Gli Urban Strangers incontrano la stampa: sono loro l’anti boyband?

Il 21 ottobre esce “saintmotelevision”, il nuovo disco dei Saint Motel
18 Ottobre 2016
Yann Tiersen porta i suoni della sua Bretagna nel cuore di Roma RECENSIONE
18 Ottobre 2016

Gli Urban Strangers incontrano la stampa: sono loro l’anti boyband?

Dopo ben 9 mesi dalla finale di X Factor 9, gli Urban Strangers ci presentano il loro primo album, Detachment.

urban-strangers-detachment-downloadUndici brani che fanno da specchio al variegato mondo musicale del duo di Napoli: un mix sperimentale di generi diversi, tra cui – per essere riduttivi – elettronica, hip-hop, r&b e progressive rock, dentro al quale ciascuna traccia vuole raccontare il senso di distacco da un preciso punto di vista.

“Una cosa importante che abbiamo cercato di fare in questo album è far capire alle persone che noi non ci siamo messi dei limiti, abbiamo fatto tutto quello che volevamo, il nostro obiettivo è sempre quello di sperimentare ed essere noi stessi, qualsiasi cosa succeda”

Gennaro e Alessio a proposito del titolo spiegano che con Detachment intendevano “non una sensazione di essere davvero distaccati da qualsiasi cosa, è più maturare alcuni pensieri, è vista più in positivo, sono cose che abbiamo maturato dopo la composizione dei testi e delle tracce, abbiamo visto poi con distacco il tutto, abbiamo visto con abbastanza maturità quello che c’è successo. Quindi è una cosa che c’è ma più che altro è positiva”.

Distacco quindi che possiamo ritrovare soltanto nei confronti del mondo esterno, mentre nei testi si riscontra una grandissima profondità dal punto di vista emotivo. Le tematiche infatti sono coinvolgenti, introspettive, profonde, sorprendentemente tutto il contrario rispetto a quanto si possa aspettare da due ventunenni usciti da un talent show.

Dalla lotta alla solitudine in Stronger, fino al decidere di accettare un aiuto esterno in So. Dall’incapacità di provare determinati sentimenti in My Fault, ad una riflessione circa l’uso di psicofarmaci da parte di una persona loro vicina in Leaf. Possiamo invece riscontrare una presa di coscienza in positivo circa le capacità artistiche del duo in Warrior.

Il tutto risulta ancora più sorprendente nell’apprendere che alcuni di questi brani sono stati scritti all’età di sedici anni. Viene quindi inevitabile chiedere loro come si trovino a raccontare queste debolezze ad un pubblico molto giovane. Con una naturalezza quasi disarmante ci rispondono che

“Non abbiamo mai avuto problemi a dire ciò che è vero, anche se una persona è piccola e la realtà è quella ed è dura, uno non dovrebbe mai avere paura di doverla affrontare. Comunque siamo molto delicati nell’approccio, anche perché comunque sappiamo che la gente è suscettibile da un certo punto di vista. Anche se siamo molto espliciti nei nostri testi comunque siamo noi che raccontiamo”.

Questa volta X Factor non rilascia al mondo dello spettacolo soltanto due belle voci in cerca di autore: Gennaro e Alessio possono essere considerati infatti degli artisti a tuttotondo, compositori di ogni traccia, cantanti e musicisti. La loro principale caratteristica è quella di essere affascinanti nella loro contraddittorietà, riscontrabile in tantissimi aspetti del duo, a partire dal loro stesso nome: Urban Strangers. Cittadini ma stranieri, provenienti dall’underground ma figli del mainstream, con le radici ben ancorate alla loro terra natale, Napoli, ma dalle sonorità di respiro internazionale.

Non si può fare altro che – in attesa delle date del tour – augurare loro il meglio.

A cura di Lorenza Fici.

Comments on Facebook
Lorenza Fici
Lorenza Fici
Vivo col cuore sospeso tra Milano e la mia città d'origine, Imola. La musica ha iniziato ad essere parte di me da quando avevo quattro anni, poi non mi ha più abbandonato. Testarda e sognatrice, vi racconto qui e faccio ascoltare in Radio Bocconi buona musica.

Comments are closed.