#4Sbando. Le migliori leggende metropolitane della storia della musica

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#4Sbando. Le migliori leggende metropolitane della storia della musica

sbandoleggende1Elvis Presley non è morto. Anzi forse è morto, ma 30 anni dopo la data ufficiale e a Cuba, nello stesso ospedale dove era ricoverato Fidel Castro. Anche Jim Morrison è ancora vivo, e forse pure Jimi Hendrix; inoltre Michael Jackson si faceva schiarire la pelle con costosi e complicati interventi chirurgici, mentre Marilyn Manson optava per farsi togliere le ultime due costole, così da poter praticare autoerotismo orale. E potrei andare avanti per ore.. Nel mondo della musica sono centinaia le leggende metropolitane che si sono rincorse e susseguite nell’arco dei decenni, autoalimentate della loro stessa inverosimiglianza e a volte pompate dagli stessi artisti protagonisti della diceria, in modo da aumentare visibilità e popolarità. Di alcune abbiamo già parlato, come della barretta di Mars che Mick Jagger mangiò dalla vagina di Marianne Faithfull, o il giochino anale di Robert Plant che aveva come protagonisti una groupie e un piccolo squaletto; di altre invece non è ancora ben chiaro il grado di realtà: anche se George Harrison parlò di semplici sigarette, la canna fatta dai Beatles nei bagni di Buckingam Palace pare sia stata effettivamente fumata, così come Ozzy Osbourne mangiò davvero un pipistrello lanciato sul palco da uno spettatore (ma, a sua discolpa, credeva fosse finto, e dovette correre all’ospedale per l’antirabbica).

La più famosa delle leggende metropolitane musicali è sicuramente quella del PID, Paul is Dead. Nel 1966 infatti, all’apice del successo della band, il povero Paul McCartney ebbè un incidente con la propria auto che si schiantò su un albero, morendo sul colpo, anzi, finendo decapitato. In preda al panico, i tre Beatle rimasti, di comune accordo col proprio agente Brian Epstein, decisero di mantenere il riserbo per non turbare le centinaia di migliaia di fan in tutto il mondo (e soprattutto per mantenere il successo che in quegli anni era all’apice) e si misero subito alla ricerca di un sosia di Paul, che avrebbe preso il suo posto all’insaputa di tutti. La scelta ricadde su William Campbell, un poliziotto canadese (secondo alcune versioni William Shepherd, uno scozzese), che accettò anche di sottoporsi a diversi interventi chirurgici di chirurgia plastica per assomigliare perfettamente al beatle deceduto. Nessuno si sarebbe mai accorto di nulla, se non fosse che nel 1969 un anonimo raccontò la storia ad una stazione radiofonica londinese, facendo deflagrare il tam tam, che gli stessi Beatles sfruttarono a pieno, disseminando qua e là indizi sulla presunta morte del bassista di Liverpool: il più famoso, naturalmente, la copertina del disco “Abbey Road”, una metaforica processione funebre in cui McCartney è l’unico con i piedi scalzi e fuori sincro, a rimarcare l’alterità rispetto al resto del gruppo. La leggenda ha preso vigore decennio dopo decennio, e tutt’ora vengono prodotti libri e speciali tv sulla morte di Paul, che ha sempre chiosato divertito (“Sono vivo e sto bene, e non mi interessa delle voci sulla mia morte. Ma se fossi morto, sarei stato l’ultimo a saperlo”).

Se il PID è la più famosa, la leggenda metropolitana più divertente è inverosimile è quella che vede Gianni Morandi essere un assiduo ed orgoglioso coprofago: nata quale anno fa sul web, la voce  continua a girare incontrollata, forte di migliaia di meme e fotomontaggi di dubbio gusto. Il buon Gianni non ha mai commentato nel merito, confermando secondo i “complottisti” la propria passione per la merda. D’altra parte, solo uno su mille ce la fa..

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Adalberto Piccolo
Adalberto Piccolo
Responsabile editoriale, responsabile della comunicazione, responsabile social media. Ma comunque poco responsabile. "Il Mondo non è perfetto: in un mondo perfetto Mark Chapman avrebbe sparato a Yoko Ono".

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