#Placebo 20: in tour per celebrare la loro elegante carriera

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#Placebo 20: in tour per celebrare la loro elegante carriera

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Non sapevo da dove iniziare e non trovavo le parole adatte per parlare di Brian Molko & Co, per le tante emozioni e sentimenti che ci fanno scoppiare il cuore a suon delle sue note colorate di eleganza, di rock malinconico e di sublimità!

I primi amori non si scordano mai – così si dice – io in realtà, se mi guardo indietro, l’ho dimenticato o forse il mio non è stato un amore che rientra nella norma perché il mio – e mi sento stupida – è stato Mr Brian Molko.

Sono sempre stata affascinata dall’immaginarmi come fosse lui e ho sempre pensato  che avesse vissuto le esperienze più esasperate, che fosse un vero leader da tenere saldo il nome dei Placebo per 20 anni, una persona super professionale che ha girato il mondo con la colonna sonora della sua musica filmando le meraviglie dell’universo fino ad arrivare in Cambogia e raccontare della povertà e deliziarne gli abitanti con un live acustico la cui cornice non era nient’altro che eleganza e semplicità.

Eh già! Sono sempre stata innamorata di lui ed anche fisicamente: gli occhi color ghiaccio e truccati di nero, sono sempre stata innamorata del suo stile graffiato di nero e bianco e delle sue interpretazioni..

E come tutti gli amori hanno un inizio😍!

I suoi 20 anni di carriera celebrati in quel di Assago hanno ripercorso tutta la sua discografia come io ho ripercorso i miei anni con lui sin dall’inizio e quello che la sua musica mi ha fatto provare negli anni di questa storia, forse la più bella!

Tutto iniziò con “Blind” e colpo di fulmine, c’era quella malinconia che mi chiamava come un magnete!

Mi trovai poi a Parigi con un pezzo di cuore di amicizia e ubriaca di aria romantica della città più bella del mondo mi comprai tutta la sua discografia che dopo anni mi fu rubata in macchina😱!

E fu la volta dei miei due anni a Londra dove ogni mio passo era accompagnato da lui, Mr Molko! Giravo per la città, prendevo il primo bus senza sapere la destinazione per scampare al freddo di quel Dicembre, per fare Finchley Road, West Hampstead, Camden Town e mi tormentavo perché i miei sentimenti erano dannati come la sua musica..e lì proprio a Londra, li ho visti in concerto due volte ed una volta ancora ad un festival: Mr Molko era ad un metro da me nel backstage ma non riuscì ad avvicinarmi perché ero fottutamente intimidita😔!

L’apice è stata raggiunto a Verona quando alla fine di un suo concerto, strategicamente mi ero appostata per seguire la sua macchina scura e fu allora che ricordo di aver lanciato il telefono in macchina perché mia mamma mi aveva chiamato nel momento inopportuno dell’inseguimento e di nuovo, riuscì ad arrivare al suo Hotel, ma anche lì non ebbi il coraggio di scendere! 

Matta totale di Brian Molko e dei Placebo!

Poi? 

Puff! Ho dimenticato Mr. Molko e i Placebo! 

Ti innamori, giovi di quell’amore, poi soffri chiedendo al signore che finisca quella sofferenza da non farti dormire e poi un giorno ti svegli che non te ne frega più nulla e lì ti senti stra figa e poi tutto cambia!

Ma poi basta anche un solo attimo nel momento giusto perché quell’amore prenda un’altra forma..è così che mi è successo al suo concerto di qualche giorno fa!

C’è chi va in palestra o fa yoga o preme un clacson gridando ad uno sconosciuto per sfogarsi ma io consiglio vivamente di andare ad un suo concerto per scaricarsi, per scaricare nervosismi, repressioni, stanchezza e talvolta rabbia: è qualcosa che spacca davvero, ti senti libero di essere!

E mentre Brian ripercorreva le sue di storie d’amore, i suoi conflitti con i primi album, la sua crescita, il suo ringraziare David Bowie con “Without you i’m nothjng” e il ritrovare l’equilibrio con il penultimo album “Battle for the sun“, io pensavo alla sua magnificenza, a quanto si sentirà soddisfatto della sua storia, a quanto sia un colosso e a come ci si possa sentire a comporre testi, musica, attaccare note, metterci quella chitarra ed anche un po’ di violino e a quanto poi un concerto come quello di Marco Mengoni o Alessandra Amoroso non ti possa più bastare e a quanto questi artisti dovrebbero imparare dalla storia della musica internazionale!

Alla fine del concerto, ho espresso due desideri: avere una sua chitarra e farmi raccontare la storia di ogni pezzo! 

#placebo20

www.placeboworld.co.uk

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Giulia Giampietro
Giulia Giampietro
Pignola, passionale ed eterna sognatrice, tutto quello che dovete sapere è che amo la comunicazione e la musica, il perfetto connubio per essere caporedattrice della sezione Musica di Milano di Four Magazine, amo questo lavoro ed il mio team. Amo quindi Milano con tutta me stessa, il mare d’estate e la montagna d’inverno, amo le persone ma al tempo stesso amo essere in missione solitaria! Il verbo amare è un mio must per poter dare e ricevere ogni giorno e nei prossimi con Four!

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