Romaeuropa festival 2016: tra innovazioni e ritorni di fiamma. #Ref16

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Romaeuropa festival 2016: tra innovazioni e ritorni di fiamma. #Ref16

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Quelli presentati alla conferenza stampa del 20 maggio sulla XXXIesima edizione del Romaeuropa sono dei numeri da capogiro: 20 spazi, 524 artisti, 145 giorni di attività, 51 appuntamenti e oltre 40.000 posti in vendita agli spettacoli, il tutto diviso in due tranche (novità di quest’anno), ossia l’anteprima (dal 24 giugno al 18 settembre) e la parte principale (dal 21 settembre al 3 dicembre). refUn’anomalia rispetto agli anni precedenti ma, come spiega Monique Veaute (Presidente della fondazione), si voleva dare spazio al connubio tra arte contemporanea e patrimonio archeologico. L’apertura è difatti affidata a due eventi, all’interno del progetto Patrimonio e Creazione, che rappresentano in toto questa vocazione: stiamo parlando della mostra Par tibi, Roma, nihil, ideata dalla Veaute e curata da Raffaella Frascarelli e di Palamede, La storia di

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Alessandro Baricco, entrambi all’interno dell’Area Archeologica del Palatino. Abbondanti ringraziamenti vengono fatti a chiunque abbia sostenuto questo progetto, dalle grandi istituzioni alle singole personalità di spicco della cultura e della politica: quasi a sottolineare come, senza l’aiuto di uno di questi, sarebbe stato impossibile creare questa enorme e meravigliosa macchina di eventi che è il Romaeuropa. Un festival che da sempre è nomade, che si staglia tra vari luoghi, che siano quelli classicamente deputati agli eventi culturali (come Teatro Argentina, Auditorium Parco della Musica, Conservatorio Santa Cecilia) o quelli che sembrano anatomicamente più votati alla parte contemporanea e sperimentale del festival (l’area di Testaccio, La Pelanda ecc.): un nomadismo che piace ma che la presidentessa si augura possa trasformarsi ben presto in stanzialità.

L’apertura della seconda fase dell’evento è invece affidata al coreografo britannico di origine israeliana Hofesh Shecter con il suo Barbarians, mentre per la ricorrenza dei 400 anni dalla morte di Shakespeare il collettivo Forced Entertainment propone con Complete Works – Table top Shakespeare una singolare rivisitazione delle 36 opere dell’artista britannico, tra narrazione dei testi e oggetti di vita quotidiana che interpreteranno i personaggi. “Portati altrove” è lo slogan di quest’anno, un luogo in cui si oltrepassa il confine della regola e si fa tutto in “stile Romaeuropa”: come il direttore generale e artistico Fabrizio Grifasi ci tiene a sottolineare, l’elenco degli ospiti è scelto accuratamente in base a questo monito, tra nuovi volti e vecchie glorie che elencarli tutti genererebbe solo un pedissequo elenco.

La Veaute fa inoltre un ringraziamento speciale a critici e giornalisti e all’aiuto che hanno dato alla manifestazione (oltre che al supporto), nell’avvicinare il pubblico a una materia ostica come l’arte contemporanea del quale non è semplice trattare. Grifasi delizia il pubblico con la sua lodevole e puntigliosa presentazione del programma e degli artisti, senza essere parco di descrizioni e complimenti, soffermandosi il giusto tempo su ognuno: sottolinea anche la multimedialità dell’evento, dovuta alla diretta streaming di alcune opere grazie alla collaborazione con la RAI, allo scopo di condividere la creazione tramite i social network e i media. Nessuna presenza politica all’incontro, un’atmosfera leggera ma comunque ricca, proprio come vuole essere il Romaeuropa: che possa sempre continuare a rappresentare quel ponte culturale con il nostro continente come è riuscito a fare finora.

Tutti gli aggiornamenti sul sito: www.romaeuropa.net

credits foto: Francesca Dalla Pozza

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