I Sud Sound System portano un pezzo di Salento al lago di Villa Ada

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I Sud Sound System portano un pezzo di Salento al lago di Villa Ada

Sarà stato una decina di anni fa, forse anche di più, era al mare ed era in Salento: la sabbia che rimaneva tra i piedi, il venticello che accarezzava la pelle scottata da ore di sole, la musica reggae contaminata dalla classica taranta pugliese. Ero in una dance hall in una spiaggia vicino Otranto, e i ritmi esotici del raggamuffin si confondevano con l’odore acre dell’erba, mentre intorno a me chiunque ballava, rendendo la situazione quasi ipnotica. Son passati più di dieci anni ormai e nonostante questo le emozioni, la passione ed il calore provati in quella lontana estate li ho ritrovati autentici e genuini anche ieri sera, a centinaia di chilometri dalle terre salentine. Non c’era “lu sule”, non c’era “lu mare”, però c’erano loro, i Sud Sound System, novelli Dorian Gray che non invecchiano mai, e se lo fanno di certo non lo trasmettono nelle loro canzoni e nei loro live. Reduci da un tour europeo che lo scorso anno li ha visti girare mezza Europa, il gruppo salentino è stato protagonista ieri della rassegna Villa Ada 2016 – Roma incontra il mondo, facendo scatenare una folta platea di fan (sorprendentemente di tutte le età) insieme a Richie Stevens (già vincitore di un Grammy Award) e la Ska Nation Band, con i quali hanno presentato “Internationally”, l’ultimo trascinante singolo prodotto insieme (trascinante nel vero senso della parola, visto le evoluzioni che ha “costretto” a fare al pubblico, diventato in un attimo un’unica onda umana gigante).

SUDSOUNDSYSTEMDue ore di musica e di danza, con sonorità che spaziano dal reggae allo ska, senza dimenticare la tradizione salentina e gli accenni classici alla pizzica e alla taranta. Alle canzoni dell’ultimo album “Sta Tornu” si affiancano le hit conosciute da grandi e piccini (“Le Radici ca tieni”, “Beddha Carusa”, “Me basta lu sule”) con una straordinaria chiusura sulle note di “Sciamu a Ballare”, sulla quale anche i più restii si scatenano senza riuscire a fermarsi. Un concerto anche musicalmente adulto, con le campionature sostituite dalla band in carne ed ossa senza che la resa venga in qualche modo intaccata (la dancehall c’è, anche se fatta con chitarre e batteria) e che soddisfa alla grande un pubblico arrivato esausto a fine serata, tra un appello per la legalizzazione della marijuana ed un pensiero ai problemi che affliggono la terra pugliese, l’ILVA di Taranto e l’inquinamento su tutti.

Non saranno le spiagge salentine, ma anche le rive del laghetto di Villa Ada possono bruciare di passione.

Articolo di Adalberto Piccolo.

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Adalberto Piccolo
Adalberto Piccolo
Responsabile editoriale, responsabile della comunicazione, responsabile social media. Ma comunque poco responsabile. "Il Mondo non è perfetto: in un mondo perfetto Mark Chapman avrebbe sparato a Yoko Ono".

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