Calcutta a Villa Ada: Roma Brucia, ma di passione!

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Calcutta a Villa Ada: Roma Brucia, ma di passione!

CalcuttaA Roma fa caldo, al laghetto di Villa Ada anche, eppure il calore vissuto ieri non dipendeva né dall’umidità né tanto meno dalle temperature tropicali di questo periodo, ma era causato da un ragazzo che, chitarra al collo e birra in mano, da qualche tempo è entrato nell’olimpo della musica cantautorale italiana, almeno quella degli ultimi anni. E’ Edoardo D’Erme, in arte Calcutta, sul palco del festival Villa Ada incontra il mondo 2016 per presentare il suo ultimo album “Mainstream”, nell’ambito della manifestazione Roma Brucia (due giorni di grande musica, che vedrà anche l’altra promessa del pop d’autore Motta animare il palco dell’isola che c’è).

Un concerto pieno di sentimento ed emozioni, con un pubblico incredibile ed elettrizzato (la serata era sold out da giorni) pronto a scoprire le vecchie canzoni meno conosciute e dall’animo più amatoriale ed a cantare a squarciagola le hit del nuovo album, apprezzato in maniera unanime anche dalla critica. Edoardo alias Calcutta è in formissima anche se un po’ sfasato (si concede un “non ci sto capendo niente”, forse per il caldo, per la birra, o più probabilmente per l’enorme mole di persone coordinate nel cantare i suoi brani), come vuole il suo personaggio e come lo vogliono i suoi fan. Tra un sound molto pulito e dei testi che rivelano una grande capacità da cantautore, le quasi due ore di concerto scorrono con una facilità disarmante: Limonata, Milano, Gaetano, non manca nessuna delle sue canzoni più conosciute e amate, e il pubblico arriva in estasi al finale quando il cantautore di Latina regala una versione più intima di Cosa mi manchi a fare, già presente a metà scaletta.

Lacrime, sorrisi, riflessioni e tanta, tanta musica di vera qualità: le premesse per una carriera di successo ci sono tutte. Basta solo reimparare a camminare…

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Adalberto Piccolo
Adalberto Piccolo
Responsabile editoriale, responsabile della comunicazione, responsabile social media. Ma comunque poco responsabile. "Il Mondo non è perfetto: in un mondo perfetto Mark Chapman avrebbe sparato a Yoko Ono".

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