Tra emozione e ritmo, Apparat all’Outdoor Festival di Roma

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Tra emozione e ritmo, Apparat all’Outdoor Festival di Roma

ApparatPassi di fronte al botteghino per ritirare il tuo accredito verso le10, due ore prima dell’inizio previsto, e noti una folla oceanica fuori dai cancelli ed un cartello con scritto “Sold Out”. E ti rendi conto che la serata che andrai a vedere non è una serata come le altre, non è il solito djset dello smanettone in voga nel periodo. Proprio no, anzi, è probabilmente una delle esibizioni di musica elettronica più attese e desiderate di quest’autunno capitolino, in una location che mette i brividi solo a guardarla da fuori.

Siamo all’Ex Caserma Guido Reni, visionario luogo d’arte  tra il Maxxi e l’Auditorium, e siamo all’Outdoor Festival 2016, una “vibrazione che si propaga per la città come un generatore di stimoli positivi che contamina il tessuto urbano originando un certo fermento”. In programma c’è il concerto dell’uomo che forse più di tutti ha cambiato la musica elettronica negli ultimi vent’anni, riportando l’armonia e la melodia a giocare un ruolo importante sulle minimali ritmiche che imperversavano nelle dancefloor di tutta Europa: sto parlando di Apparat, al secolo Sascha Ring, quasi quarantanni di cui la metà a giocare con i piatti e con i suoni.

Cresciuto professionalmente a Berlino (dove negli anni ’90 era impossibile non interfacciarsi con la techno e le sonorità elettroniche), con la sua ricerca di equilibrio ed espressività ha riportato nelle piste da ballo l’emozione, attirando su di sé l’attenzione dei più grandi artisti del periodo, Ellen Allien su tutti, consacrandolo come uno dei migliori producer del mondo.  Ogni tanto torna dietro la consolle per fare il deejay, e lo fa alla perfezione, come ieri sera: più di duemila persone in estasi pronte a farsi trasportare dal suo sound dolce ed ipnotico, mai banale e soprattutto mai pesante, senza per questo cadere nella dialettica della chill out. Un’apoteosi di luci e colori, retti in maniera impeccabile da un ritmo intenso ma allo stesso tempo facile all’ascolto, tra schegge acid, aperture di synth e lunghe gallerie emotive oscure ed inquietanti.

Uno dei migliori al mondo, per uno dei concerti di musica elettronica migliori di Roma.

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Adalberto Piccolo
Adalberto Piccolo
Responsabile editoriale, responsabile della comunicazione, responsabile social media. Ma comunque poco responsabile. "Il Mondo non è perfetto: in un mondo perfetto Mark Chapman avrebbe sparato a Yoko Ono".

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