Un salto negli anni 80 con la musica di Alan Parsons a Roma

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Un salto negli anni 80 con la musica di Alan Parsons a Roma

Appuntamento con la storia ieri sera a Roma, con la storia della musica naturalmente.  Sul palco della rassegna Villa Ada – Roma incontra il mondo c’era infatti il leggendario ingegnere del suono Alan Parsons, conosciuto inizialmente dal pubblico come il tecnico che collaborò nelle produzioni di Abbey Road, Let It Be e soprattutto di The Dark Side Of The Moon prima di entrare nell’immaginario collettivo come il leader, insieme al prematuramente scomparso Eric Woolfson, dei The Alan Parsons Project, un progetto musicale “alternativo” di rock progressivo e sinfonico. E’ una serata importante, una delle tre date italiane (l’ultima stasera all’Arena della Regina di Cattolica) del tour che celebra i quarant’anni dal primo album della band “Tales of Mystery and Imagination – Edgar Allan Poe” , che per l’occasione verrà pubblicato quest’anno da Universal in una special edition con quattro vinili, cd con bonus material e una versione del tutto nuova remixata da Parsons.

Alan Parsons LiveUna serata in pieno stile anni ’80, che viene onorata al meglio da un pubblico entusiasta e da una line up di tutto rispetto: Pj Olsson alla voce, Alastair Greene e Dan Tracey alle chitarre, Todd Cooper al sax, Guy Erez al basso, Tom Brooks alle tastiere e Danny Thompson alla batteria. Il sound è inconfondibile, e non appena si accendono le luci una scintilla glamour si sprigiona dalla tastiera del frontman, quasi austero e temibile quanto ammiccante e fascinoso. Non manca nessuna delle hit che da decenni accompagnano un paio di generazioni: “Mammagamma“, “I Robot“, “Eye in the sky“, “Sirius“, “Don’t answer me“, il meglio del meglio di quarant’anni di produzioni in poco meno di due ore di concerto, tra un sussulto di passione ed un pizzico di nostalgia.  Gli anni 80 saranno anche finiti da un pezzo, ma certa musica è, e rimarrà immortale.

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Adalberto Piccolo
Adalberto Piccolo
Responsabile editoriale, responsabile della comunicazione, responsabile social media. Ma comunque poco responsabile. "Il Mondo non è perfetto: in un mondo perfetto Mark Chapman avrebbe sparato a Yoko Ono".

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