Il nuovo disco di Paolo Cattaneo, “Una piccola tregua”: elettronica e cantautorato nella sua forma migliore

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Il nuovo disco di Paolo Cattaneo, “Una piccola tregua”: elettronica e cantautorato nella sua forma migliore

tregua1“Una piccola tregua” è il quarto lavoro ufficiale del cantautore bresciano Paolo Cattaneo. Uscito l’11 Novembre il disco si presenta con una copertina molto intrigante, sulla quale il lettering che compone il nome dell’artista e dell’album è sparso su un paesaggio innevato. Le dodici canzoni che compongono il cd sono perfettamente in linea con questo visual: si tratta di glaciali composizioni folk e rock arricchite da un’elettronica mai invadente ma decisiva. La produzione, affidata a Matteo Cantalupi, ma curata anche dallo stesso cantautore, è ineccepibile, un lavoro influenzato probabilmente da modelli del nord Europa, ma anche da artisti italiani come Battiato.

Ad aprire le danze una breve intro strumentale dalla melodia molto dolce eseguita con delicatezza al piano, “2905”, che sembrerebbe suggerire un mood molto classico. Segue “Trasparente”, traccia che si divide fra influenze rock e synth pop e che con un’atmosfera cupa e con un ritmo che si muove lentamente ma in maniera decisa, quasi minacciosa, fa capire all’ascoltatore che il disco andrà invece in tutt’altra direzione. Gradevolissimo il crescendo finale che si concede sempre più all’elettronica per poi lasciare spazio ad un synth quasi sfasato.

Uno dei momenti più interessanti del disco è senza dubbio “Due età un tempo”, un pezzo glaciale, dall’incedere lento ed affascinante, che non può non incantare l’ascoltatore più attento. “Sottile universo” è invece il pezzo più orecchiabile e ricorda nell’interpretazione Federico Zampaglione dei Tiromancino. In “Questa vita al volante” la voce di Cattaneo si fa più acuta e mostra nuove sfumature, mentre in “Se io fossi un uomo”, in collaborazione con Lele Battista, la musica diventa parte preponderante e introduce la parte vocale con estrema delicatezza. Anche in “Confessioni per vivere” l’arrangiamento elettronico, arricchito da cori quasi onirici, la fa da padrone e suscita emozioni intense. Riuscire ad utilizzare l’elettronica con una tale efficacia è una dote molto rara nelle produzioni elettroniche italiane e Cattaneo dimostra di riuscire a non strafare in ogni pezzo, presentando all’ascoltatore anche ampie parentesi strumentali in cui perdersi per poi fargli ritrovare il filo guidandolo con la sua elegante voce (lo vediamo in “Bandiera” che si conclude con una parte musicale retta dagli archi costruita con grande maestria.). “Una piccola tregua” vuole raccontare un momento di stasi in un luogo sicuro prima della ripartenza, un attimo di pausa prima di lanciarsi in una nuova avventura e i pezzi che contiene danno questa sensazione grazie alla loro struttura complessa, alla loro natura di downtempo, alla loro pacatezza che sembra però sempre attraversata da correnti elettriche pronte a far saltare tutto in aria senza che questo accada mai davvero. Si tratta di un disco composto ed arrangiato in maniera impeccabile, un piccolo gioiello della musica alternative nostrana che cerca di avvicinarsi ad eccelsi artisti di rilievo internazionale come l’ultimo Bon Iver pur mantenendo una struttura cantautoriale vicina a quella tipica italiana.

 

Antonio Galota

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