La magia di UNALTROFESTIVAL: grandi band, grandi voci e qualche aereo qua e là

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La magia di UNALTROFESTIVAL: grandi band, grandi voci e qualche aereo qua e là

Si sa che l’estate è la stagione dei festival, ce ne sono in ogni angolo del mondo e di qualsiasi genere. L’atmosfera che si respira ad un buon festival la riconosci subito, la percepisci nell’aria un po’ surreale e fuori dal tempo che avvolge il pubblico, tra stand di cibo e tanta birra a lato del palco ancora vuoto. Ad UNALTROFESTIVAL abbiamo vissuto tutte queste sensazioni. Eravamo poco fuori Milano, al Circolo Magnolia, completamente immersi nella natura, ma con la consapevolezza che da un momento all’altro saremmo stati catapultati in un vortice di buona musica.

La scaletta era ricca, ricercata e ben assemblata. L’accostamento di grandi nomi della musica alternative rock/indie a nomi di band destinate a diventarlo è stato un puzzle ben orchestrato. Le nostre aspettative erano molto alte ma gli ingredienti c’erano tutti per soddisfare il numeroso pubblico accorso.

Il day 1 parte alla grande, prima con i Sunday Morning e poi con i Landlord, che con i loro suoni dream pop creano un’atmosfera perfetta per poi passare il testimone agli Strumbellas. Capiamo la provenienza statunitense dei ragazzi da quel sound tra il gipsy e il folk che solo in America può prender forma. Nel gran finale della loro performance gli Strumbellas ci invitano ad urlare quel famosissimo “ohhhhh” che ha dominato la nostra estate caratterizzando il loro primo singolo, disco di platino in Italia, Spirits. Cambia il palco, cambia lo scenario e arrivano gli Edward Sharpe & the Magnetic Zeroes. Una performance unica di brani estratti principalmente da uno dei loro album più datati ma di maggior successo, Up from Below. Alex Ebert, frontman e creatore di questo progetto discografico, si tuffa sulla gente, corre nella zona ristoro, salta sui tavoli, balla, intrattiene e fa sentire il pubblico non più un semplice spettatore ma, un qualcosa di più…quasi un amico. Niente da dire poi del momento più intenso del day one del festival, quando Alex, fischiettante, intona il suo più grande successo, Home. È proprio durante la canzone che il cantante inizia quella sorta di rituale che accompagna le sue performance: il momento delle storie, le storie delle persone presenti al concerto, di quelli che lui interpella, casualmente, di quelli che si propongono, di quelli che non hanno mai smesso di avere qualcosa da dire. La prima serata però non finisce qui, la tensione emotiva è alta, ma a chiudere in bellezza sono i Daughter, gruppo inglese che pian piano sta incominciando ad emergere nel panorama alternative con brani come Youth o Smother.

Un dj set di New Folk e Glory per continuare la serata, una birra in più e si parte per il secondo giorno. Line-up sempre molto promettente, con i Birthh, Flo Morrissey, FIL BO RIVA in testa per poi lasciare il palco al rock made in italy dei Ministri, che intonano le canzoni con tutto il pubblico acclamante. Il main stage è ora pronto per accogliere gli Editors, tanto attesi ospiti della serata. Un gran finale questo, targato dalla voce graffiante del cantante Tom Smith, e da canzoni cantate a squarciagola da tutti, come Papillon o A ton of Love per poi concludere con l’aftershow di Hunter/Game, Early Morning, Jimmy Edgar e Ez b2b Ivory.

Che dire, UNALTROFESTIVAL non è stato per niente “un altro festival” nell’accezione ironica del termine. E’ stato invece un momento di alta qualità musicale e artistica, oltre che un momento di unione tra pubblico e musicisti, rendendo meno “tragico” il rientro post vacanze in una caldissima Milano. Tutto questo condito da qualche aereo che dall’aeroporto di Linate, a pochi passi dal Circolo Magnolia, sfrecciava nel cielo stimolando l’immaginazione così come sempre fa, attraverso il suo linguaggio universale, tutta la buona musica.

Articolo di Simonetta Poltronieri.

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Simonetta Poltronieri
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Chiamatemi Mimmi. Amo avventurarmi alla ricerca di qualcosa di nuovo, sempre in compagnia della musica, fedele compagna di vita. Mi diverto a raccontare aneddoti musicali qui e su Radio Bocconi, tra una risata e una bella canzone. Amo viaggiare e perdermi nel mondo, anche solo con la fantasia, costantemente alla ricerca della colonna sonora della mia vita.

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