PACE è il nuovo album di Amara, che torna a due anni di distanza dalla partecipazione a Sanremo Giovani.

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PACE è il nuovo album di Amara, che torna a due anni di distanza dalla partecipazione a Sanremo Giovani.

Amara

È uscito il 12 Febbraio Pace, il secondo disco di Amara, che torna a due anni di distanza dalla sua partecipazione a Sanremo giovani con il pezzo Credo e dall’album Donna Libera, un bellissimo lavoro d’esordio che le ha aperto le porte al mondo della discografia. Il nuovo progetto arriva dopo due anni passati a scrivere per sé e per altri artisti (Loredana Errore, Emma, Fiorella Mannoia) ed è stato pubblicato in concomitanza con la sua esibizione al Festival di Sanremo 2017, dove ha presentato la title track del disco, un pezzo toccante che tratta il tema della libertà e dell’importanza della vita. La canzone è interpretata insieme a Paolo Vallesi ed è inspiegabilmente stata tenuta fuori dalla gara, tuttavia Carlo Conti ha comunque voluto invitare i due artisti a cantarla sul palco dell’Ariston per il suo testo importante.

Rispetto al disco precedente Pace offre una diversificazione maggiore negli arrangiamenti ed è pervaso da più influenze stilistiche, prima fra tutte quelle elettropop, ben presente nelle strumentazioni di pezzi come Quando incontri la bellezza. In questo brano la voce rauca e calda di Amara si mette al servizio di un synth pop, estivo e solare, stupendo l’ascoltatore con qualcosa di totalmente nuovo per la cantautrice. La presenza abbastanza rilevante dell’elettronica si sposa alla perfezione con le sfumature world ed etniche che la musica della cantautrice aveva già dimostrato di avere in passato e che non sembra aver perso.

Amara dimostra ancora una volta grande positività: i suoi testi sono sempre un inno alla vita, alla sopravvivenza, alla libertà. Il brano che apre il disco, Grazie, ne è l’esempio più lampante. Si tratta di una uptempo elettronica in cui l’artista ringrazia per tutto ciò che le è stato dato, per l’esistenza in sé. L’urgenza comunicativa di Amara sembra essere la condivisione della sua concezione della vita come un qualcosa di perfetto nelle sue imperfezioni, del suo modo di andare avanti ogni giorno come se il dono più grande che si potesse ricevere fosse semplicemente quello di esserci, consapevole che dietro di lei ci sono tante persone che per questi valori hanno lottato (“grazie ad ogni vita che ha dovuto perdersi / per esserci”). Dunque, nonostante ci siano delle novità importanti in questo disco, la Amara interprete intima e viscerale che avevamo imparato a conoscere nei vecchi singoli come Credo e Giorni non poteva sparire: la ritroviamo nella splendida Ritagli, una ballad struggente che parla del dolore causato dall’amore, accettato anch’esso come parte di una vita che è dono anche quando fa soffrire (“ piangi la paura del dolore / che è pur sempre vita”). Il pezzo parte con un semplice e dolce accompagnamento al pianoforte per poi arricchirsi, fino a raggiungere picchi emotivi non indifferenti enfatizzati dalla voce della giovane artista, che dimostra come sempre di possedere una grande forza comunicativa. L’interpretazione gioca un ruolo fondamentale anche in Un’altro sole, pezzo scritto originariamente per l’ultimo disco di Loredana Errore che Amara sentiva particolarmente suo e quindi ha deciso di riproporre. Il testo speranzoso del brano si sposa alla perfezione con l’arrangiamento orchestrale e risulta molto più convincente cantato dalla sua autrice. Molto emozionante anche la cover del bellissimo brano di Fossati, C’è tempo, interpretato in duetto con Simona Molinari. Gradevolissimo l’effetto che scaturisce dall’unione di due voci così diverse fra loro, graffiante una, molto più limpida l’altra, su uno splendido arrangiamento orchestrale. Con questo lavoro Amara ha aggiunto un secondo capitolo breve ma intenso e sentito alla sua discografia, confermando quanto potrebbe essere in grado di dare al mondo della musica italiana, che dovrebbe senza dubbio lasciare più spazio ad una voce personale come la sua, una voce con un contenuto sincero quanto semplice e importante da condividere col pubblico.

Antonio Galota

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