GABRIELE CIAMPI CI RACCONTA IL SUO “AMERICAN DREAM” E “SOGNO ITALIANO”

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GABRIELE CIAMPI CI RACCONTA IL SUO “AMERICAN DREAM” E “SOGNO ITALIANO”

GC1“La nostra vita più vera è quando siamo svegli nei nostri sogni”. È alla frase del poeta americano Henry David Thoreau che ripensa oggi il maestro Gabriele Ciampi guardando al percorso fatto sino ad ora e alle mete a cui lo ha portato. Il musicista, compositore e direttore d’orchestra nato a Roma, ad appena 40 anni di vita può ben dire di essere quella “mosca bianca” che è riuscita nell’ardua impresa di realizzare buona parte dei suoi sogni. Un destino, il suo, forse segnato da principio. Di certo raggiunto investendo talento, passione ed energia. Tanto studio ma soprattutto una singolare capacità di accogliere tutte le sfide che gli si sono poste dinanzi affrontandole di petto, superandole magistralmente. Un “american dream”, per Ciampi, realizzato nell’arco di pochi anni e in rapida ascesa da quando ha lasciato l’Italia anni fa per perfezionare gli studi negli States, presso la UCLA University di Los Angeles. Un’occasione formativa che gli ha permesso di affinare il suo personalissimo approccio alla musica e di raggiungere esiti che gli sono valsi il plauso del Governo italiano e di quello americano. Ciampi è stato insignito, infatti, sia dell’Eccellenza Italiana che della Green Card for Extraordinary Ability nel campo musicale. Classicistico, pur senza peccare di accademismo, Ciampi compone con carta, matita e pianoforte rifiutando il “freddo” sistema digitale – inevitabile per uno come lui per cui la musica è emozione – e guarda alla “vecchia scuola classica” come un indispensabile punto di partenza. Gli esiti a cui approda, però, sono del tutto moderni, grazie ad un’attenta ricerca sull’arrangiamento. Negli scorsi mesi i suoi meriti lo hanno portato ad esibirsi alla presenza degli Obama presso la Casa Bianca, ricevendo anche i complimenti da Hillary Clinton. Ed oggi? Oggi Gabriele Ciampi continua a lavorare con la sua Centorchestra e raccoglie tutti i sogni realizzati sino ad ora in un nuovo album dal titolo, non a caso, “In Dreams Awake” che segna anche l’inizio della sua collaborazione con Universal con cui ha siglato due contratti worldwide. Il prossimo Capodanno il compositore sarà protagonista del concerto-evento allestito all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Noi lo abbiamo intervistato pochi giorni fa per scoprire qualcosa in più sulle sue sensazioni di questo momento. Ecco cosa ci ha raccontato.

Gabriele, il 28 ottobre è uscito il tuo “In Dreams Awake”: il bambino che si aggirava curioso tra i pianoforti dell’azienda familiare ora è un uomo che può dire di aver provato l’emozione di vivere alcuni dei suoi sogni ad occhi aperti. Se ti chiedessi di individuare tre circostanze fra tutte in cui la realtà ha superato addirittura i sogni che nutrivi da bambino, a quali penseresti?

CiampiSicuramente Casa Bianca e incontro con Papa Francesco: sono due circostanze ma valgono per 10! Non avrei mai immaginato, neanche nei sogni, di trovarmi faccia a faccia con la coppia presidenziale americana e con il Papa. I 10 anni trascorsi nell’azienda di famiglia sono stati fondamentali per me, hanno contributo a formare la mia personalità e il mio approccio al mondo del lavoro. L’attività artistica viene considerata come poco concreta, in realtà ci sono tanti aspetti che si devono curare facendo questo lavoro e l’esperienza “sul campo” nel settore dei pianoforti è stata molto importante anche per la mia carriera di compositore. Dal punto di vista artistico per me il sogno in America si è realizzato nel momento in cui sono entrato alla Casa Bianca, nel momento in cui è arrivata la lettera di Michelle Obama e nel momento in cui ho toccato la porta dello Studio Ovale: quel ricordo per me resta intramontabile, una grande esperienza dopo 4 anni di duro lavoro che mi ha dato la forza di continuare a crederci. Ora vorrei realizzare il sogno italiano, ci credo e sono convinto che si possono avere grandi soddisfazioni nel nostro Paese.  Michelle Obama mi ha concesso una grande opportunità invitandomi ad esibirmi per il White House for Holiday lo scorso 8 dicembre, una data importante per la Casa Bianca, iniziano le decorazioni natalizie con un grande ricevimento per ambasciatori, politici e amici della famiglia presidenziale. Ho avuto anche la fortuna di essere stato il primo compositore italiano scelto per esibirsi nel foyer della Casa Bianca proponendo un repertorio di musica originale.

Papa Francesco ha trasmesso un messaggio di Misericordia e speranza per tutti con la sua personalità. Il brano che gli ho dedicato, Preludio per due Violoncelli, contenuto nel mio nuovo album, è in accordo e sintonia con il suo operato. Lui ama l’essenziale e il mio brano si lega molto al messaggio legato a quest’ultimo Giubileo della Misericordia. E’ un dialogo tra i due strumenti che, grazie all’utilizzo dei diversi registri del violoncello, mette in risalto due differenti sonorità: quella più misteriosa del registro grave e quella melodica, dolce e profonda del registro medio-acuto. In un momento storico difficile, questo brano vuole essere un messaggio di speranza per il futuro. Da un punto di vista umano Papa Francesco è molto popolare, sia in Europa che in America per la sua grande apertura mentale: un esempio di grande modernità.

Hai due passioni, in particolare, che vanno di pari passo: la musica e il cinema. Se le tracce contenute in “In Dreams Awake” potessero diventare la colonna sonora di un film a quale genere cinematografico penseresti e a quale regista?

Sì musica e cinema, ma aggiungerei anche la cucina: amo cucinare e ho iniziato a farlo come “antistress”. Il lavoro del compositore a volte prevede ore ed ore sempre sulle stesse note cercando di trovare la chiave giusta per aprire una porta che sembra blindata, una sorta di “tortura psicologica”. Avevo bisogno di non pensare alla musica e ho cercato a lungo qualcosa di alternativo che mi potesse coinvolgere totalmente da un punto di vista mentale. Poi ho iniziato a studiare le basi della cucina ed è nata una grande passione. Tornando al cinema sono affascinato da Andrei Tarkovsky e da Solaris, credo sia un esempio cinematografico di grande attualità. Vivendo in America ho l’opportunità di vedere molti film prodotti ad Hollywood, però. devo dire che non rimango troppo impressionato pensando agli ultimi film americani… la ricerca di un facile successo commerciale purtroppo porta ad una inevitabile flessione della qualità della produzione artistica e questo è un peccato. Ci sono però dei giovani registi che hanno belle idee e con i quali mi piacerebbe collaborare. Il film deve essere un messaggio, parliamo di arte, quindi le idee originali devono essere  alla base del processo creativo. Tra le cause principali di questa “crisi” qualitativa ci sono le nuove tecnologie. Non sono completamente contrario al supporto tecnologico, ma bisogna ben dosarne l’utilizzo: il vero problema è quando si cerca di sostituire con un computer la mente umana, creando disastri e non opere d’arte.

Classicistica, moderna e minimalista. Quali sono i “mostri sacri”, tra passato e presente, da cui è ispirata la tua musica?

La tua valutazione è corretta. La genesi di un brano è un processo molto complesso: personalmente attraverso la musica cerco di raccontare qualcosa di me, del mio modo di essere e delle sensazioni che provo in un determinato momento. Il disequilibrio interiore è alla base del processo creativo. Vivere in una realtà che non è la mia, e lontano dalle mie origini, crea una sensazione di disagio costante che, però, allo stesso tempo facilità la produzione artistica. Ogni singola idea appuntata su uno spartito può essere la scintilla che genera il fuoco… la nascita di un nuovo brano appunto. Con “In Dreams Awake” continua e viene sviluppata la mia idea di scrivere musica con l’essenziale, che è stata alla base del mio primo progetto discografico “The Minimalist Evolution”. Scrivere musica con il materiale essenziale e trasmettere un messaggio con poche note è la cosa più difficile per un compositore, ci vuole un istante per scrivere tante note sullo spartito ma ci vogliono giorni, settimane e mesi per decidere quali note eliminare. Questa idea di “essenziale” viene poi estremizzata con l’Adagio per Clarinetto scritto per uno strumento Solo.  Il classicismo è la base per costruire il futuro: non è possibile l’innovazione senza la tradizione. Conoscere gli schemi permette di disobbedire alle regole e creare il proprio linguaggio: la musica non si improvvisa, si studia e più si ha talento, più si deve studiare, perché ogni artista di talento ha il dovere di provare a creare qualcosa di innovativo che possa contribuire all’evoluzione del linguaggio musicale. Sono molto affascinato dai grandi compositori russi di fine ‘800, le loro composizioni sono esempio di grande modernità. Certi accordi, certe progressioni ricordano armonie jazz che vengono usate ancora oggi molto spesso.

Che clima si respira ora in America e quale brano credi si presti meglio a rappresentarne una sorta di sintesi sociopolitica?

L’evoluzione politica di un grande Paese è sicuramente di grande interesse ma non influenza il processo creativo. Nel mio caso l’invito e la performance alla Casa Bianca sono andati oltre il nome del Presidente americano. Sono orgoglioso di aver rappresentato l’Italia in una location prestigiosa come quella e mi auguro che altri artisti italiani possano varcare presto quella soglia. Il bello della musica è che, essendo un linguaggio universale, contribuisce ad unire diverse culture. Indipendentemente dal gusto musicale individuale, credo sia importante per un artista provare a trasmettere un messaggio: nel momento in cui questo messaggio non arriva ci dobbiamo interrogare sul motivo e non accusare il pubblico di non capire la nostra musica.

Michelle Obama da First Lady, specialmente in questi ultimi 4 anni, ha dato grande risalto alle arti a alla musica. Una donna straordinaria che, indipendentemente dal risultato elettorale, rimarrà per sempre nel cuore degli americani. Personalmente mi auguro ci sia continuità con il suo operato per il bene della musica, arte nobile che merita di essere valorizzata al meglio.

Proviamo a proiettarci nella vita di un giovanissimo compositore e direttore d’orchestra stimato in tutto il mondo come te: come si svolge la tua giornata tipo?

ciampi2La scrittura è solo una parte del nostro lavoro. Lo studio continuo è la parola chiave. Il linguaggio musicale si evolve se si conosce bene il passato e cosa abbiamo intorno a noi. Una parte della giornata deve essere dedicata all’ascolto e non soltanto di musica classica, si possono prendere tanti spunti interessanti anche da altri generi. Come ho detto in precedenza la genesi di un brano è un processo molto complesso, si possono passare ore e giorni su una battuta quindi il tempo è il nostro nemico: è difficile avere degli orari ed è difficile pianificare quando scrivere. Personalmente non credo alle “musi e ispiratrici”:  attraverso la musica cerco di raccontare qualcosa di me, del mio modo di essere e delle sensazioni che provo in un determinato momento. La fase della scrittura determina la fase della pre-produzione che si concretizza con la produzione in studio di registrazione: a me piace registrare tutto live, con l’orchestra al completo. Mi piace produrre musica con tutti gli effetti sonori che circondano i musicisti: pagine che vengono girate, respiri, movimenti di arco… questi effetti, che non sono per me rumori, a mio parere fanno parte dell’esecuzione dell’opera e non dovrebbero essere mai eliminati. Il bello delle composizioni è che non sono mai perfette e, quindi, ricercare questa perfezione in studio non ha molto senso.

Direi che studio, scrittura e ascolto siano le tre parole chiave per un compositore. Tutto il resto serve per promuovere la propria opera: interviste, tour, fanno parte di un lavoro di marketing, a volte anche molto impegnativo, ma che hanno poco a che fare con il processo creativo.

Si avvicina il Natale. Di sogni ne hai realizzati già parecchi, come dicevamo all’inizio della nostra intervista. Sicuramente qualcosa, però, è rimasto ancora “chiuso nel cassetto”. Cosa ti piacerebbe trovare come regalo ideale quest’anno sotto l’albero?

Vorrei concentrarmi sul sogno Italiano. Sono sicuro che si possono avere anche grandi soddisfazioni nel nostro Paese, che è un gran Bel Paese, ma dobbiamo credere di più in noi stessi.  Sotto l’albero ho già trovato qualcosa di importante, Musica per Roma mi ha invitato per il quarto anno consecutivo all’Auditorium Parco della Musica dove presenterò il mio nuovo album con un concerto il prossimo 1 gennaio 2017. In occasione di questo evento, nella Giornata Mondiale della Pace, presenterò in anteprima il Preludio per due Violoncelli dedicato a Papa Francesco: tutto questo per me è solo l’inizio del sogno italiano.

 

Link utili: www.gabrieleciampi.comwww.facebook.com/gciampimusic

 

 

 

 

 

 

 

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