#4FAN: They’re just girls…in love with The 1975! Intervista alle amministratrici della pagina The 1975 Italia

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#4FAN: They’re just girls…in love with The 1975! Intervista alle amministratrici della pagina The 1975 Italia

the1975Direttamente da Manchester, la band The 1975 sta progressivamente scalando le classifiche di tutto il mondo. Con una doppietta di live in Italia, rispettivamente al Fabrique di Milano e all’Estragon di Bologna, e la loro performance al Coachella, si può proprio dire che questo è il loro momento! Abbiamo fatto quattro chiacchere con Federica ed Alessandra, le due amministratrici della pagina The 1975 Italia, per entrare nel mondo di questa band fuori dagli schemi.

Presentazione-flash: Chi sei? Che lavoro fai e quanti anni hai?

FEDERICA: Ciao! Mi chiamo Federica, ho la bellezza di 24 anni suonati e studio biologia marina a Roma.

ALESSANDRA: Ciao a tutti! Sono Alessandra, ho 22 anni e lavoro come baby-sitter di un bimbo che adoro (e che se tutto va bene ritroveremo presto fra le fila dei fan dei The 1975).

 Da quanto segui il gruppo?

FEDERICA: Ho conosciuto la band nel Febbraio 2013 quando hanno aperto i Two Door Cinema Club in occasione della loro tappa romana all’Orion. E’ stato subito amore! MAI una band mi aveva colpito tanto al primo ascolto.

ALESSANDRA: Seguo attivamente i The 1975 dal 12 Ottobre 2013. Ricordo con precisione la data poichè rappresenta un vero e proprio spartiacque nella mia vita: da allora è cambiato tutto e loro hanno invaso il mio piccolo mondo. Ed io mi sono imbarcata in una delle avventure più belle che potessero capitarmi!

Come hai creato la pagina? Riesci a riassumere brevemente le dinamiche che hanno portato alla costruzione della vostra fanbase?

 FEDERICA: Ho deciso di creare la pagina nel Luglio 2013 perché la mia voglia di rivederli in Italia era immensa e pensavo che l’unico modo per convincerli a tornare fosse quello di iniziare a pubblicizzare in lungo e in largo la loro musica e creare una solida fanbase anche qui da noi. All’inizio è stato piuttosto difficile perché l’album non era ancora stato pubblicato ma poi, con la trasmissione in radio dei primi singoli e il passaparola su Internet, il successo della band è cresciuto e con esso il numero delle persone che ci segue ogni giorno con affetto ed entusiasmo.

 ALESSANDRA: Nell’estate dell’anno scorso, data la nostra amicizia e la passione in comune per i ragazzi, lei mi ha offerto di entrare a far parte del team ed occuparmi dell’account Twitter. Non la ringrazierò mai abbastanza, per me è stato e continua ad essere un vero onore ed ogni giorno sono sempre più felice di poter dare il mio umile contributo alla promozione dei ragazzi. Vedere che il pubblico risponde ed interagisce con noi con entusiasmo è la più grande soddisfazione. L’affetto nei confronti dei ragazzi, post dopo post, tweet dopo tweet, si è fatto a mano a mano più palpabile. Il fandom è cresciuto in modo graduale ma costante e ci auguriamo di riuscire a “toccare” sempre più persone e fasce d’età perchè, inutile dirlo, i The 1975 lo meritano e tutto quello che facciamo è per loro ed i nostri follower.

Quanti concerti hai visto?

FEDERICA: Sono stata a circa una decina di concerti tra Italia ed estero.

ALESSANDRA: Al momento sono a quota otto: la maggior parte in Italia, ma non mi sono fatta mancare qualche trasferta europea.

Qual è stato per te il più bello?

 FEDERICA: E’ difficile scegliere ma probabilmente quello al Blackout di Roma del 4 Marzo 2014. Era ancora una venue molto intima e raccolta ed è stato molto intenso emozionalmente. Inoltre è stato lì che ho conosciuto la maggior parte delle mie attuali compagne di avventure concertistiche!

 ALESSANDRA: Come il primo amore, il primo concerto non si scorda mai! Li vidi per la prima volta a Roma, al Blackout, nel marzo 2014 e la ricordo tutt’oggi come una delle giornate più belle della mia vita, in cui ho conosciuto alcune fra le fan dei ragazzi a cui sono più legata, fra cui Federica. È stato tutto veramente perfetto! Le ore di coda sono state divertenti e rilassate, abbiamo conquistato la transenna e quando le luci si sono abbassate e i ragazzi hanno guadagnato il palco ricordo di aver pensato “Sono nel posto giusto. E’ qui che voglio stare.”, e subito dopo “Ma sono davvero loro?”. Non riuscivo a credere di essere ad un passo da quei ragazzi che avevo visto, sognato ed amato solo attraverso uno schermo o una foto. Non ho dovuto attendere molto per avere la conferma che fossero loro realmente: durante la prima canzone un Matty più dinoccolato e disinvolto che mai, avvolto in un pesante cardigan nero, si è sporto per toccarci le mani. Il sogno era diventato realtà, e stava lì davanti a me, la sua manina soffice nella mia.

Cosa ami del gruppo?

 FEDERICA: Okay, su questa domanda potremmo starci davvero un giorno intero. Amo il loro desiderio di essere totalmente onesti con il loro pubblico, amo il processo creativo e la genialità che sta dietro ad ogni testo che prende ispirazione da arte, letteratura e cinema, i loro riferimenti musicali, la voglia di rendere ogni live un’esperienza unica che immerga completamente i fan “nell’universo The 1975” non solo attraverso la musica ma anche tramite un attento studio di luci e scenografia, il non curarsi delle critiche sterili, la dedizione nei confronti dei fan, l’amore e la passione che mettono in tutto quello che fanno, il fatto che siano rimasti i ragazzi gentili, umili e alla mano degli esordi. E, non per ultimo, la loro musica, che viste le molteplici influenze, non può essere etichettata e per questo è in assoluto il mio genere preferito.

ALESSANDRA: Tutto! Non basterebbe un libro intero per descrivere tutto ciò che me li ha fatti amare e gli ha regalato un posto speciale nel mio cuore. L’immenso talento di Adam e la sua tenera timidezza, il sorriso dolce di Ross e i movimenti inconfondibili che fa mentre suona (ribattezzati “The Thing” dai fan più affezionati…guardare per credere, è uno spettacolo a sé), la bellezza senza pari di George, le sue famose drum faces e la risata contagiosa… e poi Matty: esuberante ma delicato, un animo fragile e caotico assieme, con quegli occhioni che chiedono amore ed attenzione per poi nascondersi, un attimo dopo, dietro la facciata da frontman rubacuori che fa impazzire le ragazze soltanto scuotendo i capelli e dimenandosi a ritmo di musica. Tutti e quattro sono straordinari, speciali, tutti con le loro peculiarità: sono quattro bimbi che stanno crescendo assieme a noi, facendosi portavoce di messaggi sempre più maturi ed articolati, mai banali, ed io, come suppongo l’intero fandom, non posso che sentirmi profondamente grata nell’assistere alla loro trasformazione in quattro ometti meravigliosi.

Qual è la tua canzone preferita?

FEDERICA: Mh, questa è la domanda più difficile. Ultimamente sono davvero in fissa con Somebody Else…l’ascolterei mille volte di fila senza stufarmi! E’ una di quelle canzoni che può dare immediatamente un’altra piega ad una giornata storta.

ALESSANDRA: La mia canzone preferita varia a seconda del momento, non saprei sceglierne una sopra tutte. Per ora, in cima alla mia personale classifica, ci sono Paris e Loving Someone. Mi sono entrate dentro sin dal primo ascolto.

Paris è semplicemente struggente, la canzone perfetta per abbracciare un nuovo amore o contemplare la fine di un altro, tutto racchiuso in quel “how I’d love to go to Paris again” che suona quasi come una preghiera, un “come mi piacerebbe tornare a casa, al sicuro, in un posto dove ci siamo solo io e te e il resto del mondo magicamente scompare“. Capitano, nella vita di ognuno, quei momenti in cui vorresti solo fuggire e spesso, non potendolo fare, ti rifugi in un ricordo felice, come appunto potrebbe essere una gita a Parigi, città che nel testo assume i connotati di un luogo dell’anima, un simbolo, più che di un posto rintracciabile sulla carta geografica. Loving Someone è invece una puntualissima critica della società in cui viviamo e delle pressioni che gravano in particolare sulle spalle dei giovanissimi. Il mondo tende a confonderli, gli promette una fantomatica libertà mentre li soffoca di divieti e codici comportamentali, impedendone uno sviluppo armonioso della personalità. Devi consumare, fare sesso ma farlo con chi ti diciamo noi, idolatrare chi mettiamo noi sul piedistallo, uniformarti alla massa e tacere. Contro tutto ciò, Matty sembra sussurrarci all’orecchio: “Ama qualcuno. Non importa chi, ma amalo profondamente. E non preoccuparti del resto“.

Hai qualche aneddoto da raccontarci?

FEDERICA: Un aneddoto a cui sono particolarmente legata risale al concerto all’Estragon a Bologna del 2014; mi ero laureata il giorno prima e avevo realizzato un cartellone con scritto “I have just graduated and this is the best way to celebrate” che Matty ha letto dal palco, congratulandosi e chiedendomi in cosa. Alla risposta “Biology”, è rimasto super colpito e ha detto “Biology??? JESUS CHRIST! No, actually the opposite of Jesus Christ!”.

ALESSANDRA: Certo! Ne avrei tanti, per brevità ve ne riporto solo uno. La prima volta che li vidi in concerto, durante Fallingforyou, mandai un bacio a Matty: fu un gesto totalmente spontaneo ed infantile, gli “soffiai” un bacetto dalla mano! Lui mi vide e ricambiò il bacio: se ci ripenso sento ancora dentro l’emozione mista all’incredulità di quel momento, con Fallingforyou che mi risuona nelle orecchie… Indimenticabile!

Da dove prendete i contenuti che condividete?

FEDERICA: Si tratta di una ricerca piuttosto eterogenea che coinvolge i principali social network quali facebook, instagram, twitter e tumblr ma anche siti delle emittenti radiofoniche e delle principali riviste di musica.

ALESSANDRA: I vari social network sono una miniera in questo senso: tumblr, Facebook, snapchat, Instagram, Youtube… Sempre inserendo i doverosi crediti. Il tutto viene poi rielaborato e, nel mio caso, sintetizzato in un tweet.

Con una parola, come descrivereste il gruppo?

 FEDERICA: Una sola? Brillante.

ALESSANDRA: Magici.

Se avessi la possibilità di intervistarli, cosa gli chiederesti?

 FEDERICA: Mi portate in tour con voi? Sarei disposta a ramazzare il tourbus e fare la sguattera pur di vivere ogni sera la sensazione di libertà ed immensa felicità che si prova sotto quel palco. Scherzi a parte, chiederei loro qual è la cosa che li rende più felici in assoluto e, visto che passano 360 giorni l’anno in tour, quale sarebbe il loro day off ideale.

ALESSANDRA: Certamente le domande da porgli sarebbero tante. Non mi piacerebbe condurre un’intervista “tradizionale” e sommergerli di domande tecniche (alle quali penso che abbiano ormai abbondantemente risposto), ma piuttosto approcciarmi a loro come persone e non come superstar.

Qual è il vostro primo ricordo d’infanzia? In che posizione dormite? Cosa avete sognato l’altra notte, e cosa sognate invece per il vostro futuro?

Per quel che riguarda la loro carriera, mi piacerebbe potergli chiedere se hanno mai pensato di intraprendere un percorso attoriale parallelo a quello musicale o allestire un musical che avesse come soundtrack le canzoni di un loro cd (come hanno fatto i Green Day con “American Idiot”). Infine, gli chiederei di lanciare un messaggio ai loro fan, specie a quelli che stanno attraversando un periodo buio ed hanno bisogno di un po’ di incoraggiamento per affrontare le sfide che la vita ci pone davanti. Essere consapevoli del loro sostegno potrebbe essere importante e sono convinta che loro saprebbero trovare le parole giuste. Ne siamo fermamente convinti anche noi, e ripercorrendo i momenti più belli delle due tappe italiane della scorsa settimana ci salutiamo, nella speranza che i The 1975 tornino presto in Italia!

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Simonetta Poltronieri
Simonetta Poltronieri
Chiamatemi Mimmi. Amo avventurarmi alla ricerca di qualcosa di nuovo, sempre in compagnia della musica, fedele compagna di vita. Mi diverto a raccontare aneddoti musicali qui e su Radio Bocconi, tra una risata e una bella canzone. Amo viaggiare e perdermi nel mondo, anche solo con la fantasia, costantemente alla ricerca della colonna sonora della mia vita.

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