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L’intimità di Matt Simons al Circolo Magnolia regala emozioni “per pochi” [RECENSIONE]

Vi siete persi Matt Simons, verrebbe da dire, osservando la pista del Circolo Magnolia, mezza vuota e spenta, alla fine del bellissimo concerto di mercoledì sera. Vi siete persi un artista maturo e completo, un’esperienza musicale molto particolare caratterizzata da intimità e umiltà.

Lo spettacolo inizia verso le 21:30, quando un giovane cantautore con una lunga barba e una camicia a quadri sale sul palco e afferma di provenire da Oxford. Tutti sono scettici ma non appena inizia a cantare la sua bravura si rivela adamantina: apre il concerto con una delle sue canzoni inedite. Noi siamo in prima fila: guarda tutti negli occhi e sembra quasi che canti singolarmente per ognuno di noi. Accompagnata soltanto dalla chitarra, la voce di questo ragazzo svela tutta la sua potenza sonora. Dopo qualche canzone Adam si ferma al banco dove i suoi dischi sono in vendita, ci parliamo per qualche minuto e ci conferma che non si aspettava così poche persone, considerando che in tutte le altre date europee i locali erano pieni e i biglietti andavano presi in anticipo. Ci rivela, tuttavia, il suo sincero amore verso l’Italia e la speranza di tornarci un giorno, magari con una platea più ampia.

matt-simonsVerso le 22:30 arriva lui, Matt Simons. Non si considera un grande artista, non sembra contrariato per l’esiguo numero di partecipanti. In ogni canzone si avverte la sua voglia di divertirsi come se cantasse nella sua stanza, da solo, soltanto per i suoi amici. Ci chiede di cantare con lui, ci emoziona quando rimane accesa solo una lampadina affianco al pianoforte e nel mentre lui canta “When the lights go down”, uno dei suoi ultimi fantastici pezzi. Urlano le ragazze proveniente dall’Olanda, dietro di noi, quando Matt si prepara a cantare “With you”, canzone che lo ha reso famoso nei Paesi Bassi. Dopo circa un’ora e mezza ininterrotta lui ha ancora voglia di cantare, la sua band, dove il batterista “The Captain” e il bassista emergono per bravura individuale, ha ancora voglia di suonare. Alla fine ritorna sul palco anche Adam: ”Avevate mai pensato di cantare Whitney Houston in un locale di Milano assieme ad un inglese e a uno statunitense?” chiede, ridendo, dopo una battuta sul rumore degli aerei che partono dal vicino aeroporto di Linate. Iniziamo così a cantare tutti assieme “I Wanna Dance With Somebody”, ed è davvero emozionante.

Ci salutano di nuovo caldamente alla fine del concerto. Matt, come prima Adam, scende, pronto a firmare dischi e a parlare con i fan.

We were few – mi dice – but mighty”, come a dire: eravamo pochi ma buoni.

La prossima volta non lasciatevelo sfuggire.

A cura di Andrea Migliorini

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