The Zen Circus e la loro “Terza Guerra Mondiale”

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The Zen Circus e la loro “Terza Guerra Mondiale”

Ma perché c’è un’intervista ora? Porca miseria, per la prima volta che non guardo le mail..

Sicuro che non ti disturbo?

No tranquillo, stavo scaricando le olive ma ho quasi finito!

Comincia così la mia intervista con Ufo, da quasi un ventennio una delle colonne portanti dei The Zen Circus, la band pisana che forse più di tutte ha saputo ha saputo interpretare i dissidi e le paure dell’ultimo ventennio.  L’ho chiamato, poche ore prima che la notizia della vittoria di Trump sconvolgesse il mondo intero, per parlare dell’ultimo disco uscito il 23 settembre, “La Terza Guerra Mondiale”, anticipato dai singoli “Ilenia” e “L’anima non conta”. O almeno, l’idea era di parlare del disco, ma come sempre  succede con i Zen, si è parlato di tutto.. Partiamo dal nuovo album, “La Terza Guerra Mondiale”..innanzitutto: copertina favolosa!

Eh quella è stata una cosa che ha fatto veramente piacere a tutti

Voi tre, un aperitivo, un selfie e dietro il disastro delle rovine..

ZEN CIRCUS COVER CD_ la terza guerra mondialeE’ una cosa che ci è venuta fuori all’ultimo momento, non era nemmeno tanto programmatica. Fai conto, verso la fine della registrazione del disco,e ci siamo detti “ma sai che sarebbe ganzo raffigurarci noi, in qualcosa di simbolico,e cosa di più simbolico di un mondo devastato dietro e noi che ci mettiamo in mostra, incuranti di quello che succede…. Qualcosa di concettuale, che riguarda l’apparire ma anche il non partecipare realmente agli eventi storici. Parlarne, sempre, su tutti i media, ma guardarli da fuori. E’ anche un po’ il tema del disco..

Ma quindi questa terza guerra mondiale alla fine rimarrà solo nel virtuale?

Qualcuno più importante di noi, ossia il Papa, dice che c’è già in realtà. E per quanto riguarda la politica estera è più preparato di noi sicuramente. Io poi non lo so se rimarrà virtuale o diverrà reale.. Di sicuro nel virtuale c’è in atto una guerra, delle persone contro se stesse.. Poi oh, noi cerchiamo di stimolare delle domande, non abbiamo risposte. Siamo un gruppo che lancia temi sociali ma che di certo non dà risposte di carattere politico, non ci interessa. E’ compito dell’ascoltatore fare poi la sua analisi politica 

E l’ascoltatore di suo può anche travisare. Leggendo i commenti sotto i vostri video su youtube, tipo quello di “Zingara”, l’ultimo singolo uscito, si può trovare tutto ed il contrario di tutto.. Fascisti, comunisti, qualunquisti, tutte ce le avete!

Ma si ma quello l’avevamo messo in preventivo, devi considerare poi che proprio il testo di Zingara è stato creato estrapolando i vari commenti sui social e sulle altre piattaforme quindi, ecco, non è proprio nostro

Il primo testo scritto dagli italiani

Eh purtroppo sì, ed anche qui si è equivocato alla grandissima, figuriamoci.. noi di nostro non è che stigmatizziamo ma fotografiamo quello che vediamo e poi lasciamo le conclusioni a chi ascolta le nostre canzoni

Sempre su “Zingara”, nell’album è presente l’intro con una citazione di Iva Zanicchi, nel video no. Problemi di diritti? Ricordo la querelle con De Gregori sulla stessa canzone

No, è stata una scelta, sarebbe stata troppo chiamata la citazione. Ma è interessante vedere anche come è cambiata la percezione di quelle cose. La canzone della Zanicchi aveva una connotazione particolare, ma prendi anche Riccardo Fogli, “Zingara voglio vivere come te”..

Ma quindi come sarà questa terza guerra mondiale? Tra poche ore sapremo il nome del nuovo presidente degli Stati Uniti, che ci aspetta?

ZenCircus_Magliocchetti001Ma quello non credo che sposterà tanto, molti hanno timore che una possibile vittoria di Trump possa fare chissà che. Io credo non cambierà molto, siamo passati indenni da un presidente come Reagan.. Ci sono tanti fattori di instabilità più preoccupanti delle elezioni americane, i colossi che falliscono, la Cina che possiede tutto il debito degli Stati Uniti.. può succedere di tutto! Senza tralasciare il terrorismo naturalmente, si respira un po’ un’aria di anni 30, la voglia di risolvere le cose alle spicciole.

E quindi alla fine “Andrà tutto bene” solo nelle canzoni della radio

Bravo, hai capito perfettamente il senso del disco! Siamo in pieni anni 30, solo che il giudeo ora è lo zingaro o il migrante. Però dai non siamo pessimisti completamente, però sarcastici sì

Tipico dei toscani

Assolutamente sì, che diamine, noi veniamo da lì. Rivedevo oggi la scena magnifica del conte Mascetti di Amici Miei, “tranquilli amici, tra tre giorni m’ammazzo”. Noi siamo quella cultura lì

Si sente fin dai primi dischi

Sì, eravamo e siamo sguaiati, c’è volgarità, mancanza di rispetto. Siamo autentici toscani!

Nel disco c’è anche un’anima femminile, che manca negli altri album

Cazzo ma te hai studiato tantissimo! Sì è vero, c’è più femminilità, non declinata nel leitmotiv italiano dell’innamorata con l’innamorato, anche perché c’è già chi le fa molto meglio di noi le canzoni d’amore. Cerchiamo di dare un punto di vista più ampio, come nel caso di “Ilenia” che è più un sunto di come può essere una giovane ragazza oggi

“Ilenia” esiste davvero giusto?

Certo, esiste e ci ha dato lo spunto per la canzone, nata proprio da carteggio con una fan che ci ha raccontato la sua vita.. come avremmo potuto descriverla meglio noi?

Nell’album si nota un ritorno alla pulizia del suono: chitarra, basso, batteria, zero synth, zero sovrastruttura. E ogni tanto anche una calata pop, come in “L’anima non conta

Quello è un  pezzo soul bianco, una ballad, siamo partiti dalla volontà di fare un pezzo un po’ vecchio, come l’avrebbero fatto I Bisonti, come l’avrebbe fatto un giovane Fausto Leali. Ci piaceva l’idea, un pezzo inusuale per noi, un esperimento, anche da suonare in maniera diversa. Comunque i The Zen Circus hanno già fatto pop, guarda “Doctor Seduction” che è un disco sfacciatamente pop, quindi comunque c’è una continuità con la nostra storia, una continuità ed una ripresa. La differenza con il precedente “Canzoni contro la natura” è che questo è un disco di sala prove, “La terza guerra mondiale” è un disco di studio, della serie ok facciamo delle tracce belle ma poi smarmelliamo un po’ i suoni. Però certo, non è un disco sperimentale, ma non lo siamo mai stati, non è che domani ci alziamo e ci mettiamo a fare l’elettronica. 

Niente sperimentazioni quindi? Avevo letto che apprezzavate molto l’hip hop italiano ultimamente, cito testuale “il campo che ha portato più novità nella musica di oggi in Italia”

Rimango dell’opinione che sia così. Tanto pop, tanto rock, tanta musica indie è sempre rimasta uguale a se stessa. L’hip hop no. Ha avuto l’inizio bello, un po’ naif ed ora ha un linguaggio proprio. Io penso tipo al lavoro fatto da In The Panchine, solo in Italia poteva nascere un progetto musicale così. Non l’ho visto da nessun’altra parte al mondo. O il TruceKlan, che ha rinnovato la musica italiana molto più di tanti cantautori, per certi aspetti. Sonorità hardcore, punk, metal.. una novità assoluta. 

Quindi vi si sentirà rappare? O qualche bella collaborazione

Non ti nascondo che mi piacerebbe tantissimo lavorare con Noyz Narcos. Sì, magari verrebbe fuori qualcosa di interessante

Come nasce il vostro processo creativo nella nascita di una canzone? E quanto ha condizionato su questo processo la scelta di Appino di intraprendere una carriera solista?

Di solito si chiacchiera, si discute, io lancio delle massime ma poi me le scordo. Appino invece assorbe tutto, scrive, sta sempre là a scrivere,  e poi ci propone delle cose. La sua esperienza da solista non ha mutato le nostre dinamiche, lui è migliorato tantissimo come cantante e come autore , e così può tenere le cose più personali per sé. Poi oramai tra noi c’ è una fortissima sinergia, per questo disco s’è prodotto 44 pezzi, figurati. Senza contare i vari rattoppi, le operazioni di collage, il testo di una che va a finire sulla musica di un’altra. Ci mettiamo, parliamo, aggiustiamo, tutto molto spontaneo ed empatico. Senza contare le cose messe dentro all’ultimo momento, poco prima di pubblicare il tutto

Tipo?

Avevamo sto giro un po’ wave, non sapevamo che farci. Poi una sera mi chiama Appino mi fa “oh sono a San Salvario, ho litigato con una, vaffanculo, son tutto ubriaco” e io “Fermo! Scrivici una canzone subito! Chiamala San Salvario” “Ma guarda sai che quasi quasi la faccio” “Falla subito, mi fido cento per cento” oramai ci intendiamo così

Crediti Foto: Ilaria Magliocchietti

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Adalberto Piccolo
Adalberto Piccolo
Responsabile editoriale, responsabile della comunicazione, responsabile social media. Ma comunque poco responsabile. "Il Mondo non è perfetto: in un mondo perfetto Mark Chapman avrebbe sparato a Yoko Ono".

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