I Sorge concludono il primo tour de La guerra di domani al Monk di Roma

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I Sorge concludono il primo tour de La guerra di domani al Monk di Roma

IMG-20160519-WA0006Atmosfera solenne, un po’ tetra per via del buio quasi totale in sala, divanetti rossi che fanno presagire il tipo di live al quale sia andrà ad assistere, ossia uno d’autore: con questo scenario ci accolgono i Sorge al circolo Monk di Roma, i quali si sono esibiti il 18 maggio recuperando la data cancellata del 10 aprile (quella all’interno del festival di musica elettronica italiana Manifesto – We are the music makers). Il progetto di Emidio Clementi e Marco Caldera (frontman dei Massimo Volume il primo, produttore, musicista e tecnico del suono il secondo) è nato nel 2014 ed ha all’attivo un solo disco, La guerra di domani, uscito a febbraio del 2016, per il quale è partito sedutastante un tour che ha visto come data conclusiva quella capitolina.

La “scuola emiliana” del genere (se si può azzardarne l’esistenza), che dai CCCP ai Massimo Volume ha influenzato molti gruppi a venire (come, ad esempio, i conterranei Offlaga Disco Pax), è un marchio riconoscibilissimo: e nel caso dei Sorge è uno strascico che Clementi non può non portarsi appresso, senza però negarsi unioni con nuovi elementi musicali dall’influenza spiazzante. La collaborazione e l’affiatamento dei due si constata da subito ed è interessante vedere i loro mondi artistici che si incastrano creando piacevoli sperimentazioni: gli effetti di Caldera seguono i toni del recitar cantato di Clementi, come se fossero l’ortografia di questo e l’ausilio di videoproiezioni, semplici ma significative, rende il tutto uno spettacolo completo.

La provincia, la quotidianità, le piccole cose sono sempre al centro dei testi di Clementi (il quale, ricordiamo, è anche scrittore di libri), apparentemente distaccati e grigi come i soggetti che ritrae ma coinvolgenti, se non altro per il notevole uso che fa delle metafore. Si crea una bella fotografia sul palco, scaturita da una buona mescolanza tra luci, immagini video e profili dei due musicisti. Circa a metà dello show Clementi regala al pubblico un brano non presente nel disco, un inedito con un testo di Sam Shepard tratto da Cronache da un motel: con questo pezzo, insieme ad Accetto tutto (accompagnato da un video che ricorda vagamente Pas de deux di Norman McLaren) raggiungono il momento più alto di tutta la serata, con immenso gaudio dei presenti che fanno sentire il proprio calore, nonostante l’austerità implicitamente comandata dallo spettacolo. Uno stile che è al contempo sperimentale e “fedele alla linea” (dei Massimo Volume), con infuenze di altri generi (dal rap al blues) probabilmente provenienti dai gusti musicali di entrambi: un esperimento che sembra riuscire a smuovere sensibilmente la pastosità della musica del gruppo emiliano d’ispirazione per poi gettarsi competitivamente nel gran galà della musica iper-contemporanea.

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