spettacolini con  figurine  di carta per i miei  compagni alla recitazione, fino ad arrivare alla grafica. Malgrado ciò non sono mai riuscito ad esprimermi al meglio con nessuno di questi mezzi. Ero capace, per alcuni anche bravo, ma non pienamente soddisfatto. Solo alla fine, passando per tutto questo, ho scoperto che il video, ed in particolare il cinema, era il mezzo migliore. Ho sempre pensato che questa scelta fosse un po’ la sintesi di tutte le arti che ho sperimentato nel mio percorso. Non rimpiango nessuna delle attività precedentemente svolte, tutte mi sono state d’aiuto e sono, tuttora, fondamentali per la mia metodologia creativa.

Da dove nasce l’idea di un “cortometraggio musical”?

Ho sempre avuto un legame molto particolare con la musica e quando sono arrivato alla conclusione che la regia video sarebbe stata la sintesi del mio percorso, sono arrivato anche a quella che il musical sarebbe stata la sintesi perfetta del tipo di storie che avrei voluto raccontare. Crescendo a suon di teatro, musicarelli e film musicali,  è nata la voglia di far mio questo genere. Indubbiamente è un genere sconosciuto alla cinematografia italiana , ma farne un corto è sicuramente un modo intelligente per dimostrare che un prodotto audiovisivo musicale in Italia può essere nelle corde della sua cinematografia. Nulla esclude che, a dimostrazione di questo, si prenda coraggio nel  seguire tale genere e se ne produca un film.

Come sei riuscito a coinvolgere cast e maestranze? raccontaci un po’ di questa esperienza.

È un progetto che porto con me ormai da un paio d’anni ed ho sempre pensato che lo avrei avviato solo nel caso in cui avrei potuto realizzarlo al meglio. Questo momento è arrivato l’anno scorso, quando, per una serie di coincidenze e di contatti col panorama musical teatrale, mi sono ritrovato a ricevere numerosi feedback positivi da chi ne faceva parte. Tutto questo mi ha dato un’enorme carica riscontrando che ad ogni incontro o proposta riuscivo a coinvolgere professionisti del settore. Ho capito così che era arrivato il momento di farlo, insieme ci saremmo mossi per dare vita a qualcosa che in Italia ancora non c’è. Ma questo progetto non si è arricchito solo di performer del mondo del musical (come i talentuosi: Giovanna d’Angi, Loredana Fadda, Elena Nieri, Giulia Fabbri, Martina Biscetti, Alex Mastromarino, Claudio Zanelli, Flavio GismondiMarco Stabile) ma anche di persone che si muovono tra la prosa e il musical come Enrico Sortino e Joele Anastasi fino ad arrivare a due bravissimi arrangiatori, Giancarlo Vaccaluzzo e Alessandro Di Lascia, ad una splendida coreografa come Gail Richardson, inseritissima nel panorama nazionale, fino a coinvolgere Davide Manca, talentuoso direttore della fotografia per il cinema con alcuni lavori trasmessi per Sky e in gara al Festival del Cinema di Venezia. Per non parlare infine di chi, fin da quando era solo un’idea, mi è stato a fianco in questo progetto come Marta Pagana e Salvo Musumeci, per l’organizzazione dei costumi e il supporto che mi hanno dato per la creazione di un immaginario coerente per gli anni ‘60/’70 italiani, e Daniele Milonia, senza il quale la macchina organizzativa, che via via si è andata definendo, non avrebbe mai trovato una squadra e si sarebbe persa nel mio, alle volte caotico, approccio creativo. 

Qual è l’obiettivo che si prefigge “Italia, il Musical”?

ITALIA, il musical è un cortometraggio che si prefigge il compito di portare il musical cinematografico in Italia con le canzoni iconiche dall’età d’oro della musica italiana: gli anni ‘60 e ‘70. Questo obiettivo non cerca semplicemente di emulare un genere conosciuto e famoso oltreoceano, ma vuole riappropriarsene, facendo riferimento ai vecchi musicarelli, sottogenere cinematografico italiano nato negli anni ‘50 per supportare un cantante di fama e il suo nuovo album discografico. I musicarelli facevano anche riferimento costante alla moda e alla gioventù del tempo, segnalandosi a tutti gli effetti come il primo genere musical made in Italy. Ed è sul recupero di questa tradizione che questo cortometraggio vuole parlare di italianità attraverso un modo nuovo, divertente, pieno di colori e di una musica che a tutt’oggi è considerata indimenticabile.

Attualmente è attiva una campagna di crowdfunding a sostegno della produzione di questo progetto. Com0e sta andando? Quale pensi possa essere il contributo di un’iniziativa di questo tipo nel panorama artistico italiano?

Sono davvero molto positivo riguardo alla campagna. Non solo perché è in crescita ma soprattutto perché l’interesse per il progetto sta aumentando esponenzialmente. È difficile cercare di fare qualcosa di nuovo, ancora di più quando ci si autoproduce, ma credo che in questo caso stiamo riuscendo a trasmettere l’unicità di un progetto che in Italia ancora non c’è. Questo, secondo me, è il contributo che ITALIA, il musical può dare al panorama artistico italiano. Un progetto che non può esistere e nascere se non con l’aiuto di tutti quegli artisti che credono in qualcosa che parli della nostra Italia, della nostra terra e di quei suoi valori che non vanno dimenticati. Un progetto che abbraccia la tradizione italiana attraverso un mezzo, quello musicale, conosciuto e amato da tutti.

Grazie!

Per maggiori informazioni su come sostenere ITALIA, il musical ecco il link.

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Alice Ungaro
Alice Ungaro
Gravita nel mondo dello spettacolo e dell’audiovisivo sin da piccola, manifestando capacità organizzative e di leadership che la conducono velocemente dall’altro lato della camera. Fermamente convinta che lavorare con passione sia l’unico modo di lavorare, ha fatto dei suoi interessi il suo “core business” specializzandosi nell’organizzazione eventi e nella comunicazione.

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