Joanne, l’anima profonda di Lady Gaga RECENSIONE

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Joanne, l’anima profonda di Lady Gaga RECENSIONE

Joanne è il secondo nome della cantante Lady Gaga, nome della trattoria di suo padre, nome della sua defunta zia e, soprattutto, suo quinto album in studio. Un album pensato col cuore, si sente subito: è difficile (e spero di sbagliarmi, sia chiaro) immaginare le canzoni di Joanne risuonare per le nostre radio, fatta eccezione per Perfect Illusion, singolo di lancio che sembra però non aver riscosso il favore del grande pubblico, e forse A-Yo. Un album fuori dal tempo, che non si sposa alle mode attuali, ma nemmeno si limita a ripescare dal passato: un saggio mix di suoni capace di mantenere questo album in un perfetto equilibrio tra passato, presente e futuro.

La filosofia che tesse la trama di questo disco è semplice: riconnettersi con le cose semplici, quelle cose che Joanne, se ne avesse l’occasione, divorerebbe con gli occhi, senza perdersi nemmeno un momento. Dare importanza agli affetti, al rispetto, all’amore, a se stessi. Un album che parla, a detta della stessa cantante, a una ragazza che piange, seduta nel fondo di una qualche stanza, con addosso vestiti e accessori poco costosi.

Joanne è alla base un disco pop, ma basta un veloce ascolto per rendersi subito conto che i generi che influenzano le canzoni sono tanti e diversi. Perfect Illusion strizza l’occhio al rock, mentre Come To Mama ha un grande stampo soul, con tanto di cori e assolo di tromba, Dancin In Circles si tinge del color reggae e così via. Nonostante le contaminazioni siano diverse, Joanne ha un sound molto coeso. Sicuramente, tra gli album di Gaga, quello che vanta di maggiore personalità.

La voce è in questo disco al massimo delle sue possibilità: e non parlo solo di potenza, ma anche, e soprattutto, di un livello emozionale. Non sembra nemmeno modificata in studio: è quasi come se le tracce fossero state registrate in presa diretta, e questo regala momenti di inaspettata verità ed emozione. Basti pensare al finale di Million Reasons.

Joanne è l’album con cui miss Germanotta decide di mettersi a nudo: ecco perché è il primo disco a contenere più di una ballad. Se ne contano addirittura tre: la title-track Joanne, un delizioso pezzo chitarra e voce, Angel Down, pezzo che chiude il disco e che si fa portavoce della dichiarazione d’intenti dell’album (“I confess I am lost in the age of the social“), e Million Reasons, uno dei brani più belli che l’artista abbia mai cantato, che inizia sottovoce, ma che con il passare dei secondi si scioglie in un ritornello dalla forte carica emotiva.

lady gagaJohn Wayne, Dancin In Circles, Perfect Illusion, Million Reasons occupano una posizione centrale all’interno del disco, quasi a formarne il cuore, e rimangono i brani migliori all’interno dell’album. L’arrabbiata John Wayne è sicuramente uno dei pezzi che meglio si prestano a diventare singolo, insieme a Dancin’ in Circles che porta aria di Jamaica, ed è la canzone che più di tutte si presta per essere ballata, sulla falsa riga delle precedenti hit della cantante. Una menzione speciale anche a Come To Mama, che si distingue per la sua anima soul, a tratti gospel, e per un testo con un messaggio importante (“Man, it wasn’t that long ago we were all living in the jungle, so why do we gotta put each other down?”). Un po’ sottotono la collaborazione con Florence Welch. Da due cavalli di razza del genere ci si sarebbe aspettati un pezzo più memorabile, invece Hey Girl rimane uno dei tanti pezzi dell’album, senza infamia e senza lode.

La versione standard dell’album è arricchita poi da Grigio Girls e Just Another Day: pur essendo due deluxe tracks, non hanno nulla da invidiare alle loro compagne. Chiudono degnamente il disco.

Joanne è un album che porta con sè una grande anima: quella di Lady Gaga. Potrebbe suonare fuorviante per alcuni, per chi la conosce unicamente per hit come Poker Face e Bad Romance potrebbe sembrare un cambio di rotta repentino, ma non è così. È in realtà un ritorno alle origini, fatto con nuove consapevolezze e una nuova maturità artistica. Se state cercando un album pop per ballare e non pensare, forse ascoltare Joanne non è la scelta più adatta. Se state cercando un bell’album, per emozionarvi, pensare, scatenarvi, e sì, a tratti anche ballare, allora cliccate pure il tasto play su Joanne. E non ve ne pentirete.

A cura di Manuel Malavenda

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Manuel Malavenda
Manuel Malavenda
A furia di raccontare le sue storie, un uomo diventa quelle storie. Ecco perché scrivo da sempre: per confondermi con le parole, immaginare cose che non si possono vedere e raccontare cose che si possono solo sentire. Come la musica. Ho una pagina Facebook dove parlo della bellezza, perché è di questo che dovremmo riempire le nostre vite: di bellezza.

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