I Perturbazione e le motivazioni che ci diamo

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I Perturbazione e le motivazioni che ci diamo

copertina_DEF_ESECUTIVOFra i gruppi alternative più conosciuti in Italia i Perturbazione si sono ritagliati uno spazio sempre maggiore nel panorama musicale nostrano, finendo anche in ambienti piuttosto “mainstream” come il festival di Sanremo. Nonostante la fama crescente il livello qualitativo delle produzioni della band non si è mai abbassato e la loro discografia continua ad arricchirsi di capitoli positivi tendendo sempre più a strizzare l’occhio all’elettronica ma senza perdere l’essenza pop rock che la contraddistingue. “Le storie che ci raccontiamo” è l’ultima fatica della band torinese, registrata a Londra con Tommaso Colliva, già collaboratore, fra gli altri, dei Muse. Dieci pezzi danno vita ad un disco omogeneo ma al contempo ricco di tematiche e influenze. Una sorta di amarezza accompagna alcune canzoni come “Trentenni”, ritratto di giovani donne giunte all’età di trent’anni stanche fra studio, lavoro e amori insoddisfacenti ma comunque alla ricerca di se stesse. In effetti il sapore di questa ultima produzione discografica sembra essere quello di una raccolta di racconti di esperienze vissute durante la ricerca della propria tranquillità personale. Si sente in alcuni pezzi la consapevolezza di essere giunti al punto in cui determinate incertezze e paure vanno abbandonate ed è necessario prendere in mano la propria vita per conquistarsi finalmente la felicità; è il caso della canzone che apre il disco “Dipende da te”, uptempo molto elettronica e catchy, presa di coscienza del fatto che essere felici o no dipende dal modo in cui si affronta la vita.

PERTURBAZIONE_0027Il testo più attuale della partita è sicuramente “Cara rubrica del cuore”, che descrive all’ascoltatore la storia di un uomo che usa la foto di un altro per conoscere donne su un sito online. Le incertezze di un personaggio fragile e molto realistico sono presentate con grande delicatezza mentre parla con una donna che non ha mai incontrato dal vivo, il tutto su un elegante tappeto acustico con inserti elettronici. Ad impreziosire il brano la collaborazione con la cantautrice Andrea Mirò, che canta i dolci versi finali in cui la donna al di là dello schermo scopre la verità ed ammonisce il suo interlocutore. Le ripetute frasi “Le cose che ti direi, le cose che ti farei… è molto più difficile ammettere chi sei!” risuonano nella testa dell’ascoltatore alla fine della canzone risultando emblematiche.

Altro pezzo degno di nota è “La prossima estate”, che in un’Italia più musicalmente attenta potrebbe essere un singolo estivo non scontato. Il punto forte dei Perturbazione rimane quello di saper costruire arrangiamenti calzanti ed equilibrati intorno alle loro melodie e ai loro testi mai troppo difficili ma sempre intelligenti.

Sebbene sembri sempre presente una sorta d’insoddisfazione di fondo, questo disco non rinuncia comunque alla positività. In “Everest” Tommaso Cerasuolo canta: “sorridi alla paura e la paura passerà”. È questo che sembra esserci alla base di diversi pezzi di “Le storie che ci raccontiamo”, la voglia di scacciare la negatività e rendersi conto di quanto di buono c’è nella propria vita per ricavarne felicità e tranquillità, perché “impara a cambiare dipende da te”.

 

Antonio Galota

 

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