Nessun posto è casa mia di CHIARA, un cielo in cui volano una farfalla, un colibrì e una carpa.

Michele Bravi
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Nessun posto è casa mia di CHIARA, un cielo in cui volano una farfalla, un colibrì e una carpa.

Chiara (Chiara Galiazzo) ha vinto X-Factor nel 2012 e da quel momento non ha avuto il tempo di fermarsi un attimo per pensare. Due mesi dopo la vittoria è catapultata sul palco di Sanremo, in una gara vissuta con tanta incoscienza e di cui adesso non ha nemmeno memoria: non sapeva ciò che stava facendo. Subito dopo Vieni con me, motivetto estivo che ha accompagnato lo spot di un’importante compagnia telefonica. Un secondo Sanremo, quello di passaggio, con il successo di Straordinario.

Poi il buio e il silenzio, perché per Chiara arriva il momento di guardarsi allo specchio e fare i conti con la strada percorsa, prima di poter pensare a quella futura. Tre anni corsi troppo velocemente e con poca consapevolezza, come la ragazza uscita dal talent che cerca di rivendicare il proprio talento. Un lungo periodo di cambiamento personale e analisi che la portano al terzo Sanremo con un superpotere: quello di essere contenta e poter difendere con orgoglio il lavoro fatto sul suo terzo disco. Nessun posto è casa mia non è solo la canzone con cui Chiara si presenta nuovamente sull’Ariston con una scelta integralista che possa far capire al grande pubblico la nuova direzione intrapresa, ma anche il titolo del suo ultimo album. Un disco che nasce dall’incontro fortunato – e casuale – con Mauro Pagani. Una canzone è una persona che ti dice qualcosa, dice Pagani, e il mio compito per questo disco è stato semplicemente lasciare che le cose andassero al loro posto. Chiara aveva già contattato gli autori e scelto con cura i brani, io mi son solo dovuto assicurare che niente si mettesse in mezzo, togliere il superfluo: aiutare il contenuto di questi pezzi con i suoni. E in effetti ascoltando il disco si ha l’impressione che gli arrangiamenti siano come lenzuoli appoggiati sulle canzoni per esaltarne le forme, mentre la voce di Chiara una carezza su quei teli, per farli aderire alle parole. Il talento di interprete è qui messo a nudo: un timbro speciale che sa quando spingere, quando sussurrare e quando raccontare. Archi e tasti di pianoforte sfiorati sono l’anima di questo lavoro: dimenticatevi l’elettropop e l’iperpop che sbancano le radio nell’ultimo periodo.

Per la prima volta Chiara veste anche i panni di autrice, co-firmando ben quattro brani, a sottolineare il fatto che questo è il disco della verità: le cose che dico in questo disco, sono le cose che direi nella mia vita anche senza musica. Quando una canzone è vera seconde me lo si capisce subito e in passato questa verità a volte è mancata. Non riuscivo più a non dire la mia. Motivo per cui arriva ad esprimersi anche attraverso i simboli che riempiono la copertina del disco: la farfalla, simbolo di leggerezza e volo; il colibrì, un animale piccolissimo ma con un carattere forte; la carpa, che rappresenta la rinascita e la forza di volontà. La decisione rischiosa di lanciare il disco proprio con la title-track nasce dall’esigenza di prendere una posizione netta rispetto al passato e indicare con prepotenza la nuova direzione. Nessun posto è casa mia è senza ombra di dubbio uno dei brani più belli dell’album, ascolto dopo ascolto rivela la sua magia, scavando come una timida sorgente che si fa fiume e poi mare – di emozioni, si intende. L’atmosfera intima di questo brano è quella che si respira dal primo secondo del disco all’ultimo e, nonostante il titolo, è un’atmosfera che sa di casa, tant’è che i pezzi che portano la firma di Chiara sono chiamati i brani del salotto, proprio perché composti nel suo salotto. Come tutte le cose che si presentano familiari, sembra un album a cui è facile affezionarsi e sentire proprio, anche per i temi affrontati. Perché sono tutti quelli di tutti i giorni: le emozioni che colorano la quotidianità.

Chiara presenterà in anteprima il disco in una magica serata al Blue Note di Milano il 23 Aprile.

Una piccola pillola dello showcase a Milano, Chiara canta “Nessun posto è casa mia”:

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Manuel Malavenda
Manuel Malavenda
A furia di raccontare le sue storie, un uomo diventa quelle storie. Ecco perché scrivo da sempre: per confondermi con le parole, immaginare cose che non si possono vedere e raccontare cose che si possono solo sentire. Come la musica. Ho una pagina Facebook dove parlo della bellezza, perché è di questo che dovremmo riempire le nostre vite: di bellezza.

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