Alex Britti: tra il Tevere e il Blues

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Alex Britti: tra il Tevere e il Blues

Un Alex Britti in grandissima forma quello che sabato 30 Luglio ha allietato il pubblico della Cavea presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma. Uno spazio che non manca di stupire per qualità del cartellone proposto e dei servizi offerti; in un paese in cui la musica soffre la mancanza di location con una buona acustica, l’Auditorium capitolino si conferma essere una cattedrale nel deserto.

Un romano tra la sua gente, questa è la sensazione che trasmette Britti; è sul palco ma potrebbe tranquillamente sedere tra le fila della platea, chiacchiere ridotte al minimo perché così “ci infiliamo più canzoni”. 

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E le parole cantate, sembrano poi pretesti per accompagnare gli spettatori tra un virtuosismo e l’altro con quello stuolo di chitarre elettriche ed acustiche da cui escono meraviglie. “Bluesmaaaaan” gli urla una ragazzina dalla galleria, ma lui si diverte a prenderla in giro “come fai a sapere cos’è un bluesman, dalla voce sembri piccolina”. 

Una tracklist che sciorina sapientemente brani tratti dal nuovo album a pezzi storici, in alcuni casi riarrangiati in chiave jazz come “Oggi sono io”. Qui l’elenco completo:

In nome dell’amore
Gelido
Fino al giorno che respiro
Come chiedi scusa
Un attimo importante
Cinque petali di rosa
Perchè
Piove
Immaturi
Ti scrivo una canzone
Tra il Tevere e il Blues (strumentale)
Medley: Milano / Se non ci sei / Le cose che ci uniscono / Lo zingaro felice / Una su 1.000.000
Bene così
Jazz
Oggi sono io
3 kitarre
7000 caffè
Solo una volta (o tutta la vita)
La vasca
Baciami (e portami a ballare)

Un video pubblicato da Rob Semprebene (@robs289) in data:


Splendido l’assolo di batteria di Manuel Mascaritolo in chiusura del brano “Jazz”, una vera e propria celebrazione di questa particolare corrente musicale cara all’artista. Quella che però riesce meglio a definirlo è sicuramente il Blues, a cui dedica appunto il pezzo strumentale “Tra il Tevere e il Blues” in ricordo di notti passate in solitaria sotto il Ponte dell’Isola Tiberina a suonare e gettare le fondamenta di quello che sarebbe diventato poi: un artista vero, privo di fronzoli, che nella sua musica mette sé e i suoi valori, – significativa in questo senso “Perché” contro la violenza di genere – che non si preoccupa di intrattenere o replicare stupidi schemi pop (come il rituale del “bis”), piuttosto racconta una storia semplice e bellissima con la sua chitarra.

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Alice Ungaro
Alice Ungaro
Gravita nel mondo dello spettacolo e dell’audiovisivo sin da piccola, manifestando capacità organizzative e di leadership che la conducono velocemente dall’altro lato della camera. Fermamente convinta che lavorare con passione sia l’unico modo di lavorare, ha fatto dei suoi interessi il suo “core business” specializzandosi nell’organizzazione eventi e nella comunicazione.

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