#4Sbando. Psichedelie e trip collettivi: l’LSD, lo strumento (non musicale) che cambiò il rock

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#4Sbando. Psichedelie e trip collettivi: l’LSD, lo strumento (non musicale) che cambiò il rock

psichedeliaLa musica, si sa, è anche fuga: verso un sogno, verso un ideale, o più semplicemente fuga dalla realtà (che diciamocelo, molto spesso fa proprio schifo) per cogliere nuovi mondi e nuove percezioni. Per far ciò gli artisti si sono avvalsi di strumenti musicali sempre più tecnologici e performanti: dal mandolino alla chitarra elettrica, dal clavicembalo ai sintetizzatori Moog, l’evoluzione dei sound è andata di pari passo con l’evoluzione tecnologica ed è opinione comune che lo strumento che cambiò la musica in maniera significativa, facendola entrare nella società di massa, fu l’organo Hammond. Ma fu un altro lo strumento che riuscì ad imprimere un cambiamento epocale alla musica leggera, specie sul versante culturale: è il dietilammide dell’acido lisergico, una sostanza che si trova nell’ergot, il fungo parassita della segale. In poche parole, o meglio in poche lettere, l’LSD.

Sintetizzato per usi terapeutici in un periodo in cui la gente era già pronta a spararsi incazzata (nel 1938), per 5 anni rimarrà chiuso nel dimenticatoio del laboratorio in cui fu scoperto, fin quando durante un esperimento un geniale scienziato teutonico ne fece cadere una goccia sulla sua mano, spalancando a se stesso e al mondo intero le porte della percezione. La storia dell’LSD in realtà è antichissima (gli effetti dell’ergot erano ben conosciuti fin dai tempi degli Assiri infatti) ma l’influenza culturale, o meglio controculturale, che ha avuto fin dagli anni ’60 l’ha portata a legarsi indissolubilmente alla storia dell’arte dell’ultimo secolo. Sono tantissimi infatti gli artisti che hanno fatto uso della sostanza nell’arco della loro vita, in tutti i campi: da Fellini a Kubrik, fino a Jack Nicholson, Allen Ginsberg, Andy Warhol e Steve Jobs, l’LSD fu un fenomeno che non risparmiò nessuno strato sociale o espressione artistica e di fatto spalancò le porte ad una visione allucinata e psichedelica della realtà, stimolando una produzione visuale senza pari per profondità e bellezza.

Guardando al mondo musicale, l’LSD rivoluzionò totalmente il sound del rock, creando nuovi generi musicali che con alterne fortune sono arrivati fino a noi (il rock psichedelico o la musica cosmica per esempio): non si possono non citare i trip mentali di Syd Barrett che tanto hanno influenzato le armonie dei Pink Floyd, oppure Jim Morrison e The Doors (“If the doors of perception were cleansed, everything would appear to man as it trulyis, infinite”: la citazione di William Blake che fu da ispirazione per il gruppo è più che programmatica) o gli stessi Beatles della celeberrima “Lucy in the Sky with Diamond”, oramai l’inno della psichedelia in tutto il mondo. Negli USA la fuga allucinogena dalla realtà produsse una reazione musicale più dura a causa delle questioni sociali in ballo in quel periodo (guerra del Vietnam e battaglie sui diritti degli afroamericani principalmente): Hendrix, Greatful Dead, Jefferson Airplane, Iron Butterfly, Janis Joplin, sono tantissimi gli artisti che hanno voluto provare un trip per ampliare i propri sensi e sviluppare nuove percezioni, ma veicolando i viaggi mentali verso battaglie dall’ampio significato sociale. Inoltre l’LSD causò l’annullamento quasi completo della distanza tra artista e pubblico durante i concerti, visto che i trip indotti sia dalla sostanza in sé che dalla musica proveniente dai palchi (coloratissima, ipnotica e trascinante) producevano rituali in cui la barriera tra musicisti ed ascoltatori veniva letteralmente annullata per produrre invece un viaggio olistico, una vera e propria catarsi in cui perdere l’individualità e lasciarsi andare al vissuto collettivo. Perché come diceva l’ideologo dello sbando Timothy Leary ( “l’uomo più pericoloso d’America” come lo definì Nixon) “turn on, tune in, drop out“, accenditi, sintonizzati, abbandonati. E fidatevi, tra gli anni ’60 e i ’70 tante, ma tante persone si sono sintonizzate e poi si abbandonate. E pur non sapendolo, hanno cambiato la storia culturale del novecento. O quantomeno quella musicale.

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Adalberto Piccolo
Adalberto Piccolo
Responsabile editoriale, responsabile della comunicazione, responsabile social media. Ma comunque poco responsabile. "Il Mondo non è perfetto: in un mondo perfetto Mark Chapman avrebbe sparato a Yoko Ono".

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