MODERAT A ROMA Club di Ibiza o Berghain e Sonar? Quel che resta della musica elettronica

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MODERAT A ROMA Club di Ibiza o Berghain e Sonar? Quel che resta della musica elettronica

 

Il reparto Electronic Music oggi è fortemente a rischio, o meglio è difficile trovare Electronic Music vera.

Forse perché non considero DJ i musicisti di musica elettronica. Per cui, David Guetta, Bob Sinclair, Martin Solveig, Ibiza Beach Party, Buddha Bar, ecc.

Ieri sera a Spazio900 a Roma, ho capito che la musica elettronica è uno dei generi meno compresi che esistano. Pochi ascoltatori sanno che cos’è ed è anche difficile definirla. Trovai una descrizione sul web che la descriveva come una musica fatta con strumenti elettronici per cui, chitarra elettrica, basso elettrico, piano elettrico, qualsiasi strumento che utilizzi la corrente. Potrebbe sembrare uno scherzo ma non lo è. Allora, ovviamente, i giradischi ci rientrerebbero, ecco quindi il posizionamento dei DJ nella classifica dei musicisti di musica elettronica.

Banalizzare così il genere, ovviamente, non gli fa bene, perché ha già vita difficile di per sè. Creare una confusione totale nella definizione fa nascere un altro problema.

La “electronic music” è uno dei pochi generi che si può creare, registrare, “missare” e masterizzare completamente da casa tua, infatti, la maggioranza degli artisti del genere sono una persona sola, “uno Stanley Kubrik” che trovi spesso nascosto dietro qualche computer e macchinari vari in live.

Questo non è per dire che la musica elettronica non abbia stelle anche oggi, basta indagare un minimo per sapere che esistono Amon Tobin, Squarepusher, Prefuse 73, Aphex Twin e i più conosciuti Chemical Brothers, che sono alcuni di quelli che sono riusciti a farsi un nome in un mercato ormai saturo e che lascia spazio sì e no a pochi nuovi talenti.

Alphex Twin, Vangelis, The Prodigy, Apparat, Chemical Brothers, Massive Attack, Sven Vath, sono solo alcuni dei nomi che la musica elettronica l’hanno sintetizzata, create, mixata, shackerata e donata a noi. Il mapping visivo dei Pink Floyd e qualche intuizione dei Genesis hanno fatto il resto.

Eppure c’era un tempo in cui musica elettronica non era sinonimo di Rave, non era sinonimo di droghe sintetiche, di pogo gratuito, di DJ. Il clubbing e il pop si sono poi messi di mezzo e sono nati i vari Guetta, Sinclair, molto più vicini alla deephouse e alle serate in discoteca. Ecco perchè quando Apparat annuncia una nuova data in Italia, quella automaticamente diventa un giorno da segnare col rosso sul calendario. I suoi live sono un’esperienza catartica irripetibile per gli amanti di un certo genere di musica. Metti insieme due delle realtà più interessanti della musica elettronica ovvero i tedeschi Apparat e Modeselektor e ottieni un sodalizio perfettamente bilanciato, che prende il nome di Moderat.

Il pubblico eterogeneo di Spazio900 riesce in parte a spiegare il segreto del successo, ovvero la commistione con una musica Pop rivisitata. Una musica intelligente, coinvolgente, ricercata. Ci si muove su un tappeto sonoro fortemente sintetico in cui i pattern ritmici si inseriscono senza mai concedersi il lusso di lasciarsi andare ad una banalizzazione dance. Le derive sono molteplici, come le sfumature.

Si passa dalle atmosfere più dilatate ed ipnotiche a momenti decisamente più “pestati”. Tutto intermezzato dalle hit più famose come “New Error”, “Reminder” (primo singolo del nuovo lavoro) e “Bad Kingdom”.

 

Quindi i tedeschi stanno tornando? Bè la musica elettronica nell’ultima decade è di stampo puramente inglese, ad est si produce ancora roba cattiva, nella Berlino di oggi  Apparat è l’unico sopravvissuto e la fusione Moderat subisce ancora troppe influenze commerciali per riempire i locali.

C’era un tempo in cui il Sonar era un festival di scoperta, di trasporto e di arte innovativa, c’era il Berghain, c’era …..

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Valentino Cuzzeri
Valentino Cuzzeri
Appassionato delle potenzialità dei nuovi media e la loro scientifica misurabilità, intraprende una carriera accademica incentrata sul Digital World. Fermamente convinto che il web rappresenti la nuova frontiera nell’ambito della comunicazione e dei Brand, inizia la propria esperienza lavorativa collaborando come consulente con alcune delle più grandi agenzie di comunicazione e marketing non convenzionale.

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