Confronto SUBSONICO: “La risposta” di Samuel vs. “1993” di Boosta

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Confronto SUBSONICO: “La risposta” di Samuel vs. “1993” di Boosta

subsonica-950x534I Subsonica non si sono sciolti, hanno deciso di investire il tempo di uno dei loro naturali periodi di pausa sui progetti personali dei componenti del gruppo torinese. Per spiegare la decisione Samuel, tramite il suo profilo Facebook, ha utilizzato la metafora del tiramisù scomposto, versione decisamente meno accattivante del dolce tradizionale, ma che permette di assaporarne le qualità dei singoli ingredienti, capendo che potrebbero stare benissimo anche da soli, ma al contempo comprendendo ancora di più quanto stiano bene insieme. Allora proviamo a seguire il suo consiglio, ascoltiamo “La risposta” (primo singolo estratto dall’album dello stesso Samuel, in uscita nel 2017) e lo facciamo da più d’un mese (anche se voleste evitare è talmente spinto nelle radio da non potersi esimere), poi ci imbattiamo nel primo assaggio dal lavoro solista di Davide Dileo, in arte Boosta, dal titolo “1993” (con evidente riferimento al seguito di “1992”, serie televisiva di cui l’artista torinese cura la colonna sonora) che anticipa l’uscita dell’album “La Stanza Intelligente”, prevista per il 28 di ottobre.

La risposta” per Samuel è stata sicuramente positiva nei numeri. In un mese è divenuta la canzone più passata in radio, vende ed anche tanto (la grande promozione certo aiuta) sfruttando quel ritornello che entra in testa, così come la voce amica che ricorda 20 anni di Subsonica. Le sonorità sono quelle che più appartengono all’artista (il quale ha scritto il testo e composto la musica del brano), lo stesso Samuel ha fatto presente che questo singolo rappresenta l’esigenza di dare seguito all’evoluzione musicale che l’ha caratterizzato negli ultimi anni. Il groove c’è (seguito della deviazione fortemente techno che ha investito i Subsonica negli ultimi lavori e che chi scrive ha apprezzato), nulla da dire, ma il risultato non convince a pieno, perché il pezzo risulta piatto, con poche variazioni sul tema musicale, mentre il testo a tratti è un po’ scontato. Il senso c’è, ma questa incessante elencazione rischia di svuotarne il contenuto, mentre il ritornello ripetuto all’infinito si allontana dallo stile che ci saremmo aspettati da Samuel, ricordandoci “#fuori c’è il sole” (con tutti i meriti che riconosciamo a Lorenzo Fragola, per carità) con un beat di sottofondo.

Boosta-CantanteDall’altro lato Boosta sorprende con “1993”, molto meno sintetico di quello che ci saremmo aspettati da lui, melodico, delicato, distante dai Subsonica come dalla sua anima da Dj (forse l’italiano più apprezzato nei club di Ibiza e non solo). La batteria domina, le evoluzioni digitali sono ridotte all’osso, i cori travolgono e contrastano il crescendo del beat, la voce dell’artista (certo meno educata e travolgente rispetto a quella di Samuel) è soffice e quasi d’accompagnamento ad un tema musicale che la fa da padrone. Il testo è stato affidato a Stefano Sardo, sceneggiatore e musicista (leader dei Mambassa, gruppo molto vicino ai Subsonica ed in particolare a Max Casacci) con il quale Boosta collabora nella realizzazione della serie televisiva con protagonista Stefano Accorsi. Pochi concetti, ma ben espressi, con un ritornello efficace, musicalmente affidato all’alternarsi della voce di Boosta e dei cori.

Il risultato è molto convincente, un suono in continuo crescendo che investe l’ascoltatore in maniera soffice, quasi un abbraccio musicale che ha un sapore tutto nuovo per le produzioni italiane, che per sonorità ricorda vagamente i Coldplay. Se è vero che un libro non si giudica dalla copertina, gli album non si valutano da un singolo, ma abbiamo avuto il primo assaggio del nostro tiramisù scomposto. Samuel è il savoiardo perfetto, sta benissimo anche da solo, da struttura al tiramisù, ma gli manca qualcosa che lo renda ancor più gradevole, che lo ammorbidisca magari. Vende, è un prodotto musicale ottimo, ma non stupisce con “La risposta”, si mantiene in canoni musicali familiari ai suoi fan e che ben si intersecano con le tendenze del momento, rischiando di risultare scontato. Boosta invece è come il caffè, non delude mai, va bene a qualsiasi ora del giorno e sa sempre esaltare il proprio gusto. Da lui ci saremmo aspettati elaborazioni sintetiche, invece “1993” sorprende per la semplicità, per la melodia, per la delicatezza con cui coinvolge il suo ritmo, sottolineando l’estro e l’inventiva di questo artista. L’impressione, dopo il primo assaggio, è che ci sia una sottile quanto sostanziale differenza dall’essere frontman e l’essere leader di un gruppo di successo.

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A cura di Emiliano Cuppone

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